Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

ILVA ancora sotto accusa: 3 indagati

Chiuse le indagini su episodi verificatisi fra luglio e settembre di due anni fa Contestate dal PM. Accuse di getto pericoloso di cose e danneggiamento e scarico diretto nel sottosuolo di sostanza inquinante Ad aver messo nero su bianco le contestazioni è stato il pubblico ministero Antonella Montanaro
19 marzo 2008
Fonte: Corriere del Giorno

- Danneggiamento, getto pericoloso di cose, scarico diretto nel sottosuolo di sostanza inquinante: sono queste le accuse che portano alla ribalta l’ennesimo presunto caso di inquinamento ambientale che vede coinvolta l’ILVA.

Sono queste le accuse che tirano in ballo tre responsabili dello stabilimento siderurgico per distinti episodi registratisi fra il mese di luglio e settembre di due anni fa. Episodi su cui la Procura tarantina ritiene di aver fatto piena luce, come del resto dimostrano gli avvisi di garanzia che, notificati ai diretti interessati nei giorni scorsi, hanno segnato la chiusura delle indagini preliminari.

Ad aver messo nero su bianco le contestazioni è stato il pubblico ministero inquirente dott.ssa Antonella Montanaro, che preso atto dei risultati di consulenze tecniche e degli esiti di mirati accertamenti ha puntato l’indice contro il direttore dell’azienda, l’ing. Luigi Capogrosso, il procuratore dello stabilimento, dott. Giuseppe Sansone, ed il dirigente dei Parchi Primari e Rifornimenti dell’ILVA, dott. Marco Andelmi.

A risultare gravati da tutte le ipotesi di reato formulate sono i primi due, entrambi chiamati a rispondere sia dello sversamento di una sostanza oleosa (costituita da idrocarburi) nella zona di mare antistante la calata IV del Porto cittadino, sia dello scarico nel terreno (l’area è quella sottostante la “Torre n. 3” di congiunzione dei nastri trasportatori del minerale di ferro) di liquido sversato precedentemente all’interno di un canale in muratura a cielo aperto, il tutto, come si legge nel capo d’imputazione “a causa della mancata realizzazione di strutture di contenimento del minerale di ferro nell’ambito di pertinenza ILVA.” Che è poi l’unica ipotesi delittuosa (quella dello scarico nel sottosuolo della sostanza inquinante) che riguarda il dott. Andelmi.

I primi episodi finiti nel mirino della magistratura risalgono all’8 luglio, al 5, 10 e 13 agosto del 2006, epoca in cui fu segnalata la presenza di sostanza oleosa in prossimità dello specchio di acqua antistante il porto. Sulle prime si ipotizzò che il fenomeno potesse essere addebitato a qualche nave di passaggio, ma solo al termine di meticolosi accertamenti è stato possibile per la magistratura fissare il quadro della situazione.

I risultati investigativi hanno consentito di appurare che un cospicuo flusso di olio puro in uscita dall’ILVA transitava nel collettore SISRI per poi essere riversato in mare. Una situazione che, a giudizio della Procura, avrebbe determinato l’inquinamento dello specchio d’acqua interessato dallo sversamento, tenuto conto che la sostanza in questione è risultata in grado di “offendere, imbrattare e molestare le persone”.

Preso atto della ricostruzione dell’accaduto, il p.m. ha individuato i presunti responsabili di quanto successo nel direttore e nel procuratore dello stabilimento, gli stessi che (attraverso i propri legali avv. Cesare Mattesi ed Egidio Albanese) adesso hanno venti giorni di tempo per tentare di confutare il quadro accusatorio o chiedendo di essere interrogati, o producendo documentazione o depositando una memoria difensiva.

E la stessa scelta dovrà fare pure il terzo dirigente dell’ILVA raggiunto dall’informazione di garanzia solo in ordine all’ipotizzato scarico nel sottosuolo di acqua frammista a minerale di ferro, circostanza che secondo l’accusa si sarebbe verificata fra il 5 ed il 6 settembre sempre di due anni fa.

Articoli correlati

  • Le motivazioni della sentenza ILVA
    Processo Ilva
    Sono state rese note oggi

    Le motivazioni della sentenza ILVA

    In oltre 3.700 pagine la Corte d’Assise di Taranto spiega la sentenza che ha condannato 26 imputati, tra i quali anche alcuni politici (compreso Nichi Vendola). Per i giudici la famiglia proprietaria dello stabilimento era a conoscenza dell’illegalità della gestione già dal momento dell'acquisto
    29 novembre 2022 - Francesco Casula e Andrea Tundo
  • Novità sul "Parco di Lulù" ora denominato "Sorrisi dei Tamburi" al quartiere Tamburi di Taranto
    Taranto Sociale
    Un aggiornamento dalla dottoressa Annamaria Moschetti

    Novità sul "Parco di Lulù" ora denominato "Sorrisi dei Tamburi" al quartiere Tamburi di Taranto

    Il parco è stato donato anni fa dal cantante Niccolò Fani. La pediatra Annamaria Moschetti rinnova la richiesta di sospendere l'immissione di sostanze cancerogene e neurotossiche provenienti dalla vicina area industriale.
    24 novembre 2022
  • Ex Ilva: Peacelink, Stato aiuti lavoratori non azienda
    Taranto Sociale
    "La siderurgia di Taranto è un cavallo morente"

    Ex Ilva: Peacelink, Stato aiuti lavoratori non azienda

    Secondo Peacelink, “occorre un piano B per le aree di crisi, fra cui Taranto, basato sulle bonifiche e su una riconversione economica finalizzata alla transizione ecologica. Lo stabilimento Ilva di Taranto non ha un futuro né.economico né ecologico”.
    22 novembre 2022 - AGI
  • Con Domenico Iannacone per raccontare la speranza attiva
    Laboratorio di scrittura
    Un video emozionale girato nel quartiere Tamburi di Taranto

    Con Domenico Iannacone per raccontare la speranza attiva

    Questa è la foto che suggella un lavoro fatto con passione, per documentare, con il video "La polvere negli occhi", la storia della lotta contro il disastro ambientale di Taranto e per tentare di salvare una comunità da una tragedia che ha segnato la storia di tante persone, di tante famiglie.
    23 novembre 2022 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)