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Il petrolio divide. E la Basilicata se ne sta accorgendo. Paesi contrapposti ad altri paesi.

Il Petrolio delle divisioni e l’interesse generale

Da una parte quelli dell’«evviva il greggio», dall’altra ci sono i «vade retro oro nero», o resistenti a oltranza. Se si riuscisse a parlare una sola lingua, la Basilicata potrebbe trarne beneficio. Esiste ancora una cosa che si chiama interesse generale?
10 novembre 2007
Fonte: Gazzetta del mezzogiorno

Raffineria ENI di Livorno Da una parte quelli dell’«evviva il greggio»: il petrolio non produce grandi guasti, ma almeno fa incamerare un po’ di soldi con le royalty. Dall’altra ci sono i «vade retro oro nero», o resistenti a oltranza: se consentiamo alle trivelle di bucherellare dappertutto, pensano, avremo pure qualche soldo nell’immediato, ma ci saremo giocati ambienti e paesaggi che sono la nostra risorsa più preziosa e di lunga prospettiva. Ma le divisioni non finiscono qua. È da tempo che i due senatori lucani di Forza Italia, Guido Viceconte e Vincenzo Taddei, pongono in Parlamento (lo hanno fatto prima in commissione, poi in aula al Senato, raccogliendo altrettante bocciature) la questione dell’abbattimento delle accise per la Basilicata, in modo da far pagare un po’ meno la benzina ai lucani. Ma, in casa centrosinistra, di questa proposta nessuno vuol sentir parlare.

E ciò ha determinato anche la reazione delusa dei due parlamentari azzurri. Quelli del centrosinistra hanno indicato invece, sulla questione, una diversa strategia: il presidente della Regione, Vito De Filippo, intervenuto a Uno Mattina, ha infatti annunciato che, dal 2008, verrà studiato un meccanismo complesso per «alleggerire» la bolletta del gas delle famiglie lucane. Il verde Mollica giudica favorevolmente questa soluzione: in tal modo non si incentiva l’uso delle auto (con relativo aumento del carico inquinante) e il vantaggio resta tutto ai lucani (che pagheranno meno il gas di casa) e non anche a quelli che, passando, verranno a fare il pieno di carburante da queste parti.

L’impressione è che, se sulla questione petrolio (come su altre delicate vicende lucane), si riuscisse a parlare una sola lingua, la Basilicata potrebbe trarne beneficio. Raccogliere qualche risultato in più e assistere a qualche polemica in meno. Esiste ancora una cosa che si chiama interesse generale?

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