Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Il prossimo anno in assenza di mutamenti radicali nella gestione aziendale la Tarsu subirà un incremento di proporzioni impressionanti. Ecco gli effetti della Gestione Di Campo

Che succede veramente in Amiu?

La condizione finanziaria di Amiu è tragica, quella gestionale è letteralmente allo sbando se si pensi che per stessa ammissione ufficiale dell’attuale cda il riferimento gestionale è rappresentato dal cosiddetto piano strategico targato Di Campo
23 settembre 2007
Nello De Gregorio

Che succede in AMIU? L’unica novità industriale prodotta da questo cda sono sei paginette dal titolo Progetto Servizio Raccolta Differenziata Monomateriale. Sei paginette insignificanti prive di ogni e qualsiasi obiettivo. Eppure alcuni settori dell’amministrazione e questo cda si ostinano a nascondere o a sottovalutare la reale gravità della situazione. Perché?

I dati del bilancio 2006 sono di una drammatica evidenza. Il totale dei debiti, ricorda il Collegio dei Revisori, ammonta ad euro 34.288.118, più di quelli della sciagurata gestione Di Campo (28.096.987). “Si tratta principalmente di debiti verso fornitori, debiti tributari e verso enti previdenziali, comprendenti altresì debiti per arretrati di imposte (Irap) e contributi (Inpdap). La situazione debitoria desta notevole preoccupazione sia per il regolare svolgimento dell’attività aziendale, sia in vista della vendita del 49% della Società a soci privati in ossequio a quanto disposto dall’art. 115 del D,Lgs 267/2000 ed ai programmi di risanamento del Comune di Taranto.” Queste ultime parole contenute nella relazione allegata al bilancio alimentano la preoccupazione secondo la quale in realtà, al di là delle affermazioni di principio secondo cui la vendita di Amiu o anche di quote di essa non è al momento nei programmi di questa amministrazione, attesa altresì la mancata smentita su tali affermazioni che non è venuta né dal cda, né dall’assessore alle partecipate, né dal vice sindaco, c’è chi lavora per questo epilogo.

C’è una regia occulta, così l’ho chiamata qualche giorno fa, che sta effettivamente lavorando in questa direzione. E dunque non può che essere questo cda il soggetto che dovrebbe traghettare l’Amiu verso questo epilogo. Un epilogo che non sarebbe la vendita del 49%, ma la svendita, perché un’azienda in queste condizioni, non risanata, non può essere che svenduta.

La legge istitutiva della TARSU è il D. Lgs. N.507/93

Ai sensi dell’art. 61 “Il gettito complessivo della tassa non può superare il costo di esercizio del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani…” In nessun caso dunque neanche qualora trattasi di un Comune in stato di dissesto, l’Ente può giungere al superamento della copertura totale del costo di esercizio, che costituisce il limite massimo, oltre il quale si forma un’eccedenza illegittimamente acquisita, che può essere richiesta in restituzione dagli utenti entro il termine di due anni dall’avvenuto pagamento, a norma dell’art.75 del D.Lgs. 597/93.

a) Con la delibera 29 marzo 2007 n.648 del commissario straordinario appare evidente che illegittimamente il gettito complessivo supera il costo di esercizio del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Supponendo che il costo di esercizio comprensivo di costo del servizio raccolta e trasporto rifiuti (Amiu) e costo per il conferimento in discarica e/o inceneritore sia effettivamente quello rappresentato in delibera, meglio definito nel bilancio stabilmente riequilibrato (29.273.750 + 12.000.000 = 41.273750 – 5% per spazzamento stradale= 39.210.063), si viene a determinare la seguente condizione:

Costo di esercizio del servizio così come determinato ai sensi dell’art. 61 commi 1 e 3 39.210.063 Gettito Tarsu 39.210.063 Gettito addizionale ex ECA (10%) 3.921.000 Totale gettito Tarsu + add.ex Eca 43.131.069

