La denuncia di Assennato, direttore generale di Arpa Puglia.

«Il Registro tumori non è ancora operativo»

Le emissioni industriali di Brindisi e Taranto interessano in modo pesante l’area a nord del capoluogo. Assennato: "Purtroppo non si riesce a capire bene con quali volontà mandare avanti il Registro tumori, visto che manca anche una cabina di regia e una organizzazione più definita".
7 febbraio 2008
Cesare Mazzotta
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- Un incontro in Provincia per affrontare il quadro delle patologie tumorali, legate ai fattori ambientali. Ne hanno parlato il professore Giorgio Assennato, direttore generale di Arpa Puglia, il commissario della Asl di Lecce Rodolfo Rollo, l’assessore all’Ambiente della Provincia Gianni Scognamillo, il presidente della commissione Ambiente di palazzo dei Celestini, Nicolino Sticchi e l’allergologo Mauro Minelli. Al centro delle discussioni i vari aspetti dell’insorgenza dei tumori nel territorio. «In particolare è stato fatto il punto sull’atttività istituzionale in campo tumorale - spiega l’assessore Scognamillo - La Provincia ha sostenuto con 50mila euro l’accordo siglato a metà gennaio per l’istituzione del registro tumori». Nell’incontro Rollo ha parlato della rete sanitaria che la Asl sta avviando per fronteggiare le allergie collegate alle possibili patologie tumorali. Da parte sua il responsabile dell’Arpa, Assennato, ha sottolineato che «il registro tumori non è ancora operativo. I ritardi - ha spiegato - sono dell’assessorato regionale. L’Arpa, la Provincia e il Cnr, hanno messo a punto un programma per il monitoraggio delle diossine e dell’impatto delle polveri, per definire un quadro più chiaro del ruolo delle aree industriali e dell’inquinamento atmosferico. Oggetto di interesse le attività industriali di Taranto e di Brindisi. Un progetto che noi abbiamo in corso, insieme alla Provincia e con altri finanziamenti. Purtroppo - aggiunge - non si riesce a capire bene con quali volontà mandare avanti il Registro tumori, visto che manca anche una cabina di regia e una organizzazione più definita». I risultati, supportati dai dati e dalle statistiche epidemiologiche, riportati dallo studio di Minelli, sono preoccupanti. Sotto accusa la presenza di particolato disperso nell’aria, contenente metalli pesanti, soprattutto mercurio e nichel. «Abbiamo studiato l’azione dei metalli sulla popolazione, nei vari stadi - riferisce Minelli - Prima come allergie da contatto a carico della pelle e poi come nichel, cromo, cobalto e mercurio a carico del sistema osteo articolare, neurologico, autistico ed endocrino, tiroide soprattutto». Nel novembre scorso, una patologia imputabile alla presenza di mercurio, è stata diagnosticata a una donna di Bari proprio nell’ospedale di Campi. «La signora ha dovuto recarsi a Dallas - riferisce Minelli - presentava una ipersensibilità a un sale di mercurio, il Thimerosal. A Campi abbiamo fatto la diagnosi, ma poi ci siamo arresi di fronte alla mancanza delle strutture terapeutiche idonee. Prima gli autistici venivano curati con farmaci neuropsichiatrici. Fino al ricovero nelle case protette. Oggi si è visto che è coinvolto il mercurio». Per tornare al territorio, uno studio commissionato al Multilab della Camera di commercio nel 2003, ha messo in evidenza che le emissioni industriali di Taranto e di Brindisi, interessano in modo pesante l’area nord jonica e nord brindisina di Lecce, dove circa il 50 per cento dei pazienti seguiti dall’ambulatorio di Campi, sono risultati affetti da patologie collegate al mercurio. « D’altra parte - dice Minelli - circa la metà del mercurio che viene disperso dalla grande industria, 1.400 tonnellate, proviene da Taranto, che già detiene il record della diffusione di diossina».

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