Ambiente, il monito del leader di PeaceLink

«A Taranto rischiamo lo stop ai controlli sulla diossina»

«L'Arpa è a corto di uomini, da luglio la legge regionale si trasformerà in una beffa. L’Ispra non è attrezzato. Ci sono tetti alla spesa pubblica imposti dalla Legge finanziaria di Tremonti e Brunetta. E’ assurdo pensare a vincoli per l’ambiente. L’Arpa è sottodimensionata.»
15 maggio 2009
Fulvio Colucci
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia Alessandro Marescotti, Peacelink è preoccupata. Il direttore dell’Arpa Assennato denuncia la carenza di personale dallo scorso aprile. Perché, secondo voi, l’allarme è serio? «Perché i controlli sulla diossina emessa dai camini Ilva vanno fatti attraverso lo spettrometro. L’apparecchiatura, acquistata dalla Provincia, viene messa in funzione da due tecnici dell’Arpa: un chimico e un tecnico. Tra pochi giorni i loro contratti a termine scadranno e non saranno rinnovati per mancanza di risorse. Perciò l’allarme di Assennato è serio. Senza spettrometro non sarà possibile verificare se l’addizionamento di urea, attraverso l’impianto costruito dall’Ilva, ha ridotto effettivamente le emissioni portandole ai livelli previsti dalla legge regionale. Così si trasforma in una beffa la stessa legge per la quale sono scesi in piazza migliaia di tarantini». Ma fu proprio Assennato a dire che l’aiuto sarebbe giunto dall’Ispra, l’organismo tecnico del ministero dell’Ambiente. «L’Ispra non è attrezzato. Ci sono tetti alla spesa pubblica imposti dalla Legge finanziaria di Tremonti e Brunetta. E’ assurdo pensare a vincoli per l’ambiente. L’Arpa è sottodimensionata. Che dice la Regione? Che dice il sindaco Stefàno? Abbiamo parlato con l’assessore provinciale Michele Conserva ed abbiamo fatto presente la grave situazione del laboratorio diossina dell’Arpa di Taranto. Cosa vuole che dica, noi continueremo la nostra battaglia perché Assennato non sia lasciato solo e perché l’Arpa non torni ad essere uno scatolone vuoto, ma occorre l’impegno di tutti». E le risorse? «Prima mi faccia dire che bisogna fermare gli sprechi e non porre vincoli ai controlli vitali per la salute e per l’ambiente. Si risparmi sulle missioni dei militari all’estero, sull’acquisto dei bombardieri F 35, non sulle analisi della diossina». Qualcuno potrebbe chiedere: la Regione Puglia dov’è? «Recentemente si è parlato di due milioni di euro per l’Arpa da parte della Regione. Si è detto: finalmente i soldi assegnati all’Agenzia per l’ambiente. Ma sembra che non sia vero, anzi. L’Arpa si dibatte nelle difficoltà che sappiamo: a corto di uomini e di fondi al punto di non poter rinnovare i contratti. Possiamo dire che la questione dei due milioni di euro è una bufala». E il presidente Vendola? E l’assessore al Bilancio, il tarantino Michele Pelillo? «Già, Vendola e Pelillo. Chiediamo alla politica di risolvere i problemi e in campagna elettorale di dimostrare la massima serietà». Come? «C’è un problema di volontà politica? Io dico di sì. In altre regioni l’Arpa riesce a fronteggiare le emergenze, anche quella del personale. Perché in Puglia no? Occorre un tavolo di concertazione che metta insieme gli assessori all’Ambiente, alla Sanità e al Bilancio della Regione. Sì, proprio l’assessore tarantino, l’assessore Pelillo. Ma prima c’è il presidente Vendola. In questi momenti di campagna elettorale bisogna ricordare i problemi e non dimenticarli né agitarli in maniera propagandistica. Rischiamo di vanificare la battaglia fatta, di perdere posizioni acquisite. Ecco perché devono muoversi tutti in maniera corale. E’ impensabile non trovare le risorse per rinnovare i contratti all’Arpa. Così si abbandonerebbe la trincea, si fuggirebbe di fronte al nemico inquinamento...». ...Che però diminuisce. C’entra il calo di produzione all’Ilva? «In questo momento ci sono meno emissioni, è vero. Ma la diossina, come le sostanze radioattive, non è biodegradabile e si accumula nel tempo. Se le emissioni annue oggi sono cinque volte inferiori rispetto a quelle del 1970, sono però aumentate complessivamente, invece, dal 1970 in poi proprio per la logica di accumulo. E' importante avviare il campionamento in continuo della diossina prodotta dai camini dell’Ilva. In questo modo si eviterebbe anche al personale Arpa di lavorare a singhiozzo, una settimana sì e una no, con un enorme spreco di danaro. Il campionamento in continuo costerebbe meno e consentirebbe di vigilare su diossina, mercurio, idrocarburi, pcb e i cosiddetti “transitori”, cioè le disfunzioni degli impianti che producono le “nuvole viola”. Ma l’Ilva, che paga i monitoraggi, preferisce quelli settimanali pure più costosi. Perché?».

Articoli correlati

  • Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
    Citizen science
    Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industriale

    Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto

    La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
    8 agosto 2026 - Antonio Poggi
  • Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
    Ecologia
    Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinaria

    Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati

    E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
    Ecologia
    Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano

    "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"

    Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
    27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)