Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Mai più lavoro e morte

E’ il messaggio lanciato ieri da don Ciotti nella manifestazione per ricordare le morti bianche a Taranto. Stefàno: “Tutte le persone, senza escludere nessuno, devono essere impegnate affinchè questi eventi vengano azzerati. Finchè ci sarà un solo infortunio sul lavoro noi non avremo la coscienza a posto”.
13 giugno 2008
Anna Caiati
Fonte: Corriere del Giorno

Morti Bianche: industria e servizi i settori più a rischio, Bari e Taranto le province più colpite I l lavoro per vivere, non per morire. Un lavoro per la dignità della persona e non per diventare vittime. Questo il messaggio che ieri sera, da piazza Garibaldi, è stato lanciato nel corso della manifestazione pubblica organizzata dall’associazione Libera in occasione della prima Giornata nazionale della memoria in ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro. All’evento tarantino, al quale ha aderito un numeroso pubblico, è intervenuto don Luigi Ciotti, presidente nazionale dell’associazione contro le mafie, insieme con autorità cittadine.

Una giornata dovuta e necessaria per non dimenticare, per non abbassare la guardia. Per ricordare non solo le vittime del lavoro, ma anche chi si è suicidato perchè disperato e senza lavoro e per i “fantasmi” del lavoro in nero.

“E’ un grido di dolore quello che parte da Taranto. Non si può morire sul lavoro, non si può morire per il lavoro”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente nazionale dell’associazione contro le mafie “Libera”, presente ieri nel capoluogo ionico alla manifestazione pubblica tenuta in piazza Garibaldi in occasione della prima Giornata nazionale della memoria in ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro.

All’evento, organizzato dal Comitato dei familiari delle vittime sul lavoro e dall’associazione Libera, ha partecipato numeroso il pubblico, e autorità tra i quali il prefetto di Taranto, dottor Pironti, il presidente della Provincia, Florido, il sindaco di Taranto, Stefàno, ed alcuni primi cittadini e rappresentanti di altri Comuni ionici. Una giornata dovuta e necessaria per partecipanti ed organizzatori, per non dimenticare, per non abbassare la guardia. “C’è bisogno di impegno e soprattutto di corresponsabilità da parte di tutti - ha aggiunto don Ciotti - perchè ci sia una dignità del lavoro e per i lavoratori nel mondo del lavoro. Bisogna creare le condizioni di sicurezza, perchè le leggi vengano veramente rispettate e prodotte, bisogna creare le condizioni perchè la gente possa andare a lavorare e tornare a casa”.

Ricordando che il lavoro non è un optional e che è una necessità delle persone “per vivere, per crescere, per avere una libertà, una dignità, un reddito, un futuro, una prospettiva” don Ciotti non ha dimenticato di ricordare, insieme a chi è morto sul lavoro ed i loro familiari, anche chi ha perso la vita “per cercare lavoro. Penso - ha riferito - ad alcuni suicidi avvenuti quest’anno, dettati dalla disperazione di chi ha chiesto di avere un lavoro. E penso poi agli invisibili che sono poi tante persone che lavorano “in nero”, così come alle forme di caporalato, sono gran parte clandestini fuggiti da situazioni di povertà”.

Quindi ha messo in evidenza che ieri ricorreva anche la giornata mondiale della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Un’altra grave piaga sociale di realtà povere. “L’Urlo” di Munch, non a caso era stato scelto per il manifesto che sovrastava il gazebo della piazza, listato a lutto con un fiocco nero, era lì a sottolineare che il grido di silenzio “si deve far sentire, perchè si deve sempre difendere la vita umana” come ha detto padre Pio Montagna, parroco della chiesa di San Pasquale.

Al suo breve ma commovente discorso è seguito un minuto di silenzio per i morti sul lavoro all’Ilva ed ai sei morti di mercoledì a Mineo (Catania), poi le note del silenzio suonate da un bersagliere dell’associazione “La Marmora” di Taranto. Quello di ieri nel capoluogo ionico è stato un momento di riflessione per ricordare tutti i morti sul lavoro, ma in particolare dei due giovani che il 12 giugno del 2003, Paolo Franco 25 anni e Pasquale D’Ettorre 28 anni, persero la vita schiacciati da una gru crollata all’interno del siderurgico.

“E’ dovere ricordare e nei modi giusti queste brutture - ha detto il sindaco Stefàno - Tutte le persone, senza escludere nessuno, devono essere impegnate affinchè questi eventi vengano azzerati. Finchè ci sarà un solo infortunio sul lavoro noi non avremo la coscienza a posto. Dovremo continuare a lavorare, ad essere impegnati, oltre che nelle manifestazioni pubbliche soprattutto nell’educare i giovani alla difesa della vita. Quando si va a lavorare si deve andare nelle migliori condizioni possibili, questo è ciò che deve fare il lavoratore che deve anche chiedere di essere informato sui rischi che corre ed il rispetto delle regole del lavoro. Questa città soffre e ha bisogno del massimo dell’attenzione”. L’intero evento è stato contornato da note musicali dell’Ave Maria di Schubert, suonata dalla banda di Santa Cecilia Città di Taranto e cantata dal soprano Daniela Abbà, e dall’Inno d’Italia.

Articoli correlati

  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)