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Interventi in merito all'intervista rilasciata dall'Ing. Severini

Rigassificatore: Non ci serve questo investimento

"L’ing. Severini ha il merito di toccare tale questione collocandola in considerazioni generali, ma francamente non è comprensibile perché cerchi di adattarla alla nostra realtà. Sbaglia chi addebita a mancanza di cultura adeguata una scelta che invece è finalmente responsabile e capace di rinunciare a ricatti occupazionali ed allo sventolio di royalties per poter programmare lo sviluppo del territorio e difendere il diritto alla salute dei propri figli"
5 febbraio 2008
Fonte: Corriere del Giorno

No al Rigassificatore a Taranto “C’è un aspetto nella vicenda del rigassificatore a Taranto che è stato sinora, a mio avviso, volutamente eluso o sottovalutato: il rapporto tra la politica e l’economia, tra le Istituzioni e le aziende, le responsabilità delle une e delle altre nei confronti della nostra comunità. E’anche una grande questione nazionale e locale come risulta evidente dalle tante emergenze nei vari territori.

Nell’intervista al Corriere del Giorno, l’ing. Severini ha il merito di toccare tale questione collocandola in considerazioni generali, ma francamente non è comprensibile perché cerchi di adattarla alla nostra realtà.

Taranto più di qualsiasi altra città italiana presenta, da almeno un quindicennio, una straordinaria crescita economica delle grandi imprese qui operanti a fronte di uno sviluppo della città pressoché inesistente, infatti, si parla opportunamente di degrado ed impoverimento crescente. Il programma che ha vinto le recenti elezioni, dice giustamente, città in crescita economica senza sviluppo.

Territorio nei fatti sinora,diciamocelo, usato per interessi e strategie economiche nazionali e private, frutto anche di passate, irresponsabili, scelte politiche. I governi locali a tutto oggi succedutisi hanno prodotto i disastri economici che sono sotto gli occhi di tutti, mossi loro sì da una conduzione politica acculturata verso precisi tornaconti. Essi sono stati eletti, occorre ricordarlo, con grande credito dalla nostra comunità ma, come afferma l’ing.Severini, discutendo sempre su linee generali, sono stati, loro sì, capaci di condurre una battaglia inquinata da interessi forti a difesa di certe categorie e certe imprese. Una città inadeguata, è vero, all’indomani della modifica del titolo V della Costituzione, a cui egli giustamente fa riferimento, dall’ assumere precise responsabilità verso il suo territorio cominciando dal sacrosanto diritto costituzionale alla vita ed alla salute dei cittadini.

Taranto ha bisogno sì di tanti investimenti, ma innanzi tutto, di quelli risarcitori per i danni enormi prodotti ed esistenti e che devono coniugarsi con una nuova crescita, con il recupero del suo territorio e della sicurezza del proprio futuro. Questa la svolta necessaria oggi, a mio avviso, cui è chiamata la nuova amministrazione comunale ed il suo Sindaco. Occorre che la politica riprenda la sua autonomia, la sua dignità ed un suo peculiare progetto di sviluppo non quello, ancora una volta, proposto od imposto da altri. Oramai, è noto, è il mercato, sempre più senza regole e con le sue prioritarie convenienze, che individua come nel caso del rigassificatore a Taranto e Brindisi, i siti dei suoi investimenti sempre più miliardari ma poveri di manodopera.

Non sono le Istituzioni e chi le amministra a determinarli o richiederli, esse hanno, invece, il compito di verificarli ed accettarli solo nell’interesse prioritario della propria comunità. Il rigassificatore non lo si vuole, oltre per le tante ragioni di sicurezza elencate, semplicemente perché non serve alla città, anzi danneggerebbe un altro tipo di sviluppo economico che già si intravede. Altro che la necessità, come viene affermato, di liberare la cultura generale della comunità da catastrofisti o rottamai dell’ambiente.

