Taranto Sociale

Capi di bestiame contaminati. I tecnici della Asl hanno deciso di ampliare il raggio delle analisi fino a 20 km dall’Ilva

Allarme diossina fiato sospeso a Taranto

Un dato inquietante: concentrazioni oltre la soglia di legge nella carne e nel latte degli animali controllati in altri allevamenti tarantini. Verifiche sono in corso anche nei macelli di Bari. Sospetti sui «fegatini», in abbondanza nei menu dei ristoranti pugliesi.
Fulvio Colucci
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno - 08 luglio 2009

TA R A N TO. Diossina nella carne. E nel latte, oltre i confini della zona industriale. Scatta di nuovo l’allarme e gli ambientalisti chiedono più controlli. Il Dipartimento multizonale di prevenzione dell’Asl concorda con i colleghi di Bari una serie di verifiche nei macelli della provincia dove arriva la carne del capoluogo ionico. E così i controlli arrivano anche nel capoluogo. Pecore contaminate

«Non siamo preoccupati, ma la situazione va monitorata» spiega il responsabile del Dipartimento Michele Conversano. L’Asl evita allarmismi forte delle più recenti analisi: negativi i riscontri sulla quantità di diossina contenuta; l’elemento è ritenuto sufficiente per considerare sicura anche la carne. Di rimando, però, il responsabile di Peacelink, Alessandro Marescotti, parla chiaro: «Quando l’Asl ha effettuato controlli sui capi di bestiame delle masserie della zona industriale lo ha fatto perché nel latte di capre e pecore risultava diossina oltre i limiti di legge. Quei capi sono stati abbattuti e quando si è analizzata la carne lo “sfo ramento” della diossina è passato all’83 per cento salendo al 100 per cento nel caso del fegato. È legittimo chiedere più analisi al Dipartimento di prevenzione. La Regione Puglia deve aumentare i fondi a disposizione della struttura dell’Asl. Anche perché dobbiamo essere certi che, sempre in tema di diossina, i fegatini che vengono serviti ai turisti non superino i limiti di legge». La città ripiomba nell’incubo della primavera 2008 quando viene scoperta diossina nei formaggi oltre i limiti di legge e parte l’inchiesta della magistratura. Capi di bestiame abbattuti, nelle masserie a ridosso della zona industriale; controlli a tappeto sul latte risultato anche questo contaminato. E, a proposito di latte, notizie dell’ultim’ora rilanciano l’emergenza: l’Asl estende i controlli alle masserie oltre i 20 chilometri dalla zona industriale del capoluogo ionico. A spingere l’Azienda sanitaria verso questa decisione il fatto che in aree lontane dal perimetro in cui operano le grandi fabbriche, a partire dall’Ilva, già da tempo sia stata trovata diossina in eccedenza rispetto ai limiti previsti dalla legge.

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