L’Arpa: Le fughe di gas vengono dalla raffineria
Sembra trovare legittimazione nelle parole del direttore generale dell’Arpa, professor Giorgio Assennato, l’ipotesi che all’origine dei cattivi odori di gas - c'è anche chi ha parlato di nube tossica e c'è chi ha dovuto far ricorso alle cure dei sanitari - che, nel giro di pochi giorni, ha investito la città, ci sia la raffineria dell’Eni. E molto più probabilmente le petroliere che, ancorate al pontile Eni di Punta Rondinella, potrebbero scaricare in atmosfera emissioni gassose nel corso dei rifornimenti. «Questo ripetuto manifestarsi di emissioni odorigene è legato alla raffineria o alle caratteristiche della movimentazione portuale. E’ molto improbabile che provenga dal siderurgico», dice Assennato, il quale auspica che quanto prima diventi operativo il protocollo sottoscritto una decina di giorni fa con i Vigili del Fuoco, l’Asl e la Provincia per l’attivazione di una sorta di task force che intervenga rapidamente quando si manifestano fenomeni di dispersione in aria di sostanze non meglio identificate. Si tratta, infatti, di essere tempestivi in quei momenti ed effettuare i necessari campionamenti allo scopo di identificare la sorgente anche attraverso l’analisi impiantistica e poter poi provvedere alle misure di controllo. «A tal fine - dice Assennato -, l’Arpa Puglia è anche in collegamento con l’omonima agenzia delle Marche perché a Falconara, dove c'è un’altra raffineria, potrebbero esserci problemi simili. La loro esperienza potrebbe esserci utile anche dal punto di vista organizzativo».
Articoli correlati
Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?Non poteva continuare così, si doveva fermare
Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
La app TarantoRespira ci permette di capire cosa stiamo respirando adessoLa sovranità sui dati è la condizione della democrazia nell'era digitale
Ad aprile 2026 il canale pubblico che ripubblicava il dato orario del benzene a Taranto — misurato ogni ora, anche da dentro l'area industriale — si è interrotto. Il dato non ha smesso di esistere. Semplicemente, chi quell'aria la respira non lo vedeva più. Nessun annuncio, nessuna spiegazione.24 luglio 2026 - Nicolas Moerynck
Dati, ambiente, intelligenza artificialeDal caso ILVA al dataset aperto: il registro E-PRTR delle emissioni industriali
Nel 2005 PeaceLink usò un poco conosciuto registro europeo per dimostrare che l'ILVA di Taranto era responsabile dell'8,8% delle emissioni di diossina di tutta Europa. Vent'anni dopo, quello stesso registro è stato liberato dal suo formato proprietario e reso disponibile su PeaceData.21 luglio 2026 - Francesco Iannuzzelli
Pediatra, ricercatore e divulgatore scientificoAddio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network