«Diossina, l'Ilva deve fare di più»
TARANTO — La Regione sospende il giudizio sullo sforzo che Ilva sta facendo per mitigare l'impatto ambientale della sua produzione di acciaio, ma lo classifica, in ogni caso, come non sufficiente. In particolare scotta il problema della diossina le cui emissioni devono assolutamente scendere sotto il nanogrammo per metro cubo.
«Abbiamo fatto un'ispezione sugli impianti commenta l'assessore regionale all'Ambiente Michele Losappio - ci sono lavori in corso, alcuni interventi sono stati completati, altri sono in ritardo. Esprimeremo la valutazione su questa visita nella prossima riunione in prefettura con tutti i firmatari del protocollo d'intesa 2006. In ogni caso posso dire che lo sforzo che sta facendo l'azienda non basta ancora, bisogna andare oltre le misure previste dal protocollo. Se la diossina non scende sotto la soglia simbolica del nanogrammo la Regione non darà l'autorizzazione integrata ambientale».
Reduce, insieme con il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, dalla verifica effettuata ieri mattina nello stabilimento siderurgico tarantino sulla cokeria, dove l'azienda ha previsto di investire 215 milioni per abbattere gli agenti inquinanti, e sull'agglomerato (157 milioni di interventi stanziati), Losappio fa il punto con la stampa nella nuova sala del consiglio di fabbrica. E' affiancato da Giorgio Assennato (Arpa) e dall'assessore comunale all'Ambiente Sebastiano Romeo.
All'esterno della palazzina della direzione Ilva, intanto, le associazioni ambientalistiche tarantine raggruppate nel «Comitato per Taranto» manifestano pacificamente con un sit in. Ieri mattina la Regione ha voluto verificare direttamente, insieme con Provincia, Comune e Asl, lo stato di attuazione degli impegni sottoscritti nel protocollo d'intesa del 2006. E' il documento con il quale Ilva si pone l'obiettivo di ridurre gli agenti inquinanti attraverso interventi di ambientalizzazione per i quali ha stanziato mezzo miliardo di euro.
Losappio voleva capire se la situazione attuale corrisponde ai tempi indicati nel cronoprogramma del 2006. «Oggi ho visto impianti nuovi ha detto l'assessore al termine del giro - e altre parti in ritardo. Voglio però dire che non si possono chiedere miracoli in pochi mesi mentre si stende una cortina di nebbia sul passato. Recuperare i ritardi di decenni è duro».
Losappio è netto sulla questione diossina. «Questo aspetto non va tanto bene dice chiaramente - c'è una linea comune tra Taranto, Statte, Provincia e Regione mentre c'è cautela da parte del ministero. Vedremo se ci saranno cambiamenti nella politica dell'Ilva sull'utilizzazione dell'urea che non riesce ad abbattere la diossina oltre certi livelli per noi insufficienti. Vediamo se applicherà altri sistemi». Secondo il presidente della Provincia, Gianni Florido, «l'unità tra le autonomie locali ha imposto all'Ilva l'accelerazione sugli interventi capaci di modificare la situazione».
L'assessore comunale Sebastiano Romeo ha confermato che il Comune sbloccherà le autorizzazioni edilizie per la realizzazione delle barriere vicino ai cumuli di minerali e al muro di cinta.
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