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UIL Puglia: «L’Eni mantenga gli impegni»

Pugliese bacchetta l’azienda per la raffineria Taranto: «Rispettate gli impegni assunti per rispettare istituzioni, parti sociali e le realtà produttive dell’area jonica»
18 ottobre 2008
Aldo Pugliese

Vista aerea di una raffineria «L’Eni non può attuare né ritirate strategiche né fughe dalla raffineria Agip di Taranto. Anzi, deve mantenere gli impegni assunti per rispettare istituzioni, parti sociali e le realtà produttive dell’area jonica»: è quanto sostiene il segretario generale dalla Uil Puglia, Aldo Pugliese.

Una delle questioni, riguarda i lavoratori: «Permane il loro malessere – spiega Pugliese – e non poteva essere altrimenti, considerato che come già denunciato a suo tempo in occasione dell’ennesimo grave infortunio sul lavoro, la situazione di fatto non è migliorata.

Anzi, i problemi si sono aggravati in quanto si sono verificati gravi incidenti e situazioni estremamente difficoltose. Non ultima, l’emissione in atmosfera di un nuvolone di notevole quantità inquinante che ha invaso Taranto, e in particolare il rione Tamburi, che secondo l’azienda è dovuto ad una emergenza. La pacificazione con i lavoratori non è avvenuta anche perché la sospensione di 56 lavoratori diretti della raffineria non è stata ritirata».

Ma secondo la Uil “quello che è più grave, e che denunciamo con fermezza, è che sono stati sbandierati a livello locale e nazionale investimenti che l’azienda avrebbe fatto, ma di cui non c’è ombra. Eppure, l’Eni si era impegnata con una serie di riunioni tenutesi alla Prefettura di Taranto con Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, con i sindacati e con le realtà produttive del territorio”.

Nel dettaglio, il segretario Uil si riferisce all’attuazione del progetto “Taranto plus” che interessa più di ogni altra cosa, perché prevedeva investimenti in tema ambientale e di sicurezza sul lavoro. Questa sorta di ritirata ingloriosa dell’Eni avviene non solo senza stile, ma anche in un modo scorretto che sa tanto di presa in giro nei confronti di tutti gli interlocutori che si erano seduti al tavolo della Prefettura.

Crediamo che una cosa così grave – conclude Pugliese - non possa passare sotto silenzio, in una realtà molto in difficoltà come quella di Taranto”.

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