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I Frati Minori del Salento hanno scritto al neo Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

17 giugno 2015
Fulvia Gravame (Fr. Francesco Zecca)

Caro Presidente Emiliano, 
il Signore ti dia pace! Siamo i Frati Minori, che vivono in questa meravigliosa e affascinante terra del Salento, diventata meta turistica internazionale per la bellezza, i colori e la passione che trasmette. La terra, il sole, il mare, la musica, la generosità e la cordialità di un popolo semplice e accogliente, tutti ingredienti che ne fanno una terra unica. 
Ti scriviamo per augurarti un buon lavoro come Presidente, di questa complicata e bella Regione, ma soprattutto per sottolineare alcune cose per noi importanti. Scusaci se usiamo un tono confidenziale e non istituzionale, ma le questioni per le quali ti scriviamo, ci stanno così a cuore che richiedono non uno stile freddo, ma il calore di un cuore che sa appassionarsi, indignarsi e muoversi. 
Francesco d’Assisi ha saputo guardare al creato con occhi pieni di stupore e di meraviglia, riconoscendo in esso l’impronta del Creatore, e ha saputo cogliere l’interrelazione che c’è tra l’uomo e l’ambiente, un legame così stretto da lodare il Signore per madre terra, sorella acqua, frate fuoco, frate vento… lui ci ha ricordato che uomo e natura sono profondamente uniti, e quando si cerca di separare l’uomo dalla sua casa (eco-logia), si rompe un rapporto vitale, che inevitabilmente porta alla malattia e alla morte.
Guardiamo con preoccupazione questa terra salentina, perché il legame uomo-ambiente sembra che da un momento all’altro si possa spezzare, e in alcuni casi è già rotto, producendo effetti devastanti. Molte situazioni sembrano giunte al collasso. Siamo convinti che sia necessario fermarsi, per una riflessione e un’azione politica, culturale e spirituale profonda, che rimetta al centro la vita e la custodia del creato, per recuperare il giusto equilibrio tra l’uomo e la sua casa. Questa è un’urgenza! 
Caro Presidente, siamo molto preoccupati per almeno sei situazioni, in cui è evidente la gravità dello squilibrio tra l’uomo e l’ambiente:
1. La gravissima situazione tarantina. Una città e una terra inquinata, ammalata, che paga un prezzo altissimo, a causa di un’industrializzazione che ha mortificato le enormi potenzialità culturali, turistiche, paesaggistiche, occupazionali di altri settori, eppure si continua a puntare sull’ILVA o su Tempa Rossa… ci chiediamo se a qualcuno interessi veramente lo sviluppo di questa città! Qui il legame uomo-ambiente è già rotto, e siamo assaliti dal dubbio che alla fine l’ILVA collasserà per motivi economici, che i lavoratori rimarranno senza lavoro e la terra che è stata inquinata non sarà bonificata.
2. La centrale a carbone di Brindisi: la più grande d’Europa e anche la più inquinante, da sola rilascia 1/3 di CO2 dell’intera economia nazionale. Esiste una prospettiva di conversione di questa centrale? 
3. La malattia dei nostri ulivi: alberi che da secoli caratterizzano il nostro territorio e ora li vediamo improvvisamente minacciati, senza saperne esattamente la causa.
4. Le discariche disseminate nel Salento, che ammalano terra e abitanti, così come il progetto del depuratore Manduria-Sava, che scaricherà la fogna a mare. 
5. Lo scellerato piano di trivellazioni lungo le coste salentine. È grave che si permettano le esplorazioni con air gun per gli idrocarburi. Sono degli scempi, compiuti in nome del profitto.
6. In questi decenni sono aumentati i decessi per tumori, bambini che nascono con malformazioni. Sappiamo che l’inquinamento da diossina e da benzo(a)pirene, può intaccare il DNA che i genitori trasmettono ai figli, questo trasforma l’inquinamento, in un problema etico e bioetico, riguardanti le generazioni future. 
In tutte queste situazioni il profitto sembra il vero potere forte, più forte della vita, del popolo, delle future generazioni, della buona politica!
Caro Presidente Emiliano, ti chiediamo d’impegnarti, in nome del popolo e di questa terra, per fermare con forza questa logica perversa, non si può giocare sul bisogno di lavoro, per non salvaguardare la salute e la vita! Inquinare è un attentato alla vita, inquinare è da criminali! Distruggere l’ambiente porterà a distruggere la salute, il lavoro, la vita, il futuro. 
Come figli di Francesco, ti chiediamo di puntare sulla custodia della bellezza di questa terra, e sul recupero dell’equilibrio tra l’uomo e la sua casa, questo aiuterà ad abbattere i costi sanitari, incentivare il turismo, valorizzare il territorio e creare nuovi posti di lavoro. Abbiamo bisogno di una politica non miope, ma capace di guardare lontano… altrimenti cosa consegneremo alle generazioni future?
Prima di fare delle scelte, sarebbe bello mettersi in ascolto della gente e delle Associazioni, che amano e da anni lottano, per la difesa di questa terra, mettendo da parte le logiche partitiche. Perché non partire da chi lotta sul territorio? Si potrebbe innescare un importante processo di cooperazione, di elaborazione di idee e di progetti alternativi, di democrazia partecipativa, per rilanciare e ridare speranza a questa terra.
Sappiamo che i “poteri forti”, impedirebbero qualsiasi azione che toglierebbe loro profitto, ma il popolo e questa terra dovrebbero essere l’unico potere forte!
Perdonaci se ci siamo permessi di ricordarti, da inesperti, alcuni punti che ci stanno a cuore; vivere in questa terra, tra questo popolo, con queste problematiche, ci ha spinti a non stare in silenzio, c’è bisogno di cambiare seriamente rotta. Vogliamo dire basta alla rassegnazione che rende complici, c’è bisogno di rimettere al centro la vita, il rispetto per il creato, la custodia della bellezza.
Caro Presidente, ti auguriamo di cuore un buon lavoro, all’insegna di una politica lungimirante, capace di osare, per rimettere al centro il legame tra l’uomo e la natura, e per questo noi pregheremo e ci muoveremo.
I Frati Minori del Salento
Fr. Francesco Zecca
Responsabile Commissione GPIC dei Frati Minori del Salento

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