E’ noto che a decorrere dal 1996 è stato introdotto il cosiddetto tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi (tributo che per la precisione è stabilito ogni anno dalla Regione ed allo stato ammonta a euro 0,0150 per kg di rifiuto conferito in discarica). Tale voce di costo va tuttavia limitata alla sola parte riferibile al costo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, eccedente i proventi delle addizionali ECA (R.D. n.2145/37 e legge n.1346/61, atteso che sempre dall’anno 1996 i proventi delle predette addizionali applicate alla tassa rifiuti sono devolute direttamente ai comuni. In una parola i proventi delle addizionali concorrono alla copertura del costo di conferimento in discarica.

b) Con la delibera 29 marzo 2007 n.648 del commissario straordinario appare evidente la violazione dell’art. 67 del D. Lgs. 597/93.

Nella delibera viene completamente ignorato quanto disposto dall’art. 67 del D.Lgs. 507/93 che sancisce come eventuali agevolazioni, sotto forma di riduzioni ed, in via eccezionale, di esenzioni deliberate dai comuni devono essere iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura deve essere assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all’esercizio cui si riferisce l’iscrizione predetta.

Pare del tutto evidente che dal costo complessivo da assoggettare a Tarsu debba essere detratto il mancato gettito derivante dalle suddette esenzioni ed agevolazioni ed in particolare quello derivante, come da Regolamento Comunale (art.10) riferito a: immobili di proprietà del Comune o privata quando adibiti a servizi pubblici condotti dal Comune; Museo Nazionale e Soprintendenza; i disoccupati che nel corso dell’intero anno solare non abbiano percepito né siano titolari di alcun reddito e sempre che non siano proprietari di immobile; i cittadini che pur essendo iscritti all’Ufficio Provinciale di avviamento al lavoro, non fruiscono di mezzi di sostentamento, e comunque versino in condizione di indigenza documentata. Considerando una superficie in mq di oltre 100.000 unitamente alle altre esenzioni ed agevolazioni non è azzardato ipotizzare che dai costi da coprire a mezzo Tarsu vada detratta una somma pari a: oltre 1 milione di euro

c) Con la delibera 29 marzo 2007 n.648 del commissario straordinario appare evidente che il costo di esercizio del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani non rispetta quanto prescritto dall’art.61 del D.Lgs. 15.11.1993 n.507

Da un esame dei dati, peraltro inoppugnabili, relativi all’ultima versione del Contratto di Servizio sottoscritto l’8 giugno 2007 fra Amiu e commissario straordinario è possibile accertare che i costi di tutti i servizi di igiene urbana forniti da Amiu, comprensivi di costo gestione automezzi, ammortamenti e spese generali, Iva inclusa ammonterebbero a euro 29.273.745 ovvero la cifra specificata in bilancio che in uno con i 12 milioni che costituirebbero il costo del conferimento in discarica portano alla cifra rappresentata nella delibera del 29 marzo. In verità però la cifra anzidetta finisce per coprire tutti i costi di gestione, ad esclusione delle attività ex Taranto Servizi, delle attività effettivamente svolte ed enucleate nello stesso contratto di servizio. Basta dare una scorsa ad un organigramma aziendale per accorgersi che diverse sono le unità lavorative, dirette ed indirette adibite ed impiegate in attività che non hanno a che fare con l’attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. A voler quantificare in circa 30/40 le unità in questione occorrerebbe una rideterminazione dei costi con una riduzione di almeno 1 milione di euro.

Il mistero delle entrate derivanti dalla raccolta differenziata.

Il comma 3 dell’art.61 D.Lgs. 507/93 precisa che dal costo complessivo di esercizio del servizio di raccolta e smaltimento RSU sono dedotte le entrate derivanti dal recupero e riciclo dei rifiuti. Ora, poiché risultano impiegati all’impianto di Pasquinelli circa 40 unità lavorative, l’interrogativo inquietante che ci si pone è questo: o le 40 unità non fanno assolutamente nulla ed è grave scoprire che ben 40 lavoratori siano parcheggiati senza alcuna utilizzazione oppure, e sarebbe gravissimo, sia pur organizzata non al meglio un pò di differenziata viene prodotta. Ma se così fosse come mai non viene previsto per il 2007 nemmeno un euro di entrata dall’attività di raccolta differenziata e dunque nulla viene imputato a detrazione del costo di esercizio?

