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Si stima che dall'impianto di agglomerazione dell'Ilva di Taranto fuoriesce oltre il 90% della diossina inventariata nel registro Ines/Eper

Diossina a Taranto

Un dossier sul caso diossina nella città jonica. Contiene gli articoli pubblicati da Redattore Sociale, la prima agenzia stampa nazionale che ha squarciare il velo del silenzio
Daniele Marescotti19 dicembre 2007
Daniele Marescotti (Redattore Sociale)
Fonte: Per gentile concessione di Redattore Sociale

Presentazione

- Abito a Taranto e ho 20 anni. Ho cominciato a scrivere per l'agenzia stampa Redattore Sociale a 18 anni e ora sono iscritto nell'albo pubblicisti dell'Ordine regionale della Puglia.

Nel corso della mia attività giornalistica mi sono imbattuto in una notizia che non era mai stata data a livello nazionale: l'emergenza diossina a Taranto. Ne ho dato informazione il 22 aprile 2005 segnalando su Redattore Sociale che nella mia città si concentrava l'8,8% della diossina industriale europea. Redattore Sociale è stata la prima agenzia stampa in assoluto che ha segnalato la notizia nei circuiti dell'informazione giornalistica.

Ora la questione diossina a Taranto è entrata nella Wikipedia a conferma della gravità di quanto era stato segnalato su Redattore Sociale. Nel corso della campagna di informazione sulla presenza della diossina industriale a Taranto ho raccolto informazioni che hanno portato a valutare in un primo tempo un livello di concentrazione di diossina del 30% rispetto al totale nazionale. In seguito al ridursi dell'ammontare nazionale della diossina e all'incremento registrato a Taranto della diossina stessa, ho potuto comunicare un dato ancora più grave: nella mia città si concentrerebbe oltre il 90% della diossina industriale stimata nel database Ines/Eper. Tale valore abnorme è stato confermato in una recente comunicazione del Presidente della Regione Puglia al Ministro dell'Ambiente.

Nel corso di questa campagna informativa condotta su Redattore Sociale ho preso progressivamente consapevolezza che quella di cui informavo era probabilmente l'emergenza diossina più grave rivelata in Italia dopo Seveso. Ma, mentre a Seveso l'emergenza fu evidente, a Taranto (nonostante la quantità di diossina fuoriuscita sia superiore al doppio di quella di Seveso) la vicenda è rimasta sepolta nel silenzio per anni e anni. Redattore Sociale è stata quindi la prima agenzia stampa a squarciare il velo del silenzio raccontando, tramite la denuncia delle associazioni ambientaliste tarantine, una verità ignota nel panorama dell'informazione nazionale.

L'informazione diffusa con l'agenzia stampa Redattore Sociale ha amplificato ulteriormente l'informazione di siti web (come quello di PeaceLink) e di voci della società civile jonica che hanno più volte sollecitato un monitoraggio della diossina per il quale a Taranto non vi era la strumentazione tecnica necessaria a realizzarlo. Grazie a tale mobilitazione informativa nel luglio del 2007 a Taranto è partita una campagna di monitoraggio dell'Arpa Puglia che ha portato alla conferma dell'esistenza di livelli assolutamente rilevanti di diossina.

L'emergenza diossina a Taranto si inquadra in un panorama ambientale fortemente compromesso che ha registrato negli ultimi 30 anni un tragico raddoppio dei decessi per tumore.

Ho ritenuto, tramite gli articoli scritti, di dare in tal modo un contributo alla mia città e alla comunicazione responsabile raccogliendo e diffondendo la voce di chi, nella società civile, si mobilitava in difesa del diritto primario alla salute tutelato dall'art. 32 della nostra Costituzione.

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Allegati

  • Diossina a Taranto

    Daniele Marescotti
    Fonte: Redattore Sociale
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