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Grande attenzione sul convegno di Assisi. Ecco l'intervento dell'Assessore Angela Barbanente.

«La difesa dell’ambiente in Italia è solo slogan»

“Il Convegno “Sos ambiente”, organizzato ad Assisi dal Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai), ha avuto un’attenzione mediatica maggiore di quella abitualmente prestata al tema del paesaggio.
15 novembre 2007
Fonte: TarantoSera

La difesa dell'Ambiente Particolare rilievo è stato dato alla parte dell’intervento di Rutelli sulla scarsa qualità della progettazione in Italia, nei titoli ridotta allo slogan “Basta con i geometri. Più spazio agli architetti”. La questione merita di essere approfondita. Magari gli scempi del paesaggio potessero essere evitati sostituendo ai geometri gli architetti. Se così fosse, potremmo acquietare le nostre coscienze ricordando che il governo regionale pugliese, primo in Italia, accogliendo una proposta degli ordini professionali ha approvato un disegno di legge sulla qualità delle opere di architettura che ne riconosce il pubblico interesse e promuove i concorsi di idee e di progettazione considerandoli essenziali per migliorare la qualità dell’ambiente.

“Vi è chi, come l’architetto paesaggista tedesco Andreas Kipar, attribuisce le colpe non ai geometri ma all’insensibilità sociale. E chi, come la Presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, alla mancanza di una strategia volta a coniugare tutela paesaggistica e sviluppo economico, confermata dalla modesta quota di PIL destinata al settore. In verità, la mancanza di sensibilità per i valori del paesaggio e di una coerente strategia di tutela ha accomunato, in modi e tempi diversi, tutti i livelli di governo.

Dunque, affidare la soluzione del problema a una mera redistribuzione di poteri dalle Regioni allo Stato, dai Comuni alle Regioni e così via, come peraltro alcune modifiche legislative in corso prevedono, appare semplicistico quanto mettere gli architetti al posto dei geometri. Il rischio, peraltro, è acuire conflitti e incertezze operative e far crescere il lavoro dei tribunali. “Ritenendo le colpe della distruzione del paesaggio non circoscrivibili a singole categorie o livelli istituzionali, ma assai diffuse nel paese e sicuramente legate al tipo di sviluppo perseguito, lo sforzo che stiamo compiendo in Puglia consiste nell’affrontare il problema alla radice, costruendo una strategia condivisa che consideri il paesaggio il principale bene patrimoniale per realizzare un futuro socioeconomico durevole e sostenibile per la comunità regionale.

“Tale sforzo è affidato a una gamma di strumenti diversi. Il Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) in vigore da fine agosto, assieme ai Programmi di riqualificazione delle periferie (PIRP) previsti dal Piano Casa e a tanti altri provvedimenti normativi e amministrativi, orientano gli attori locali verso la riqualificazione del territorio, per porre rimedio ai tanti danni sociali e ambientali prodotti dall’espansione urbana degli ultimi cinquant’anni: con le parole di Magnaghi, coordinatore scientifico del nuovo Piano paesaggistico regionale, purtroppo “non singoli errori di progetto in un mare di buone regole, ma la sostanza stessa dell’urbanizzazione contemporanea”.

“Il Documento programmatico del nuovo Piano, che sarà discusso con la comunità regionale il prossimo 15 novembre contestualmente alla firma di un’intesa interistituzionale fra Regione e Ministeri per i Beni e le attività culturali e dell’Ambiente, lancia una sfida fondamentale: passare dall’approccio del Piano paesaggistico vigente (il PUTT/P) teso a 'difendere' singole aree di eccellenza dallo sviluppo, a un approccio che considera i paesaggi dell’intero territorio regionale come risorse per lo sviluppo.

“Questo approccio richiede non solo nuove norme di conservazione, ma anche buone regole per proseguire la costruzione storica dei paesaggi con materiali, tecniche, tipi edilizi e insediativi non indifferenti alle peculiarità dei luoghi e capaci di elevarne la qualità per uno sviluppo diffuso e durevole. Tale strategia, che interpreta il paesaggio come realtà dinamica, in continua evoluzione, frutto dell’azione combinata delle “genti vive”, richiede un impegno straordinario per sviluppare la coscienza del luogo in chiunque contribuisca a produrre i paesaggi urbani e rurali: istituzioni, abitanti, imprese.

L’avvio del processo partecipativo sul nuovo Piano e la contestuale intesa interistituzionale sono dunque tappe di un percorso comune che coinvolge le istituzioni e le genti di Puglia nella scrittura di nuove regole condivise capaci di produrre paesaggi di qualità.”

Angela Barbanente
Assessore Assetto del Territorio
Regione Puglia

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