Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Il “Comitato per Taranto” solleva una serie di dubbi sull’opportunità della riattivazione dell’impianto

Quanta diossina produrrà l'inceneritore di Taranto?

Potrà il Comune trattare a testa alta con l'Ilva per la riduzione della diossina se l'inceneritore produrrà nuova diossina? La soluzione è nell'attivazione dell'impianto di compostaggio, nel riciclaggio e nella stategia "rifiuti zero"
15 ottobre 2007
Comitato per Taranto

. Siamo preoccupati della riattivazione dell'inceneritore per conto dell'AMIU di Taranto. Gli inceneritori producono ceneri contenenti metalli pesanti e diossina. Queste scorie in genere ne contengono circa 5 microgrammi per chilo di ceneri. L'Unione europea, con giusta preoccupazione, intende diminuire a 1 microgrammo per chilo il contenuto di diossina nelle scorie. Ciò pone una serie di problemi che riguardano i cittadini, visti non come semplici utenti del servizio AMIU ma anche come "protagonisti" delle scelte in campo ambientale. Occorre avviare una informazione dei cittadini che devono essere consultati prima di operare ogni scelta di riattivazione dell'inceneritore.

Occorre spiegare ai cittadini che un inceneritore non elimina i rifiuti. Per ogni tonnellata di rifiuti incenerita si hanno:
- una tonnellata circa di emissioni gassose dai camini;
- circa 250 kg di scorie e ceneri.

Infatti al peso dei rifiuti bruciati bisogna aggiungere il peso dell'ossigeno atmosferico necessario alla combustione. E' bene spiegare ai cittadini che l'inceneritore non elimina le discariche in quanto occorre predisporne di speciali per custorire le scorie "alla diossina" prodotte durante la combustione dei rifiuti. E inoltre la combustione produce polveri che i filtri trattengono solo per la parte più grossolana. Le polveri finissime, quelle più pericolose, vengono disperse e poi inalate.

Pertanto occorre valutare la volontà popolare quando ci dovessero essere scelte delicate difficili che toccano da una parte la salute della gente e dall'altra l'igiene della città. Alla diossina e alle polveri della "privata" Ilva non vorremmo si sommasse anche una "percentuale" di nuova diossina e di nuove polveri "pubbliche" derivanti dall'incenerimento dei rifiuti.

Con quali argomenti l'amministrazione comunale potrebbe affrontare l'Ilva, che inquina la città con la diossina, se anche l'AMIU cominciasse a produrre diossina con l'inceneritore? Ricordiamo che i rifiuti non dovrebbero essere inceneriti ma preferibilmente differenziati e recuperati, cosa che l'AMIU ha fatto fino a ora pochissimo, nonostante i costi esorbitanti delle bollette. Vogliamo essere rassicurati rispetto a possibili fuoriuscite della diossina nell'ambiente.

Vogliamo sapere:

1) che tipo di tecnologia adotta l'inceneritore: dai dati in nostro possesso ci risulta che l'inceneritore di Taranto nemmeno lontanamente può definirsi termovalorizzatore in quanto si tratta di un impianto con tecnologia anni '70 (forno a griglia);

2) quanto abbia inquinato e se la magistratura, nelle sue inchieste, abbia rilevato qualcosa in proposito: ci risulta che la Guardia di Finanza in passato vi abbia posto i sigilli perché l'impianto emetteva acido cloridrico, acido fluoridrico e ossido di carbonio oltre i limiti di legge (si veda http://www.lanuovaecologia.it/rifiuti/politiche/5838.php);

3) se le ceneri risultanti dal trattamento verranno stoccate in loco o trasportate (e dove), con quali mezzi di trasporto e con quali misure di sicurezza.

