La legge antidiossina sia solo il primo passo
La legge regionale sulle o contro le diossine è certamente merito di un governo regionale che, su questa questione, ha finalmente ascoltato le urla d´indignazione, che si levavano sempre più alte da un pezzo significativo della società pugliese e tarantina in particolare.
Ma, per l´appunto, quella legge è, anche e soprattutto, un regalo che ha fatto a se stesso e al resto dell´ignava popolazione, la parte più lucida, degna e combattiva della cittadinanza ionica, a coronamento di una lotta dura, generosa e soprattutto impari. Una lotta che, però, ha pagato. A sorprendente dimostrazione che, come si diceva qualche era geologica fa, spesso la lotta paga.
E, in modo assai lucido, l´associazione Peacelink, coglie questa "antica novità" di straordinaria importanza e rilancia la sfida, questa volta direttamente nei confronti del governo nazionale, chiedendo al ministro dell´ambiente una radicale modifica dell´allegato tecnico al Codice dell´ambiente che pone ben altro "limite" alle emissioni di diossina per gli impianti di agglomerazione dell´industria siderurgica.
Naturalmente, Peacelink sa benissimo quali siano le reali speranze di spazzare via dal nostro ordinamento quella norma solo sulla base di una pur inattaccabile, giuridicamente e moralmente, lettera al governo che ha assunto le posizioni ed i provvedimenti più inquinanti della Repubblica, dal sabotaggio di fatto della direttiva europea 20-20-20 al sostanziale azzeramento dei benefici fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
Il discorso cambierebbe sensibilmente se intorno a quell´obiettivo si coagulasse nuovamente un movimento reale di uomini e di donne di buona ed ambientalistica volontà che iniziasse una nuova determinata mobilitazione per incalzare dal basso, per l´appunto, governo e parlamento per l´adozione di un nuovo limite di emissione di diossine in sede nazionale, in pratica per l´approvazione di quella che sarebbe a tutti gli effetti una misura urgente di salute pubblica.
E, allora, perché non inserire nella piattaforma rivendicativa di quell´incipiente nuova mobilitazione ecologica un altro obiettivo altrettanto vitale per l´ambiente e per gli esseri umani in questo paese, oltreché potenzialmente assai aggregante nei confronti di ampie fasce di opinione pubblica, quale l´introduzione, finalmente, nel nostro codice penale dei delitti contro l´ambiente?
Oggi, in Italia, quelli contro il suolo ed il sottosuolo, contro l´aria, contro l´acqua, insomma contro i nostri territori sono regolarmente qualificati (fatte salve rarissime eccezioni) come contravvenzioni, ossia considerati come reati di serie B e come tali trattati sotto il profilo sanzionatorio.
Cosa si è verificato, cosa hanno fatto a Taranto in questi anni: un pericolo per l´ambiente, un danno ambientale con pericolo per la vita o l´incolumità delle persone o un disastro ambientale?
Il giorno dopo l´entrata in vigore della legge regionale contro le diossine, Emilio Riva, il padrone dell´Ilva di Taranto, ha freddato gli entusiasmi di tutti i tarantini, dichiarando che «le attuali tecniche di additivazione di urea consentono di abbassare gli attuali 7 nanogrammi fino al 50 percento e non fino a 2,5 nanogrammi per metro cubo», come invece richiesto dalla legge regionale per l´aprile prossimo.
E´ lecito supporre che se fosse in vigore una normativa in tema di delitti contro l´ambiente appena seria, patron Riva avrebbe qualche stimolo in più a trovare sul mercato tecniche tali da consentire il raggiungimento dell´obiettivo previsto dalla legge regionale. Anche le migliori volontà, com´è noto, a volte hanno bisogno di un aiuto.
L'Arpa: Mare pulito in tutta la Puglia
TARANTO - La scelta del capoluogo jonico per gli stati generali dell´Arpa, non è stata casuale. Confessa il direttore generale dell´agenzia regionale per la protezione dell´ambiente, Giorgio Assennato: "Ovviamente - spiega - abbiamo scelto la sede della Facoltà di Scienze, a Taranto, per far sentire ancora più forte la nostra vicinanza alla città, in questo momento cruciale per la sua storia".
Il momento è quello della nuova era apertasi con la legge anti-diossina, che obbligherà le grandi aziende, Ilva in testa, a rispettare parametri decisamente più severi sul fronte dei veleni immessi nell´atmosfera. "Ma quella contro le diossine è solo una delle tante battaglie" continua il professore alla guida dell´agenzia. Un altro tema fondamentale, ad esempio, è quello della qualità delle acque, sulla quale s´è concentrata ieri l´attenzione degli stati generali. "Abbiamo fatto un lavoro imponente.
In collaborazione con Arpa Marche e con l´Università del Salento - osserva Assennato - è stato messo in atto un autentico check up tanto delle acque di balneazione quanto di quelle di transizione. E tutto verrà messo in un database che sarà consultabile sul sito internet dell´agenzia. Il risultato? L´acqua di Puglia è pulita, il tasso di balneazione sfiora il 100%". Agli Stati Generali, oltre ai vertici dell´Arpa, erano presenti tra gli altri il presidente della Regione Vendola, gli assessori all´Ecologia ed alla Sanità, Losappio e Tedesco, ed il tarantino Michele Pelillo, fresco di nomina alla guida del Bilancio della Regione.
"Per il futuro - conclude il direttore generale dell´Arpa - possiamo definirci moderatamente ottimisti. Perché se è vero che le sfide che vengono sul fronte ambientale si fanno sempre più gravose e difficili, e vanno dai cambiamenti climatici al rischio della desertificazione, oggi abbiamo un bagaglio di conoscenze che ci permette di poter affrontare con il necessario rigore questi impegni".
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