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Scolari e studenti alla scoperta della civiltà dell’olio e del vino

Viaggio nel tempo delle Grotte

La Castronovi: siamo fra i 220 siti per le Giornate europee del patrimonio
1 ottobre 2007
Cosima Castronovi
Fonte: Corriere del Giorno

GEP 2007 - Locandina Ufficiale MASSAFRA – Sono vere e proprie foto-cartolina quelle che ritraggono studenti e visitatori alla scoperta della civiltà dell’olio e del vino e del fenomeno del “vivere in grotta”. Sono immagini di una città che ieri, in occasione della prima delle due Giornate Europee del Patrimonio 2007, con “Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa”, evento organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con il Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano, e le Autostrade per l’Italia, ha mostrato il suo lato migliore, mettendo in bella mostra due importanti siti: il Castello Medievale, nel quale è ubicato il “Civico Museo Storico-Archeologico della Civiltà dell’Olio e del Vino” e il villaggio rupestre di “Santa Marina”. Il tutto è stato possibile grazie all’impegno della dott.ssa Cosima Castronovi, referente su Massacra della delegazione Fai di Taranto, nonché direttrice del Civico Museo, con il supporto dell’Amministrazione comunale.

Già dalle prime ore della mattinata, è stato possibile assistere ad uno senario poco abituale: i bambini del 1° e del 3° Circolo e gli studenti dell’ Itis “Amaldi”, in visita nella gravina di San Marco, accompagnati dai loro insegnanti e dalle guide dell’Ufficio Turistico, gestito dalla cooperativa “Nuova Hellas”, dai volontari dell’associazione culturale “Terra di Puglia” e dai ragazzi del “Laboratorio Archeologico”, che frequentano il Liceo “De Ruggieri”. Contemporaneamente al Castello, si inaugurava una nuova sezione del Museo, dedicata alla ceramica tradizionale pugliese e ai tessuti antichi, al cui allestimento ha contribuito anche il dott. Michele Spagnulo. Il simbolico taglio del nastro è avvenuto alla presenza del vice-sindaco e assessore alla Cultura e al Turismo, Giandomenico Pilolli, degli assessori all’Urbanistica, Aldo Dimasi, e alla Promozione dell’Associazionismo, Antonio Cerbino, e di alcuni consiglieri.

“Massafra – ha affermato la Castronovi – ha avuto il privilegio di essere inserita tra i 220 siti prescelti per Giornate Europee del Patrimonio. Nell’occasione, abbiamo voluto inaugurare una nuova sezione del Museo dedicata alla ceramica e presentare l’ampliamento della sezione legata alla donna”. Nell’ultima sala del Museo, infatti, è possibile trovare maioliche prodotte a Laterza, Grottaglie e nel Salento, risalenti ad un periodo compreso tra il 1700 e l’inizio del 1900, acquistati da un antiquario o donati da famiglie che le custodivano nelle proprie abitazioni, dalla tipica ceramica da fuoco a piatti da portata con motivi apotropaici, piatti mensali, brocche da vino, un trittico nuziale, vasi con decorazione policroma e anfore. Inoltre, tra gli oggetti legati alle tradizioni femminili, tessuti e corredi di fine ‘800-inizio ‘900, un letto di fine ‘800 in ferro battuto e un telaio.

“L’obiettivo – ha puntualizzato la Castronovi – è che il Museo possa diventare punto di riferimento del territorio e della nostra storia, non solo locale ma anche regionale”.

“Oggi – ha dichiarato Pilolli – abbiamo voluto dare un piccolo ma importante segnale del percorso che stiamo intraprendendo, grazie alla sinergia instauratasi tra l’Amministrazione e il Museo.

È motivo d’orgoglio che Massafra rientri tra i siti prescelti per queste Giornate Europee. Stiamo continuando a tenere alta l’attenzione sulla nostra città”. Il vice-sindaco ha allora sottolineato l’importanza del coinvolgimento di bambini e studenti in quest’iniziativa.

“È fondamentale – ha dichiarato – che i nostri giovani conoscano sin da piccoli il territorio in cui vivono e le sue ricchezze, maturando così l’impegno a tutelarlo”. In vista delle due giornate, la gravina, troppo spesso vittima di episodi di inciviltà che la rendono ricettacolo di rifiuti e anche di siringhe, è stata pulita.
“Bisogna lavorare molto – ha sottolineato la Castronovi – affinché questi siti siano custoditi.

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