Protagonista affascinante e assoluta della storia è una studentessa diciottenne, e donna è la regista algerina Mounia Meddour. Siamo ad Algeri e sta per scoppiare la guerra civile
L’Hirak, un movimento popolare unico nella storia del paese, occupa ogni venerdì le piazze in vari centri dell’Algeria. Chiede la fine del “sistema” che governa.
Foreste e deserti, rondini ed orsi, bogumilli e tagil, racconti e canti, tramonti e piogge e cielo e terra e montagne e valli e colori. Giallo, ocra, azzurro, oltremare, carminio. Rosa, terra bruciata, viola, nero. Il tutto e il nulla. Il vissuto e il fantasticato. La guerra e la pace. Il popolo "buono", la Perfetta e il bisogno di essere ascoltati...
E' ancora disponibile online e racconta le origini della telematica pacifista. Rappresenta un vero e proprio manifesto operativo di mediattivismo per iniziative di pace, ecologia e cooperazione internazionale.
Il parlamento di Helsinki ha abrogato il divieto in vigore dal 1987, ignorando l'opposizione della maggioranza dei cittadini e il vuoto normativo lasciato dalla scadenza del trattato START.
La missione ONU ha chiarito: "La portata, il coordinamento e l'approvazione pubblica dell'operazione da parte dell'alta leadership delle RSF hanno fatto parte di un'operazione pianificata e organizzata che presenta le caratteristiche distintive del genocidio".
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