Taranto Sociale

Ma il governo ha rimosso il limite di 1 ng/m3 il 13 agosto 2010 con il decreto legislativo 155/2010

Taranto: +93% il benzo(a)pirene

I primi dati del 2011 danno una media di 1,93 ng/m3. Non dovrebbero superare 1 ng/m3 come media annua stando alla precedente normativa. Ecco perché occorre rilanciere la campagna per reintrodurre nella normativa il limite di 1 nanogrammo a metro cubo per il benzo(a)pirene, una delle sostante più cancerogene
24 maggio 2011
Altamarea

COMUNICATO STAMPA Ilva


Altamarea ha richiesto e ottenuto dall'Arpa i dati del benzo(a)pirene dei primi tre mesi del 2011.
Oggi l'Arpa li ha comunicati ad Altamarea in forma ufficiale con un fax.

Anche l'Ilva ha potuto conoscerli e si è affrettata a commentarli, presentandoli quasi come un successo.

Ma questi dati, contrariamente a quanto l'Ilva dichiara, non sono per nulla un successo in quanto superano in media del 93% il valore che la precedente normativa aveva posto come limite (obiettivo di qualità) per il benzo(a)pirene.

Se fosse in vigore la precedente normativa sul benzo(a)pirene (che il governo ha cambiato il 13 agosto 2010 eliminando il limite), i dati non dovrebbero infatti superare 1 nanogrammo a metro cubo. Invece tale valore è quest'anno abbondantemente superato:
1,55 ng/m3 a gennaio 2011
2,82 ng/m3 a febbraio 2011
1,43 ng/m3 a marzo 2011
La media è 1,93 ng/m3 mentre la media annua non dovrebbe superare 1 ng/m3 stando alla precedente normativa che il governo ha cambiato.

Come può questo dato essere presentato come un successo?
E' un fallimento!

L'Ilva, con evidente intento propagandistico, raffronta tale dato "cattivo" con quello "pessimo" del 2010 (che era 3 ng/m3). L'Ilva confronta cioè un dato inaccettabile (1,93) con un dato ancora peggiore (3), ma entrambi sono superiori a 1.
L'Ilva inoltre ammette implicitamente di essere responsabile di quel dato, che si riferisce (si badi bene) all'aria del quartiere Tamburi e non ai camini. Quindi l'Ilva riconosce di fatto di avere una parte consistente dell'inquinamento dei Tamburi se si sente in dovere di commentare dati che non si riferiscono direttamente alla proprie emissioni ma alla qualità dell'aria del quartiere Tamburi.

L'Ilva vuole rincuorare l'opinione pubblica ma in realtà c'è ben poco da rincuorarsi con un superamento del 93% del valore che la precedente legge aveva fissato come limite.

Alla fine del 2010 vi è stata un'ampia campagna mediatica per dimostrare che ormai a Taranto non si superava più il vecchio limite di legge: i dati degli ultimi mesi del 2010 erano inferiori a 1 nanogrammo a metro cubo. Tale campagna mediatica voleva convincere l'opinione pubblica che il limite di legge tolto dal governo ormai non sarebbe stato più superato e che pertanto sarebbe stato inutile reintrodurlo, come richiesto dalle associazoni ambientaliste e di tutela della salute.

Ricordiamo che stiamo parlando del benzo(a)pirene, uno dei cancerogeni più potenti in circolazione che, secondo Arpa, nel quartiere Tamburi proviene al 98% dalla cokeria dell'Ilva.

Anche quando l'Ilva ha sforato con la diossina (0,7 ng/m3 anziché 0,4 ng/m3) nell'ultimo controllo dell'Arpa, l'azienta con un comunicato ha cantato vittoria.

Siamo di fronte al tentativo di persusione dell'opinione pubblica che i dati sarebbero tollerabili, anche se si mantengono sopra i limiti di legge.

Siamo sorpresi per come l'Ilva commenti dati cattivi prenentandoli come dati positivi. Evidentemente si punta su quella parte (esigua) dell'opinione superficiale e disattenta, che non legge i dati. Ma chi legge con un minimo di attenzione i dati si accorge che il benzo(a)pirene è arrivato quest'anno a 1,93 nanogrammi a metro cubo quando dovrebbe essere invece inferiore a 1. Se la matematica non è un'opinione siamo a +93%!

Ecco perché rilanceremo la campagna per reintrodurre nella normativa il limite di 1 nanogrammo a metro cubo per il benzo(a)pirene dato che questa minaccia cancerogena persiste ed è alta.

Per Altamarea
Biagio De Marzo (Presidente)
Alessandro Marescotti

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