Quanta diossina c’è nel latte e nel formaggio?
Latte e formaggio alla diossina, ora indaga l’Asl. Saranno prelevati domani campioni di latte e formaggio, sia fresco che stagionato, prodotti nell’area da dove proveniva il latte con cui era stato prodotto un cacioricotta, di cui un campione, fatto analizzare dall’associazione ambientalista PeaceLink, ha rivelato una presenza di diossina e Pcb (policlobifenili) superiore di almeno tre volte al limite massimo consentito da normative europee. La conferma di presenza di queste sostanze in un campione di formaggio segue l’allarme su una possibile produzione di latte, evidentemente poco sicuro dal punto di vista della sicurezza alimentare, nell’area di Statte vicina alla zona industriale. L’indagine che ora sta effettuando il Dipartimento prevenzione dell’Asl si allarga ad un numero maggiore di campioni di latte e formaggi e ad un’area più vasta, sempre a ridosso della zona industriale, in cui si pascolano greggi di pecore e capre. I campioni che saranno prelevati domani - dicono il direttore del Dipartimento, Michele Conversano, ed il responsabile del Servizio ispettivo veterinario, Walter Martinelli - saranno inviati martedì all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, centro di riferimento per la nostra area e centro pubblico accreditato ad effettuare indagini su sostanze particolari come la diossina nelle matrici alimentari. Nel caso del Consorzio interuniversitario Inca di Lecce, a cui si sono rivolti gli ambientalisti di PeaceLink, si tratta sì di un centro specializzato in indagini di questo tipo ma è una struttura privata. L'indagine promossa dall’Asl intende fare chiarezza e contenere l’allarme sviluppatosi, anche se - nel fornire i dati - gli stessi ambientalisti sono stati abbastanza chiari: si tratta di un solo campione di un formaggio fresco acquistato da un pastore, quindi non in vendita sui normali banchi dei supermercati, prodotto con latte di capra. Nell’area a ridosso della zona industriale, circolano greggi di pecore e capre, ma il latte prodotto sarebbe utilizzato in maniera artigianale, ad uso personale, e non per cicli produttivi a più vasta scala. «I latticini in commercio - dice Martinelli - sono prodotti con latte bovino, normalmente proveniente dalle Murge, oppure da alcuni allevamenti di Castellaneta e Martina. Si tratta di bovini che vivono in stalla e consumano mangime controllato. Non c'è quindi alcun rischio e nessun problema per la sicurezza alimentare dei prodotti normalmente in vendita». La denuncia fatta da PeaceLink, oggetto anche di un ricorso alla magistratura, ha lo scopo di stimolare più controlli delle istituzioni e far crescere una maggiore consapevolezza alimentare da parte dei consumatori. Sempre allo scopo di non generalizzare l’allarme, gli ambientalisti hanno pure precisato che la diossina negli alimenti - che per il 98% è la fonte di intromissione della sostanza nel corpo umano - può essere riscontrata in carni, pesce, uova, latte e latticini, dove cioè c'è presenza di materia grassa che consente il deposito delle diossine
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