Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

L'Ilva e la diossina a Taranto

Dieci cose da sapere per individuare chi ha contaminato le pecore e le capre

E' importante verificare se c’è una similitudine fra l’impronta della diossina delle polveri degli elettrofiltri e l’impronta della diossina riscontrata nei deposimetri e nei terreni della Masseria Fornaro
27 febbraio 2010
Biagio De Marzo e Alessandro Marescotti (Associazione PeaceLink)

“Ormai è quasi certo: non proviene dai camini dell’Ilva la diossina rilevata nei tessuti dei capi di bestiame abbattuti”. Con questo “incipit” il Corriere del Giorno ha dato la notizia dell’assoluzione del camino E312 dell’Ilva, il “principale sospettato”, come è stato definito.

“L’analisi dello spettro della sostanza – ha affermato il professor Lorenzo Liberti, consulente della Procura - ha dimostrato che l’impronta è diversa, la diossina in uscita dal camino E312 è diversa da quella che ha contaminato i pascoli e il latte delle pecore. Il sospettato principale, se non altro per la grande quantità di sostanza che emette annualmente, non è la fonte che cerchiamo. La nostra ricerca quindi deve continuare e per questa ragione siamo stati sull’impianto di agglomerazione 2 a prelevare nuovi campioni”.

Diverse persone sono rimaste fortemente disorientate alla notizia. Si è diffuso il sospetto che tutta la campagna di informazione condotta in questi anni sulla diossina crollasse completamente sotto i colpi di questa “novità”. In realtà nessuno novità è venuta alla luce e spiegheremo il perché con questo intervento che vuole offrire un’informazione chiara, completa e oggettiva.

La prima cosa da sapere è che la fonte di emissione si può individuare anche con analisi “ventoselettive” che verificano da quale direzione proviene la diossina. PeaceLink aveva richiesto all’Arpa questa analisi “ventoselettiva”. L’analisi è stata portata a termine nella masseria Fornaro. PeaceLink ha appena richiesto all’Arpa i dati. Da quei dati si potrà sapere da quale direzione arrivava la diossina. Poiché la strumentazione dell’Arpa è stata “puntata”, come da noi richiesto, sull’Ilva si potrà verificare se la diossina è arrivata in prevalenza nella masseria Fornaro quando il vento soffiava dall’Ilva oppure no. Noi ipotizziamo che la diossina sia arrivata sui terreni della masseria Fornaro in maggior quantità quando il vento soffiava dall’area industriale. I dati dell’Arpa verificheranno se questa nostra ipotesi è confermata o no. Magari la diossina riscontrata (e la sua “impronta”) sarà una “miscela” di diversi impianti ma ciò che ci interessa è la direzione da cui arriva.

La seconda cosa da sapere è che il camino E312 dell’Ilva è stata una fonte di diossina talmente consistente da emettere in un anno circa 172 grammi di diossina (stime Arpa 2008), una quantità superiore alle emissioni di diossina industriale di Spagna, Regno Unito, Svezia e Austria messe assieme (il loro totale sarebbe 166 grammi/anno, sulla base dei dati del registro europeo Eper).
Con l’introduzione dell’attuale impianto ad urea le emissioni dell’Ilva dovrebbero scendere sotto i 62 grammi/anno e con l’introduzione della tecnologia a carboni attivi (prevista per la fine di quest’anno) le emissioni annue di diossina dovrebbero scendere sotto i 10 grammi.

La terza cosa da sapere è il camino E312 è il più grande d’Europa, è alto 210 metri ed è in grado di diffondere la diossina su un’area molto vasta, probabilmente “scavalcando” l’area dei pascoli più vicini.

La quarta cosa da sapere è che la diossina ha una “impronta” (detta anche “profilo”). In base a tale impronta è possibile risalire alla sua fonte di emissione.

La quinta cosa da sapere (importantissima) è che ogni impianto dell’Ilva che emette diossina ha una sua “impronta”: quella del camino E312 è diversa da quella degli elettrofiltri primari ESP che è leggermente diversa da quella degli elettrofiltri secondari MEEPS, che è completamente diversa da quella della cokeria e pure dell’acciaieria. La principale sorgente di diossina come flusso di massa annuale è il camino E312.

La sesta cosa da sapere è che nei terreni di pascolo della Masseria Fornaro è ricaduta una diossina la cui “impronta” non corrisponde all’impronta della diossina che fuoriesce dal camino E312. Questa cosa la sapevamo già in quanto le polveri sottili non si depositano al suolo tranne che quando piove.
Foto dispersioni polveri da elettrofiltro Ilva

La settima cosa da sapere è che tuttavia è importante verificare se c’è una similitudine fra l’impronta della diossina delle polveri degli elettrofiltri e l’impronta della diossina riscontrata nei deposimetri e nei terreni della Masseria Fornaro.

L’ottava cosa da sapere è che il Corriere del Giorno è in possesso di un filmato del 2009 in cui sono evidenti le dispersioni di polveri dagli elettrofiltri dell’Ilva: quelle polveri dove possono essere andate? A seconda della direzione dei venti, sui pascoli, sulle masserie, sul quartiere Tamburi, e così via. E quanta diossina hanno trasportato?

La nona cosa da sapere è che la diossina presente nella carne e nel latte ha un’impronta inevitabilmente diversa da quella della diossina presente nelle polveri ingerite con l’erba, e questo per via del metabolismo degli animali (e anche dell’uomo) che assorbono prevalentemente i congeneri di diossina meno clorurati (i più tossici). Pretendere di riscontrare nella carne e nel latte degli animali contaminati la stessa impronta della diossina emessa dall’Ilva, senza considerare questo assorbimento “selettivo”, è scientificamente sbagliato.

La decima cosa da sapere è che non siamo stati presi alla sprovvista quando è trapelata l’indiscrezione secondo cui i periti della Procura hanno “scagionato” il camino E312. E questo perché, per le ragioni sopra descritte, le “impronte” importanti da considerare sono: l’impronta del camino, l’impronta degli elettrofiltri, l’impronta delle deposizioni nella masseria Fornaro e l’impronta degli alimenti. Le impronte da comparare riteniamo siano quella degli elettrofiltri e quella delle deposizioni.
Come nelle indagini di Sherlock Holmes occorre cercare con attenzione le impronte giuste da comparare fra loro. Perché il giallo, se si cercano le impronte giuste, non è poi così difficile da risolvere.

Allegati

  • La "notizia": camino Ilva "assolto"


    Fonte: Corriere del Giorno 26/2/2010
    141 Kb - Formato pdf
    Secondo indiscrezioni la maxiperizia ordinata dalla Procura "assolve" il camino E312 dell'Ilva
  • La maxiperizia sulla diossina


    Fonte: Corriere del Giorno 26/2/2010
    104 Kb - Formato pdf
    I periti della Procura non trovano l'"impronta" dell'Ilva?

Articoli correlati

  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)