Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Per Taranto non si cerchino pretesti, ma intanto si cominci con l’abbassare i limiti di emissione di diossine.

Diossine di Taranto: Tipica questione sanitaria di prevenzione primaria

I risultati dei controlli hanno un sicuro interesse di carattere ambientale ma ne hanno di certo uno sanitario.
24 settembre 2007
Maurizio Portaluri (Direttore Generale Istituto Tumori di Bari)

ILVA di Taranto L’ILVA di Taranto, già costantemente al centro della cronaca ragionale e nazionale per i gravissimi incidenti sul lavoro, lo è ancor più in questi mesi perché per la prima volta nella sua lunga storia è stata oggetto, da parte di un organismo pubblico come l’ARPA, di rigorosi controlli sulle sue emissioni. A sollecitarli era stato, come spesso fortunatamente avviene, un movimento di cittadini noto per il suo impegno serio e competente: Peacelink.

I risultati dei controlli hanno un sicuro interesse di carattere ambientale ma ne hanno di certo uno sanitario. Le cosiddette diossine sono infatti implicate nello sviluppo di alcuni tumori maligni ed in questa opera nefasta agiscono a dosi anche molto basse. L’ARPA ha detto chiaramente che la quantità dei 17 tipi di diossine tossiche misurata non può essere confrontata con i limiti previsti dalla vigente normativa italiana che riguarda, in violazione delle più restrittive prescrizioni europee, tutti gli oltre cento tipi di diossine.

Ciò che emerge dalla relazione preliminare è che i dati giornalieri riscontrati sono comunque al di sopra di alcuni multipli dei limiti più alti adottati in Europa dalla Gran Bretagna e di molti multipli oltre il limite adottato dalla Germania e, in Italia, dal Friuli Venezia Giulia cioè 0,4 ng I-TEQ/Nm3. Ma, lo sappiamo, un cancerogeno è un cancerogeno ed agisce senza soglia e cioè anche a dosi bassissime. Portare le emissioni di diossine a Taranto al valore più basso normativamente e tecnologicamente possibile è una necessaria ed urgente azione di sanità pubblica.

Peacelink ci ricorda che a Seveso fuoriuscirono circa 3 kg di diossine in un giorno mentre a Taranto il doppio in 40 anni. Molti si eserciteranno a dirci se sia più dannosa un’azione protratta o una acuta. Una cosa è certa e cioè che non si possono esporre le popolazioni ai cancerogeni in modo generalizzato ed inconsapevole, né attendere di contare i morti per fare le opportune valutazioni ed, eventualmente, pensare ai rimedi. Qui interessa ribadire che sulla prevenzione dei tumori dobbiamo tenere tutti un atteggiamento fermo ed univoco. Questo vale per le sostanze emesse dai poli industriali ed energetici della Puglia (diossine, IPA, arsenico, benzene, amianto, cadnio ecc.) così come per quelle provenienti dal traffico veicolare e dagli impianti termici, domestici ed industriali.

I morti ed i malati di cancro di Taranto, Brindisi, Bari e Manfredonia attendono ancora giustizia e chissà se le responsabilità penali verranno mai riconosciute mentre i risarcimenti in sede civile avanzano tra mille difficoltà procedurali. Queste tragiche storie ci dicono che non è né etico nè legittimo confidare nel risarcimento futuro del danno. Ogni sforzo deve essere compiuto oggi perché le cause ambientali dei tumori siano identificate, localizzate, abbattute ai livelli permessi dalle migliori tecnologie disponibili ed ove possibile eliminate.

Questa dell’ILVA è una occasione da non perdere per fare della vera prevenzione, cioè la prevenzione primaria, quella che riconosce e rimuove tempestivamente le cause dei tumori. E’ un’occasione per la scienza e per la politica di stare dalla parte dell’uomo. In queste ore ci è giunta la dolorosa notizia della scomparsa di Lorenzo Tomatis, l’oncologo italiano che per tanti anni ha guidato a Lione l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, pioniere della prevenzione primaria col suo lavoro di riconoscimento della cancerogenicità di tanti agenti chimici e fisici, un italiano che non riceverà gli onori tributati a Pavarotti nonostante abbia salvato con le sue scoperte tante vite umane.

Uno delle sue ultimissime fatiche è stata una relazione sulle diossine nel sangue dei cittadini di Mantova esposti alle immissioni di un inceneritore industriale. Da lui ci viene un monito pertinente alla nostra situazione: “una prevenzione primaria efficace può essere messa in atto nei confronti di agenti causali prima di conoscerne i meccanismi di azione.

Ricordare questa evidenza di sanità pubblica non significa in alcun modo voler sminuire il valore della ricerca di base sui meccanismi ma solo evitare che la pretesa di avere certezze meccanicistiche e assolute prima di adottare misure preventive divenga un pretesto per dilazionarle e impedirle”. Per Taranto non si cerchino pretesti, ma intanto si cominci con l’abbassare i limiti di emissione di diossine.

Articoli correlati

  • "Piantare alberi per compensare la CO2 dello stabilimento ILVA"
    Taranto Sociale
    Dopo il rapporto ONU sui cambiamenti climatici per PeaceLink occorre porre fine al carbone

    "Piantare alberi per compensare la CO2 dello stabilimento ILVA"

    Partendo dal fatto che “Taranto è maglia nera delle città italiane con solo 9 metri quadri di verde urbano per abitante”, Peacelink propone: “Sarebbe straordinario vedere i lavoratori dell'Ilva in esubero ripagare la città dei danni inferti con un programma di riassorbimento della CO2”.
    9 agosto 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • Giovedì 14 ottobre 2021 ci sarà un presidio davanti al Tribunale di Taranto alle ore 11
    Ecologia
    Nuovo invito a scendere in piazza

    Giovedì 14 ottobre 2021 ci sarà un presidio davanti al Tribunale di Taranto alle ore 11

    Processo per la morte del piccolo Lorenzo Zaratta, deceduto con un tumore al cervello. Chiediamo giustizia per i cittadini di Taranto e del mondo! Udienza preliminare e costituzione delle parti civili: chiesto il processo per omicidio colposo per nove dirigenti dell'ex Ilva.
    9 ottobre 2021 - Fulvia Gravame
  • La diossina nel pecorino
    Processo Ilva
    Tutto comincia il 27 febbraio 2008 e così prendono avvio le indagini di "Ambiente Svenduto"

    La diossina nel pecorino

    Il formaggio era prodotto da un pastore che pascolava vicino all'ILVA. Viene consegnato, a spese di PeaceLink, in un laboratorio di analisi di Lecce. "Diteci quello che c'è dentro". Qualche giorno dopo arriva una telefonata allarmata dal laboratorio: "C'è la diossina".
    Repubblica
  • Aiuti di Stato, Alitalia e ILVA
    Economia
    Il Trattato di funzionamento dell'UE vieta gli aiuti di Stato

    Aiuti di Stato, Alitalia e ILVA

    Per il Financial Times l'Antitrust Ue avrebbe deciso di ritenere aiuti illegali i 900 milioni incassati nel 2017 da Alitalia. Per i restanti 400 del 2019 bisognerà attendere. La questione riguarda anche la più grande acciaieria italiana e il M5S per il finanziamento da 705 milioni di euro all'ILVA.
    10 settembre 2021 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)