Ilva acquista le centrali Edison, petcoke a "porte chiuse"
L’ Ilva ha concluso con Edison l’acquisto di Cet 2 e Cet 3. E’ stata la stessa società produttrice di energia a comunicarlo in maniera non ufficiale alle organizzazioni sindacali nazionali. La vendita ha una doppia tempistica. Per la vecchia Cet 2 l’acquisizione è immediata, per l’altra centrale avverrà alla scadenza del Cip 6 nel 2011. Non si conoscono i dettagli economici dell’accordo. Sta di fatto che già da una ventina di giorni nella Cet 2 i tecnici dell’Ilva sarebbero al lavoro. Pare che sia stato nominato anche il nuovo direttore dell’impianto. Cosa succederà adesso? Questa operazione cambia la politica energetica dell’Ilva? Stando ai precedenti piani industriali, l’azienda siderurgica aveva programmato un investimento di 700 milioni di euro per la costruzione di una nuova centrale da 600mega-watt che sarebbe entrata in funzione con la dismissione della obsoleta Cet 2. In tal senso la Regione Puglia aveva già autorizzato la costruzione dell’impianto. Con queste nuove acquisizioni cosa accadrà? Per l’Ilva avrà ancora senso il progetto della nuova centrale per la completa autosufficienza energetica? Il rapporto con Edison, a cui Ilva negli anni scorsi ha ceduto la sua quota di minoranza, prevede uno scambio: l’Ilva cede i gas siderurgici ai due impianti, ottenendone in cambio parte dell’energia utilizzata nello stabilimento siderurgico che acquista il resto sul mercato. La notizia ha messo in allarme i circa trecento dipendenti delle due unità che chiedono all’Edison di fare chiara luce sulla vendita e sul futuro dei lavoratori.
Articoli correlati
Pediatra, ricercatore e divulgatore scientificoAddio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network