Taranto Sociale

Stabilimento ILVA, incontro del Comitato Cittadino con il Prefetto di Taranto sulla cokeria

L'ONU richiama il governo italiano alle sue responsabilità sullo stabilimento ILVA di Taranto

Il rapporto ONU su inquinamento e violazione dei diritti umani riscontra gravi criticità che sono state esposte al Prefetto di Taranto nell'incontro di ieri. Intanto emerge il paradosso del nuovo piano industriale di Acciaierie d'Italia, annunciato sulle TV nazionali ma introvabile.
16 dicembre 2021
Fonte: Giornale di Taranto

Il logo del Comitato Cittadino a Taranto

“Dov’è il piano industriale di Acciaierie d’Italia, tutti ne parlano ma nessuno l’ha visto, perché non c’è, non esiste, è un esercizio di metafisica…”

Sono le parole con cui l’ambientalista Alessandro Marescotti, di Peacelink, commenta l’ennesimo della serie di paradossi che stanno costellando le vicende di ex Ilva ora Acciaierie d’Italia. 

La questione questa mattina è stata posta all’attenzione del prefetto di Taranto dal Comitato cittadino per la Salute e l’Ambiente. 

“Oggi - ci spiega Marescotti- abbiamo incontrato il prefetto per tre ragioni, la prima per manifestargli tutta la nostra totale contrarietà a un’accelerazione del ritmo della produzione del carbon coke, relativamente alla richiesta fatta dall’azienda al ministero della Transizione ecologica di modificare l’Autorizzazione integrata ambientale. ILVA di notte

È la prima volta che accade una cosa del genere, cioè che si provi apertamente a renderla peggiore, in passato si è tentato di non applicarla ma questa è la prima volta che si chiede una vera e propria marcia indietro. La seconda è relativa al rapporto dell’Onu sull’Italia che a proposito di inquinamento e violazione dei diritti umani dedica un approfondimento a Taranto evidenziando la gravità della situazione. Il rapporto è stato consegnato al prefetto.  La terza riguarda il piano industriale di cui tutti parlano e scrivono ma che di fatto non esiste. Io l’ho cercato, ho chiesto ai sindacati, ai giornalisti, ma non c’è e la cosa ci è stata confermata anche dal prefetto, c’è un discorso, ma un piano messo nero su bianco no…”

L.C.

Note: Dal rapporto preliminare del Relatore Speciale delle Nazioni Unite Marcos A. Orellana

Ilva Taranto

Lo stabilimento Ilva in Puglia è il più grande impianto siderurgico d'Europa. Per 60 anni ha emesso polveri sottili, diossine cancerogene e altre sostanze pericolose che hanno causato un livello di inquinamento intollerabile. I rapporti medici affermano che l'inquinamento ha causato un'incidenza di cancro, malattie respiratorie, così come malattie cardiovascolari e neurologiche nei lavoratori dell'azienda e nei residenti della città di Taranto.
I quartieri di Tamburi e Borgo sono i più vicini all'acciaieria e sono stati particolarmente colpiti. In questi due quartieri, le scuole chiudono nei giorni quando la qualità dell'aria é scarsa. Studi dell'Istituto Superiore di Sanità hanno documentato una riduzione del quoziente intellettivo nei bambini. Altri studi hanno documentato casi di autismo ed il deterioramento dello sviluppo neuronale. Inoltre, i residenti hanno visto crollare il valore economico delle loro proprietà immobiliari a causa dell'inquinamento dovuto all'impianto.

Il resto del rapporto su https://www.peacelink.it/ecologia/a/48904.html

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