Diciamolo chiaramente, servirebbe a garantire l’attuale modello di sviluppo della regione con la nascita di un grande polo energetico anche a Taranto, funzionale al mantenimento degli investimenti Edison con le sue due centrali qualora restassero sprovviste dei gas di recupero di Ilva, inoltre dal raddoppio di Eni che intende triplicare la sua produzione elettrica, dalla stessa Ilva per la sua area a caldo legata sempre più ai destini incerti del mercato globalizzato. La vicinanza a questi grandi utenti e non altrove, serve per abbattere i costi della distribuzione del gas, tutto ciò in una regione che esporta già più della metà dell’energia elettrica prodotta con gravi ed irrazionali perdite nel suo trasporto verso il resto dell’Italia ed in barba alla democratica necessità di un decentramento delle produzioni e dei consumi elettrici.

Se proprio si vuole farlo in Puglia si proponga Bari dove gli assessori, regionale, provinciale e comunale all’ambiente appartengono allo stesso partito del Presidente, lì sarebbe facile concordare, anche politicamente, il suo insediamento. Mi chiedo peraltro come sia possibile che un popolo, quello barese, storicamente attento ai guadagni ed al commercio rifiuti un investimento che produrrebbe un gettito per le casse comunali pari, così sembra di capire, al 20% degli introiti da utilizzare, eventualmente, per una maggiore giustizia sociale, come viene proposto dall’intervistato.

Taranto ha bisogno invece di un diverso modello di sviluppo, ha dato tanto ed è ora di risarcirla con investimenti che andrebbero verso il recupero del suo territorio, delle sue ricchezze naturali, a carico delle aziende qui esistenti e dello Stato che tanto sinora ha chiesto ed ottenuto,oltre alla sua dignità istituzionale”.

Giancarlo Girardi
Pdci Taranto

“Le posizioni negative assunte in sede di audizione regionale sul progetto di rigassificazione della Gas Natural previsto nel Porto di Taranto rendono pienamente il dibattito aperto nella città sulla necessità di guardare al futuro del nostro territorio senza ulteriori pesi ambientali. Sbaglia chi addebita a mancanza di cultura adeguata una scelta che invece è finalmente è responsabile e capace di rinunciare a ricatti occupazionali ed allo sventolio di banconote (royalties) per poter programmare lo sviluppo del territorio e difendere il diritto alla salute dei propri figli.

Condividiamo l’analisi non pregiudiziale di Legambiente sull’inadeguatezza della nuova documentazione presentata da Gas Natural: restano assolutamente insoddisfacenti le risposte ai problemi di natura ambientale e di sviluppo portuale che anche il documento approvato dal Consiglio comunale di Taranto evidenzia e che sono alla base del netto No al rigassificatore reso nello stesso.

La bonifica del sito, la prevenzione del rischio di incidente rilevante, le interferenze con il traffico navale attuale ed a maggior ragione con quello futuro, non trovano risposte adeguate. Dal coro di no si separa la Provincia di Taranto attestata su una posizione attendista e possibilista che, su un impianto che pesa sul territorio di Taranto, intende ascoltare gli intendimenti della Regione e di tutti gli attori sociali e istituzionali coinvolti per poter operare una scelta.

Richiedere poi di conoscere, tra gli altri, il parere tecnico del Comune di Taranto quando è ormai nota una posizione politica chiara e definita lascia alquanto perplessi. Appare chiaro il tentativo di far apparire ideologico il nostro atto di indirizzo che invece nella sostanza poco si differenzia dal documento votato dal gruppo consiliare comunale del Pd nello stesso giorno.

Proprio dal dibattito sereno avuto con i consiglieri di maggioranza e minoranza in consiglio comunale, abbiamo tratto la conferma che posizioni interlocutorie non aiutino i processi e proprio in relazione a questo nei giorni scorsi auspicammo che il Consiglio provinciale potesse avviare un dibattito ed arrivare, come noi, ad una determinazione chiara sull’argomento. Siamo convinti che, soprattutto in materia di governo del territorio, dopo il necessario ascolto delle istanze dei cittadini e delle parti sociali, una classe dirigente debba assumersi la responsabilità delle scelte e portare poi le stesse ad un confronto serrato per arrivare alle migliori soluzioni possibili per la crescita economica e sociale”.

Francesco Cosa
Capogruppo Sds
Comune di Taranto

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