"Dottor D'Isabella, il suo e gli altri sindacati hanno veramente tutelato i propri iscritti?"
Ho seguito la trasmissione di Studio 100 del pomeriggio del 14 Marzo 2012, con ospite il dr. D'Isabella, il quale ha giustamente ricordato una fase in cui l'ambientalismo chiedeva il rispetto delle regole
perché l'azienda effettuasse tutte le operazioni necessarie all'adeguamento dell'impianto.
Vogliamo veramente misurare l'impegno dei Riva?
Possiamo riconoscere con onestà intellettuale che la proprietà si è impegnata a fare tutto il possibile per adeguare l'impianto alle normative?
Ricordiamo allora che esiste una sentenza di condanna passata in giudicato che imponeva all'azienda di risolvere il problema dei parchi minerari. Non è stato fatto. L'azienda ha sempre frapposto ostacoli
alle richieste delle associazioni. e sulle possibilità di ridurre le emissioni quando fu emanata la legge antidiossina e alle misurazioni in continuo asserendo che erano impossibili da effettuare e svuotando
di contenuti la legge stessa.
In questi anni abbiamo assistito al più classico teatrino della politica. Nel frattempo abbiamo comunque appreso da studi tecnici inglesi che non è possibile risolvere il problema di un'area a caldo
costruita così a ridosso della città. Servirebbero chilometri di distanza che non ci sono.
D'Isabella ha sostenuto che gli ambientalisti non sanno quello che dicono e che loro riescono a collaborare solo con Legambiente. Bene.
Questo è vero. Infatti Legambiente opera sul nostro territorio da molti più anni delle tante associazioni che sono sorte proprio a certificare il fallimento di Legambiente. Se avesse lavorato proficuamente il nostro territorio in ogni caso, ILVA a parte, non sarebbe così martoriato, ferito e pronto ad essere ferito ancora.
D'Isabella ha sostenuto di rappresentare solo i suoi iscritti. Bene. Io, però, mi chiedo: ci sono tra i suoi iscritti operai che lavorano ai coperchi delle cokerie? ai top dei camini? sono state fatte delle
misurazioni per verificare a che esposizioni vengono sottoposti questi lavoratori? sono stati adeguatamente informati? il loro contratto di lavoro è un contratto da metalmeccanici, come quelli che assemblano auto, o prevedono delle indennità di rischio? per quello che fannosono giustamente retribuiti? vengono sottoposti periodicamente a visite mediche? se dai controlli interni risultano essere sani come pesci, da dove spuntano poi tutti questi ammalati che fanno saltare i dati statistici e di cui abbiamo innumerevoli testimonianze? in che maniera il dr. D'Isabella tutela i propri iscritti? è giusto dover morire per esercitare il diritto al lavoro?
Tutte queste domande le pongo per essere illuminato dal dr. D'Isabella perché io sono una di quelle persone che non sapendo, ha sete di sapere.
Noi cittadini comuni però possiamo parlare anche di cose che invece sappiamo benissimo. Possiamo parlare dei nostri lutti, dei nostri dolori, delle preoccupazioni per i nostri figli che facciamo crescere
in un ambiente insalubre, della crisi che attanaglia le nostre attività qui più che in altre parti d'Italia, perché l'economia è ferma, perché comunque molto poco, il minimo sindacale, è stato fatto per creare sviluppo e alternative.
Lo stato e la proprietà attuale si devono fare carico del dramma di questo territorio martoriato. Non per
molto ancora potrà essere sottaciuto tutto. La storia parlerà di questi anni, dei suoi protagonisti, di quello che è stato detto o non detto, fatto o non fatto.
Dottor D'Isabella, il suo e gli altri sindacati hanno veramente tutelato i propri iscritti?
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