Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Contro le diossine è pronta le legge regionale

Regione Provincia Comuni e associazioni contro il veleno del camino E312 (e contro la Prestigiacomo). La legge prevede che le emissioni rientrino nei limiti imposti dall’UE entro marzo e poi in quelli del protocollo di Aarhus entro il 2010.
28 novembre 2008
Fonte: officinanarrativa.wordpress.com
www.extramagazine.eu - 28 novembre 2008

- Giovedì 20 novembre è stata presentata a Taranto la nuova legge regionale sulle diossine. All’ospedale Testa, tra il mare e la raffineria, erano presenti tutti i protagonisti della battaglia per l’ambiente: l’assessore regionale Losappio, il direttore generale dell’ARPA Assennato, poi Stefàno, Florido e le realtà associative tarantine che da anni si occupano della questione.

Si alternano a parlare tecnici e politici, nella cornice dell’Ospedale Testa, sede dell’ARPA ed ex sanatorio per malati di tubercolosi, perché agli inizi del novecento era uno dei luoghi più salubri della provincia. Ora invece le sagome di Eni Cementir e Ilva incombono minacciose.

Il disegno di legge arriva alla fine di un lungo percorso che parte dal protocollo di intesa del 2006 tra Regione e Ilva e passa dalla lettera di Vendola a Berlusconi dello scorso luglio e agli scontri tra il ministro Prestigiacomo e la Giunta regionale. In sostanza si tratta di una legge che impone all’Ilva, e a tutte le realtà pugliesi che producono diossine, di rispettare il protocollo di Aarhus sugli inquinanti, approvato dall’UE e recepito in Italia nel 2006. «La norma è la continuazione del lavoro portato avanti dal 2006 ad oggi – dice Losappio durante la presentazione – che può essere scandita in quattro fasi: la prima è il protocollo di intesa del 2006, la seconda è il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, la terza è la legge che stiamo presentando e la quarta fase sarà la bonifica di un sito di interesse nazionale».

L’assessore non usa mezzi termini: «L’Ilva deve spendere fino all’ultimo centesimo previsto dall’accordo di programma», che prevedeva l’abbattimento delle emissioni di diossina affinchè il ministero rilasciasse l’AIA, cosa che invece pare vogliano rimandare entro il 2014. L’AIA è prevista per marzo del 2009. Il fatto è che il management di Riva pretende che l’Autorizzazione venga rilasciata con la promessa di far scendere le emissioni solo a partire da sette mesi dopo il rilascio. Cosa che per la Regione non ha senso.

La legge infatti propone che si arrivi a 2,5 nanogrammi all’ora entro marzo per poi arrivare a 0,4 entro dicembre del 2010 a fronte degli otto virgola qualcosa a cui siamo abituati. «È una cosa fattibile con piccoli investimenti, ma l’Ilva si rifiuta, spalleggiata dal ministero, ma non hanno prodotto nessuno studio a riguardo, non ci sono progetti che dimostrino che la cosa non è fattibile. Non si capisce nemmeno perché sia stata usata l’urea nel processo produttivo solo per il lasso di tempo utile agli ultimi controlli ambientali e ora non si stia più facendo», continua Losappio.

La legge prevede, se approvata, che le emissioni rientrino nei limiti imposti dall’Unione Europea entro marzo e poi in quelli del protocollo di Aarhus entro dicembre 2010. Se l’Ilva e gli altri stabilimenti inquinanti non rispetteranno quello che la giunta decide, si rischia la chiusura.

Questa volta la Regione mette da parte la diplomazia e non abbocca nemmeno al classico ricatto occupazionale tipico del patron dell’Ilva. Di solito, dopo richieste di adeguamento delle strutture per limitare l’impatto ambientale si ricevevano in risposta le minacce di licenziamenti di centinaia di operai. In realtà di operai ne serviranno di più se si monteranno gli impianti di messa a norma per l’abbattimento dei veleni.

Nel frattempo i tecnici che si susseguono parlano di tumori ed emissioni e il quadro tracciato diventa sempre più agghiacciante. Il loro parere esula da posizioni politiche, a parlare sono i numeri. Secondo l’Asl la percentuale di malati di tumore aumenta man mano che ci si avvicina al quartiere tamburi, così come si registra un aumento di anziani ricoverati in corrispondenza di maggiori emissioni dal camino E312, quello da cui proviene la diossina.

Questa volta pare siano tutti d’accordo, dalla Regione fino al Comune, passando per le varie associazioni che con la manifestazione di sabato offrono tutto l’appoggio possibile, rispondendo in maniera positiva all’appello regionale di essere uniti in una questione che riguarda tutti e di fare fronte comune contro il Governo nazionale che, già si sa, conta sulla Corte Costituzionale per l’eventuale abrogazione di una legge che non fa gli interessi del grande capitale.

Articoli correlati

  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)