Intervento del Prof Mazza: vorremmo vivere e progettare per i nostri figli

Morti per Tumore più che in qualunque altra città

"Via quel vulcano in continua eruzione di sostanze cancerogene e tossiche per ogni organo o tessuto e creazione di un megaparco per il sud Europa con alberghi, ristoranti, verde e qualità di vita decente, per continuare a vivere".
23 ottobre 2007
Patrizio Mazza (Direttore dell’Ematologia all’ospedale “Moscati”)

ILVA di Taranto I numerosi richiami sui mass media sono sempre più forti e ormai il quadro è chiaro; a Taranto si muore di più per tumore che in qualunque altra area d’Italia con analogo numero di abitanti. Aggiungiamo anche che ci si ammala di più di malattie cardiorespiratorie, malattie mediate da disfunzioni del sistema immune come allergopatie e malattie autoimmuni e patologie a carattere degenerativo. Tutte queste malattie incidono sulla generalità della popolazione con particolare accanimento sui soggetti anziani e bambini e comunque l’età di insorgenza delle malattie in questione è mediamente in pazienti più giovani che non come si dovrebbe aspettare. Tutto ciò comporta alcune considerazioni che, al momento, non sono minimamente recepite da chi dovrebbe. La prima considerazione è che in maniera decisa, immediata e seria si cominci a pensare e progettare una via alternativa, per Taranto, di creare economia e occupazione rispetto a quella che oggi offre il polo, unico e monotematico, industriale. La seconda considerazione che non offre deroghe è che persone serie si ritrovino a stabilire come si possa ridurre immediatamente l’entità dell’inquinamento. La terza considerazione è come ridurre gli effetti sulla popolazione di questa situazione in maniera rapida e incisiva. E’ ovvio che a ciascuna di queste considerazioni e, oserei dire, progettualità si devono abbinare soggetti che abbiano a cuore le sorti della città e della sua popolazione; mi si consenta di dire che alla base di tutto c’è una voglia di vivere e progettare per i propri figli e attualmente lo scenario è piuttosto desolante. A parte le malattie, per cui tutti siamo a rischio, mi si dica quali sono le prospettive di un futuro per chi è giovane e deve programmare la sua vita lavorativa e di formazione di una famiglia; o trova lavoro nel complesso siderurgico petrolchimico o non c’è alternativa. E allora vediamo ad una ad una, più approfonditamente, le considerazioni e i soggetti implicati. Quale progettualità alternativa e chi la deve effettuare. Dovremmo subito dire che la politica, e le esternazione del Presidente Napolitano dei giorni scorsi ne sono l’autorevole testimonianza, ha creato il problema e la politica, a rigore, dovrebbe risolverlo, ma dov’è la politica in questo momento? Abbiamo mai sentito uno dei politici che ci rappresenta proporre un’alternativa o cercare di mettere insieme le varie componenti economiche per almeno discutere di un’alternativa o cercare le condizioni affinchè, non uno, ma molti imprenditori, magari piccoli, investano su Taranto? Abbiamo solo assistito negli ultimi decenni allo sfacelo di ruberie varie o a pseudo imprenditori affiliati alla politica per ottenere vantaggi rapidi e con poco sforzo ed è questo, purtroppo, che la gente identifica con la politica, perché questa ha offerto molto poco di altro. Si vorrebbe vedere assieme tutti coloro che rappresentano localmente e in parlamento questa terra, proporre, illustrare e creare le condizioni di fattibilità di progetti che promuovano il territorio (ad esempio viabilità della litoranea e apertura di credito ad investitori turistici anche stranieri se necessario). Occorre che nascano progetti abbinati alla riqualificazione di tutti i quartieri della città oggi in progressivo degrado con coinvolgimento degli utenti (organi tecnici che progettino e fungano da veri consulenti di tutti). Che dire dell’industria di trasformazione di prodotti agricoli locali, del porto come centro di commercio, di un aeroporto vero per la città, di infrastrutture per la creazione di centri direzionali a conduzione maggiormente economica che non nel nord Italia. Via quel vulcano in continua eruzione di sostanze cancerogene e tossiche per ogni organo o tessuto e creazione di un megaparco per il sud Europa con alberghi, ristoranti, verde e qualità di vita decente, per continuare a vivere. Il secondo punto è su come ridurre subito l’entità dell’inquinamento. I soggetti sono vari e che comunque comprendono la disponibilità di chi produce l’inquinamento e chi ne regola l’entità, ovviamente stiamo parlando ancora di politici che fanno le leggi e del proprietario dell’industria. Quest’ultimo fa più spesso orecchie da mercante concedendo piccole cose, come ad esempio le barriere a terra, ma anche in questo caso è la parte politica che ha responsabilità nel concedere che in alto vengano emesse quantità enormi di tossici. Ovviamente entrano in ballo aspetti tecnici sul tipo di produzione e, un dato è certo, più la produzione richiede temperature elevate più c’è necessità di bruciare e bruciando c’è immissione maggiore di sostanze cancerogene. Ora se il ragionamento non è scorretto ritengo che la produzione di acciaio pesante richieda alte temperature e l’acciaio pesante a chi serve? Ai tarantini no di certo, agli italiani forse ma marginalmente visto che grandi opere non se ne fanno, all’estero quasi certamente da cui la considerazione che la città ha un danno incalcolabile per una produzione industriale, la cui ricaduta locale è quella di occupare qualche migliaia di persone ma che non da nulla in termini di indotti ulteriori ne attuali ne mai. Credo che la considerazione meriti di essere soppesata da chi di dovere. Probabilmente accordi o progetti abbinati ad una produzione più leggera diano indotto anche se un minor profitto nell’immediato. La terza considerazione: come ridurre i danni immediatamente da questo inquinamento. Assodato che i più esposti siano i vecchi e i bambini per impossibilità a muoversi occorre definire strategie volte a ridurre la durata di esposizione di tali soggetti alle sostanze che ricadono sulla città, ritengo in maniera differenziata a seconda della distanza dalla fonte di produzione. Occorre, a mio avviso, creare la maniera di portare i bambini, a scuola per esempio, lontano dalla fonte e per ciò occorre una organizzazione del servizio di trasporto, di ubicazione delle scuole, occorre la creazione di momenti di gioco in spazi idonei. Per gli anziani occorrerebbero alloggi idonei e magari economici in zone anche al di fuori della città con la creazione di servizi confacenti. Una volta, anche per chi lavora esistevano le vacanze o ferie che consentivano una rigenerazione dell’organismo, ora purtroppo non ci sono più per ragioni, spesso, economiche. C’era un tempo la litoranea, come sfogo estivo, ma ora anche quella è diventata una sede da svendere per come non esista economia sufficiente. I soggetti partecipanti a simili progettualità sono tutti coloro che possano mettere in campo idee sostenibili e qui occorre chiamare a raccolta anche l’intelligenza dei nostri giovani studenti ma, purtroppo anche loro sono dei fuggitivi di fronte ad una realtà che offre sempre meno voglia di viverla.

Articoli correlati

  • Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
    Citizen science
    Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industriale

    Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto

    La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
    8 agosto 2026 - Antonio Poggi
  • Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
    Ecologia
    Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinaria

    Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati

    E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
    Ecologia
    Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano

    "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"

    Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
    27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)