Il cavalier Riva, patron dell’Ilva, non ha particolarmente gradito il dossier sul mercurio. E ha querelato. Da mesi si è in attesa della scelta del magistrato: archivierà o no la querela?
Una delegazione del Circolo di Taranto, guidata dalla presidente Lunetta Franco, ha incontrato l’Assessore Losappio, per rappresentargli l’urgenza d’intervenire con azioni concrete su “una città dove il carico inquinante e le ricadute sulla salute dei cittadini date dalla pressione dell’industria pesante, sono diventate intollerabili.
16 dicembre 2007
Ecco i diritti ambientali che partiti e associazioni ambientaliste ci hanno nascosto. Uno scandalo italiano
Il 15 giugno 2007 invio a "Mosaico di Pace", il mensile per cui scrivo, un articolo che denuncia come partiti e associazioni ambientaliste non abbiamo promosso alcuna campagna di mobilitazione nazionale per esercitare i nuovi diritti contemplati nell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). A distanza di sei mesi la situazione è la stessa: un desolante deserto.
8 dicembre 2007 - Alessandro Marescotti
Dal documento congressuale 2007 di Legambiente Puglia (10/11/07)
Taranto: una città dove la pressione dell’industria pesante sta diventando intollerabile per il carico inquinante e per le ricadute sulla salute dei cittadini
6 dicembre 2007
Comunicato Stampa: Abbiamo il record delle emissioni di Diossina
ILVA di Taranto al primo posto tra gli impianti industriali Italiani per le emissioni di diossina in aria secondo i dati INES-EPER. Le promesse di Riva al Sindaco Stefano devono diventare impegni concreti e verificabili.
26 novembre 2007 - Legambiente Taranto
Intervento del Circolo Legambiente di Taranto: A quando l’avvio del progetto?
Ad oggi, al di là dei pesanti contrasti emersi tra le forze politiche in merito al nuovo consiglio di amministrazione dell’Amiu, non si conoscono impegni pubblici in merito alla questione, né si sa qualcosa su eventuali attività intraprese o da intraprendere. Il silenzio regna sovrano.
Da un'indagine sul web per cercare "Legambiente" e "Sorgenia" emerge una fitta rete di pagine in cui Legambiente ringrazia Sorgenia e viceversa. A Modugno (Bari) la Digos ha preso i nomi di cittadini che hanno fatto "tappeto umano" per bloccare i Tir con le turbine della centrale.
Rinnovabili al buio Bruxelles respinga il piano italiano sulle emissioni: aumenta l'inquinamento totale, spiana la strada all'uso del carbone e consente i gas serra «fuori quota» di tutti gli impianti «Cip6»
30 dicembre 2006 - Edoardo Zanchini
Mozione approvata dal Direttivo Nazionale di Legambiente dell'11 Giugno 2006
Legambiente rifiuta radicalmente l’idea di un’opposizione generalizzata contro i rigassificatori: i nostri comitati regionali, i nostri circoli e gruppi locali non possono in alcun modo prestare il fianco a iniziative di questo tipo, dannose per l’immagine e gli obiettivi dell’associazione, né tanto meno assecondare forme pericolose di disinformazione che esagerando oltre ogni decenza i rischi potenziali dei nuovi impianti, alimentano allarmismi e catastrofismi del tutto impropri.
Appalto a trattativa privata e top secret, una collina sbancata dalle ruspe del Viminale in un'area protetta e l'intera area blindata. Ecco il nuovo centro per immigrati in costruzione a Lampedusa. Esposto di Legambiente
16 settembre 2006 - Massimo Giannetti
Legambiente e Provincia di Massa Carrara per Sostenibilità e Pace
Mentre la Spagna sceglie di regolarizzare mezzo milione di migranti, la Finlandia risponde con muri, hub di rimpatrio e un contributo in denaro al posto della solidarietà. Due visioni del mondo inconciliabili.
Khamenei non era un leader democratico. Il regime opprime le donne, imprigiona i dissidenti, spara sui manifestanti nelle piazze. Ma l'Occidente che oggi dice di voler liberare il popolo iraniano è lo stesso che nel 1953 gli ha strappato la democrazia di mano con un'operazione della CIA.
Il 4 marzo 2026, alla Camera, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato: «Ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi USA in Italia». Eppure, subito dopo, la maggioranza parlamentare ha votato una risoluzione che concede il via libera. Il silenzio di Mattarella.
Nel marzo 2025 PeaceLink aveva cominciato a ricostruire il tessuto produttivo di ogni regione allo scopo di scoprire l’esistenza di una filiera tecnologica e produttiva dedicata all’innovazione tecnologica militare. Oggi la situazione ha avuto una accelerazione inquietante.
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