Inoltre:

4) chiediamo di conoscere il programma di addestramento del personale di esercizio, manutenzione, controllo tecnico e di processo da fare prima di avviare il "Termovalorizzatore" (su quale impianto analogo, con quali istruttori, quantità e qualifiche del personale che fruirà dell'addestramento, ecc.), inclusa la parte relativa a pericoli e precauzioni;

5) suggeriamo al Sindaco di: a) far sì che AMIU presenti entro un mese il progetto per raggiungere entro sei mesi una percentuale di raccolta differenziata pari al 50% della media per esempio dell'Umbria e nei successivi sei mesi il 100%; b) lanciare un bando di idee per il riciclaggio dei rifiuti differenziati; c) verificare se esistono fondi comunitari, nazionali, regionali, ecc. per incentivare il riciclaggio dei rifiuti; d) preparare un'ordinanza del Sindaco che imponga (a pena di pesanti contravvenzioni) soprattutto ai commercianti di non scaricare tutti i loro cartoni e simili vicino ai cassonetti, ma di lasciarli, adeguatamente legati ed impilati, a fianco ai propri esercizi, alla chiusura dei negozi, a giorni alterni (per esempio), per consentirne la raccolta differenziata da parte di AMIU.

Ad ogni buon conto non riteniamo che ci sia bisogno di riattivare l'inceneritore bensì l'impianto di compostaggio mai entrato in funzione (mistero). Con l'impianto di compostaggio che tratterebbe la frazione umida e l'impianto di selezione della differenziata che tratta la frazione secca avremmo rifiuti zero, ovvero non avremmo bisogno nè di conferire in discarica nè di incenerire.

Comitato per Taranto

Giuseppe Ancona
Maurizio Baccaro
Peppe Cicala
Giuseppe D'Aloia
Roberto De Giorgi
Biagio De Marzo
Stefano De Pace
Salvatore De Rosa
Giancarlo Girardi
Giuseppe Mannara
Francesco Maresca
Alessandro Marescotti
Angelo Miccoli
Piero Mottolese
Giancarlo Petruzzi
Cosimo Semeraro
Francesco Sorrentino
Vincenzo Quazzico

Articoli correlati

  • La diossina nel pecorino
    Processo Ilva
    Tutto comincia il 27 febbraio 2008 e così prendono avvio le indagini di "Ambiente Svenduto"

    La diossina nel pecorino

    Il formaggio era prodotto da un pastore che pascolava vicino all'ILVA. Viene consegnato, a spese di PeaceLink, in un laboratorio di analisi di Lecce. "Diteci quello che c'è dentro". Qualche giorno dopo arriva una telefonata allarmata dal laboratorio: "C'è la diossina".
    Repubblica
  • Diffida sul campionamento continuo della diossina ILVA
    Ecologia
    Inviata dal Ministero della Transizione Ecologica al gestore dello stabilimento ILVA di Taranto

    Diffida sul campionamento continuo della diossina ILVA

    Il Gestore dell'ILVA non ha eseguito il controllo mensile del camino E-312. La legge prevede il fermo dell'impianto se accadesse una seconda volta in 12 mesi. PeaceLink evidenzia che dai controlli emerge una concentrazione di diossina superiore al limite prescritto per gli inceneritori.
    9 luglio 2021 - Associazione PeaceLink
  • Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati
    Ecodidattica
    I limiti per la dose tollerabile sono stati abbassati di sette volte dall'EFSA nel 2018

    Strategia comunitaria sulle diossine, i furani e i bifenili policlorurati

    "In bambini esposti a diossine e/o PCB durante la fase gestazionale sono stati riscontrati effetti sullo sviluppo del sistema nervoso e sulla neurobiologia del comportamento, oltreché effetti sull’equilibrio ormonale della tiroide, ritardo nello sviluppo, disordini comportamentali".
    24 gennaio 2021 - Redazione
  • "Diossina dal camino?" Ancora nessuna risposta
    Taranto Sociale
    L'Arpa Puglia scrive nuovamente a Ministero dell'Ambiente e Ispra

    "Diossina dal camino?" Ancora nessuna risposta

    L'Agenzia regionale sollecita la revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e coinvolge il sindaco Melucci, già firmatario dell'ordinanza ferma al Consiglio di Stato.
    24 aprile 2021 - Mimmo Mazza
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)