«Scienza e ambiente convivono bene»
Rispondo a Stefano De Pace che sabato 22 dicembre si è chiesto su queste colonne il perché di una difesa da lui definita «forsennata» dell'Ilva a Taranto e dell'Enel a Brindisi. Lo rassicuro: nessuna sconsiderata difesa da parte mia di un grande patrimonio tecnologico nella città bimare e della centrale elettrica di Cerano, proprio perché sono d'accordo con lui sulla necessità di uno sviluppo industriale ecocompatibile nelle due aree.
Su Taranto: tutti gli accordi sinora sottoscritti e in via di realizzazione per ridurre l'impatto del Siderurgico sulla città stanno dando i loro risultati e nessuno dei tanti soggetti sottoscrittori ha denunciato quegli accordi. Si può fare ancora di più? Si deve fare, ma nel pieno rispetto di norme e procedure vigenti e con il consenso di Istituzioni, azienda e parti sociali.
Fiom, Fim e Uilm inoltre hanno dichiarato ufficialmente che - nel battersi per ridurre gli infortuni sul lavoro e i danni per l'ambiente e la salute - difenderanno però con determinazione l'impianto contro l'antindustrialismo che di tanto in tanto riaffiora in città. E con loro sono le Istituzioni, i grandi partiti, la Confindustria ionica, il Politecnico e tutti coloro che vogliono unire produzione di acciaio ed ecosostenibilità.
Sono allora tutti difensori «forsennati» di 17.000 posti di lavoro fra diretti e indotto, cui sono da aggiungersi le altre centinaia di persone impegnate al porto, nei trasporti, e nelle banche che gravitano sulla produzione siderurgica?
Su Brindisi: l'Enel ha dato il benvenuto a Greenpeace. Goliardia? Nient'affatto. L'Enel sta investendo altri 300 milioni di euro per contenere al massimo la ricaduta sull'ecosistema della grande centrale di Cerano. Ora procederà anche alla copertura del carbonile, ed è disposta a costruire per l'attracco delle carboniere anche un nuovo molo fuori dal porto, ove pure ha introdotto sistemi più ecologici di scarico del combustibile. Perché tutto questo non si vuole riconoscere, quando anche le Istituzioni regionali lo fanno ? Chi è a questo punto il «forsennato»? Chi apprezza le proposte dell'Enel, o chi vi si oppone «a prescindere»?
Ma c'è dell'altro: perché non si parla della diossina sprigionata dalla bruciatura (spesso clandestina) dei teli di pacciamatura nelle campagne? E l'uso (a volte eccessivo) di anticrittogamici nelle coltivazioni chi lo controlla? E delle emissioni di CO2 da circolazione delle auto e da impianti di riscaldamento non dobbiamo discutere? Chiederemo allora il blocco della produzione di auto e il ritorno ai vecchi bracieri? Assolutamente no, ma lavoreremo tutti insieme (con la scienza) per produrre motori a minor impatto ambientale, per la cattura della CO2 con le tecnologie già disponibili, per il risparmio energetico «intelligente», per la produzione sempre più pulita di acciaio e di altri beni intermedi irrinunciabili.
Non c'è alternativa - se non una paurosa regressione al Medioevo - all'impiego della scienza per salvare l'ambiente e la salute nelle nostre città e nell'intero pianeta
Articoli correlati
La prima udienza del nuovo processo di Potenza è stata fissata per il 21 aprile 2026Vendola rinviato a giudizio nel processo "Ambiente Svenduto" bis sull'ILVA
Il giudice per le udienze preliminari di Potenza, Francesco Valente, ha accolto le richieste dell'accusa disponendo il rinvio a giudizio di 21 imputati coinvolti nel processo "Ambiente Svenduto". L'accusa è di disastro ambientale tra il 1995 e il 2012 prodotto dall'ILVA di Taranto.6 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Quello che rivendichiamo con questo ricorso è il coraggio intellettuale della veritàPrima udienza al TAR di Lecce sull'AIA dell'ILVA: confermata la plausibilità del ricorso
Hanno preferito rimanere in silenzio, senza intervenire in questo ricorso, i Comuni di Taranto e Statte, la Provincia di Taranto e la Regione Puglia. Soltanto il Codacons, con i suoi Avvocati, ha deciso di costituirsi appoggiando le nostre ragioni.28 gennaio 2026 - Direttivo PeaceLink
Il comunicato dell'associazione Genitori TarantiniAl TAR di Lecce la prima udienza contro l’AIA di Acciaierie d’Italia
Il prossimo 27 gennaio sarà celebrata la prima udienza relativa al ricorso contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che consente di utilizzare il carbone per altri 12 anni nello stabilimento ILVA.24 gennaio 2026 - Redazione PeaceLink
I fondi resteranno a disposizione della causa fino all’ultimo grado di giudizioAggiornamento del ricorso al TAR della città contro l'AIA di Acciaierie d'Italia
Le somme raccolte ad oggi per sostenere il ricorso hanno raggiunto complessivamente i 31.840 euro. Le spese fino ad ora affrontate ammontano a 650 euro per il contributo di iscrizione al TAR di Lecce. In ragione di questa uscita, il totale ad oggi custodito è di 31.190 euro.22 gennaio 2026 - Associazione PeaceLink

Sociale.network