La partita ambientale si vince con buone istituzioni e forti movimenti
Il dirigente del settore ecologia della Provincia di Taranto, Luigi Romandini, è stato trasferito ad altro incarico. Bene ha fatto il direttore del Corriere del Giorno a sollecitare l’attenzione dei lettori su quanto accaduto, invitando in particolar modo le associazioni ambientaliste a interrogarsi sulla vicenda.

Sinceramente sono rimasto stupito dello spostamento di Romandini. Ma non conoscevo la vicenda nei suoi dettagli, su cui invece il direttore Antonio Biella si è soffermato. Per tale ragione mi sono astenuto dal commentare.
Poche sono le volte in cui ho avuto l’occasione di parlare con Romandini, ma in quelle circostanze mi ha dato l’impressione di una persona garbata e di cultura.
La prima volta che lo vidi, nel convegno dell’Arpa “Taranto sotto la lente”, venne di proposito a darmi il suo numero di cellulare. Colsi in quel gesto un dettaglio che parla da sé.
Lo scorso 29 novembre a Taranto me lo ritrovai accanto nella “manifestazione dei ventimila” di Altamarea contro l’inquinamento. Luigi Romandini era lì che sfilava con noi. Durante il percorso mi elencò tutte le difficoltà amministrative della sua difficile “partita a scacchi” contro gli inquinatori. Era nel corteo assieme alla moglie, persona di cui ho apprezzato garbo e sensibilità, a reclamare aria pulita e salute. Fu in quel preciso momento che mi chiesi: al nostro fianco avremmo potuto avere… “l’Alleato”? Esattamente come ha scritto il direttore Antonio Biella. Riflettiamoci su: avere l’Alleato nelle istituzioni. Qualcuno già storce il naso: no, le istituzioni devono stare al di sopra delle parti! Ma scusate… le istituzioni non potrebbero stare una volta tanto dalla parte dei cittadini? La legge non dovrebbe essere la stessa “volontà sovrana” dei cittadini? E le istituzioni non dovrebbero essere il loro braccio operativo? Ecco dunque che l’Alleato nelle istituzioni non mi sembrò (e non mi sembra) una violazione della legge ma la sua conseguente attuazione. Anzi, c’è di più. In questi anni abbiamo sperimentato che, se il movimento dei cittadini trova una sponda leale nelle istituzioni, la partita è quasi vinta in partenza. Ci pensate? Buone istituzioni che ci crossano buoni palloni per andare a rete! Solo i magistrati devono fare gli arbitri imparziali, ma le istituzioni no: devono stare con noi e fare squadra.
E ne abbiamo bisogno perché stiamo giocando i “tempi supplementari” di una massacrante partita ambientale. Abbiamo l’ambizione di vincerla questa stramaledetta partita. Non vogliamo solo partecipare e fare “bel gioco”. Vogliamo anche vincere e portare a casa un buon risultato.
Il Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido in varie occasioni ha dato prova di voler dialogare con noi cittadini e di saperne ascoltare le ragioni.
E’ per questa semplice ragione che mi rivolgo con grande rispetto e ragionevole fiducia al Presidente Florido.
Presidente… rimetta in campo Luigi Romandini, grazie. Vogliamo vincere. Dobbiamo vincere assieme.
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network