Con Circolare n.40/E/96 il Ministero delle Finanze ha chiarito che le deliberazioni tariffarie possono essere revocate o modificate in base ad “adeguata e analitica motivazione”. Penso di averle sufficientemente fornito e dunque per questa ragione l’amministrazione comunale lungi dal lanciare anatemi (vice sindaco) dovrebbe impegnarsi nel periodo intercorrente fra il pagamento della prima rata e la seconda impegnarsi a rivedere i conteggi nel più rigoroso rispetto della normativa in questione (come sembra aver affermato il Sindaco Stefàno).

Per il prossimo anno in assenza di mutamenti radicali nella gestione aziendale e persistendo inalterate le modalità con cui è stato determinato il costo di gestione del servizio e le relative tariffe la Tarsu subirà un incremento di proporzioni impressionanti. Si pensi al fatto che ai costi così come preventivati per il 2007 occorrerà aggiungere quelli derivanti dall’assunzione delle 43 unità ex Ecopolis, dalla probabile assunzione delle 15 unità impiegate all’inceneritore, gli ammortamenti di una parte di mezzi ed attrezzature acquistate o in via di acquisizione, l’ammortamento dell’inceneritore, ecc.

Articoli correlati

  • La raccolta differenziata a scuola
    Ecodidattica
    Ecopuliziotti al lavoro

    La raccolta differenziata a scuola

    Da quindici anni l'IPS Cabrini di Taranto è attivo nella raccolta differenziata. Questa attività dovrebbe essere svolta in tutte le scuole di ogni ordine e grado con cura e dedizione sia per l’ingente quantità di materiali che si potrebbero raccogliere, che per un coinvolgimento diretto dei futuri cittadini attivi.
    26 aprile 2017 - Lucia Laura Laterza
  • Il comunicato di PeaceLink sul latte vaccino contaminato
    Ecologia
    Diossina nei bovini a Massafra, in provincia di Taranto

    Il comunicato di PeaceLink sul latte vaccino contaminato

    Fino a ora la diossina era stata considerata solo un problema delle pecore e delle capre che avevano pascolato attorno all'ILVA: Adesso si scopre che la contaminazione è arrivata a oltre dieci chilometri, nelle campagne di Massafra. Ma come è arrivata lì la diossina?
    27 gennaio 2015 - Alessandro Marescotti
  • Gestione pubblica rifiuti: in Abruzzo periodicamente è emergenza. Non si può continuare così!
    PeaceLink Abruzzo

    Gestione pubblica rifiuti: in Abruzzo periodicamente è emergenza. Non si può continuare così!

    Anno nuovo, notizie vecchie. A cavallo tra la fine del 2014 e l’arrivo del 2015 ancora una volta i titoli dei quotidiani hanno visto una accanto all’altra le parole rifiuti, emergenza e strada. Anche stavolta ci sono stati dei Comuni che potevano rischiare di veder rimanere i rifiuti per strada, l’ennesima situazione recuperata solo all’ultimo, questa volta (e non è la prima volta!) nel lancianese.
    27 gennaio 2015 - Alessio Di Florio
  • Raccolta differenziata a Taranto: bisogna pretendere di più.
    Ecologia
    La raccolta differenziata dovrebbe essere un obiettivo per il Comune di Taranto

    Raccolta differenziata a Taranto: bisogna pretendere di più.

    La raccolta differenziata dev'essere insegnata ai cittadini.
    Le istituzioni devono "comunicare" bene come e perché differenziare per riuscire a cambiare la mentalità di tante persone che considerano il differenziare uno sforzo inutile.
    22 luglio 2014 - Gianpaola Gargiulo
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)