L’inquinamento in un video realizzato da un tarantino residente a Treviso
Inquinamento ILVA: La denuncia corre su internet
Il filmato continua ad essere votato dagli utenti e risulta il migliore nella classifica di Repubblica
25 agosto 2007
Una mostruosa “normalità”
E’ il pugno nello stomaco che ogni tarantino riceve la mattina appena esce di casa: gigantesche nuvole di fumo bianco, grigio, marrone (dipende dall’impianto da cui provengono) che virano verso la città. Una città talmente vicina ai camini da rendere fabbrica e palazzi praticamente un’unica cosa. Taranto e la sua acciaieria sono state filmate in una sequenza che mette i brividi. Perchè, benchè sul video scorrano immagini familiari, spaccati di realtà quotidiana, l’effetto di vedere tutto insieme, concentrato in sequenze lente ma allo stesso tempo incalzanti, dà un senso di ulteriore angoscia a chi vive in un centro urbano che dovrebbe essere dichiarato off-limits per la quantità di veleno che il siderurgico ci sputa sopra. A realizzare il film è stato il tarantino Vittorio Vespucci, che ha colto l’opportunità lanciata via internet dal sito Repubblica.it/Tv per mettere in rete, servendosi di un canale autorevole, la sua amara e spietata denuncia. Il video, intitolato “Taranto, la città malata” fa al concorso Tua Tv. Ora è in vetta alle classifiche, con un voto di quasi cinque stelle (il massimo). E’ tra le produzioni che stanno ricevendo il maggior numero di commenti da parte di chi ha fatto scorrerere le immagini sul proprio pc. A scrivere sono Tarantini arrabbiati (molti non residenti a Taranto), persone indignate perché colte di sorpresa dall’eloquenza dell’obiettivo che mostra una città assediata dallo smog industriale. Il messaggio che passa attraverso il video è di quelli capaci di scuotere le coscienze. Perchè in questa “Città malata” crescono anche bambini che nei quartieri più esposti come Tamburi e Città vecchia vivono in faccia alle ciminiere. Bambini che quando vedono i loro coetanei scorrazzare nei giardini sotto casa, tra alberi e aiuole fiorite, sgranano gli occhi pieni di invidia. Ma, poi, crescendo, si rendono conto che quel fumo, quell’inquinamento, quella polvere sui panni stesi vogliono dire lavoro. Ma anche morte. Luisa Campatelli
Note: Ecco il link al video realizzato da Vittorio Vespucci http://tv.repubblica.it/tuatv.php?cont_id=23310
Articoli correlati
Pediatra, ricercatore e divulgatore scientificoAddio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network