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L’oncologo Pezzella: l’inquinamento pesa, ma sarei attento nel dire che ci sono più casi del passato

«Evitiamo allarmismi sui tumori»

«Come facciamo a dire che queste patologie oggi hanno una maggiore incidenza se ancora non c’è uno strumento come il Registro tumori? Nella cura delle malattie tumorali in tutti i reparti ospedalieri ci si avvale di terapie innovative o di nuovi farmaci».
16 novembre 2007
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

ILVA di Taranto Si parlerà di cancro al polmone e delle sue possibilità di cura domani e dopodomani a Taranto, presso l’hotel Delfino, nel corso della quarta tappa nazionale del ciclo di incontri organizzati dai reparti ospedalieri di Oncologia proprio sul tema «Percorso terapeutico del carcinoma polmonare». Dopo Bari, Catanzaro ed Avellino, e prima di Roma e Bologna, ora tocca a Taranto, città drammaticamente colpita da un pesante inquinamento ambientale e parallelamente da un elevato numero di malattie tumorali.

Il convegno medico - organizzato dal primario del reparto Oncologia del Moscati, Giuseppe Pezzella - chiamerà a confronto medici oncologi, radioterapisti, specialisti in chirurgia toracica ed affronterà le buone prospettive di cura della malattia. Ma non potrà non costituire anche un’occasione di confronto proprio sugli attuali temi dell’incidenza della malattia in riferimento alle condizioni ambientali della città.

«Che l’inquinamento, le sostanze ossidanti, il fumo, le radiazioni solari, le radiazioni ionizzanti abbiano la loro incidenza nel favorire le malattie tumorali, e che siano condizioni scatenanti sui fattori genetici, è fuor di dubbio, ma starei attento a dire che i tumori abbiano un’incidenza maggiore rispetto al passato», afferma Pezzella. «Come facciamo a dirlo? Il problema era e resta tuttora l’assenza di un Registro dei tumori che ci dica esattamente l’incidenza delle malattie tumorali. Attualmente disponiamo solo dei dati relativi alla mortalità per neoplasie, risalenti al 2003, contenuti nell’ultimo bollettino epidemiologico. E i casi di decesso non fanno testo per comprendere l’incidenza della malattia.

Più recentemente, ci giungono i dati dei nuovi casi registrati nel 2006 dalla Commissione oncologica nazionale del ministero della Salute. Lì si dice che i nuovi casi in Italia sono stati lo scorso anno 253 mila, di cui 133 mila uomini e 120 mila donne, e che le persone in trattamento sono 600 mila, mentre i decessi per cancro sono 163 mila per anno. Se c'è un incremento di nuovi casi di cancro, questo è dovuto all’invecchiamento della popolazione, ma non si tratta di un aumento considerevole. E Taranto contribuisce a determinare il dato nazionale».

In assenza del Registro tumori - di prossima istituzione, come assicurato dal direttore generale dell’Arpa, Giorgio Assennato, il quale ha raccolto i dati sull'incidenza della malattia tumorale in maniera sperimentale nel periodo 1999-2001 e che confluiranno nel Registro dei tumori jonico- salentino -, i dati in circolazione sono isolati e non raffrontabili. Quelli indicati dalla commissione oncologica nazionale che parla, ad esempio, di 152 casi di cancro alla mammella ogni 100 mila donne e i 106 casi di decesso per tumore alla mammella registrati nel 2003 a Taranto; i 113 nuovi casi di cancro alla prostata ogni 100 mila cittadini citati dalla Commissione nazionale e gli 85 decessi registrati a Taranto nel 2003. «Si tratta di dati diversi», sottolinea ancora Pezzella. Che sposta l’attenzione del problema sulle cure oggi disponibili a seconda dei vari stadi in cui è la malattia, dalle terapie audiuvanti al trattamento della malattia avanzata metastatica che si avvale di terapie innovative come la target therapy.

«Nella cura delle malattie tumorali, in tutti i reparti ospedalieri - conclude -, ci si avvale ormai dei cosiddetti farmaci di nuova generazione, a base di anticorpi monoclonali, la cosiddetta target therapy che, a differenza della chemioterapia tradizionale, ci consente di risparmiare le cellule sane».

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