Per un approfondimento si legga il libro di Sergio Albesano, "Storia dell'obiezione di coscienza in Italia", ediz.Santi Quaranta, Treviso, 1993.
E' inoltre utile consultare la storia movimento per la pace italiano nel secondo dopoguerra cliccando su http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_1635.html
Nuova azione nonviolenta di Antonello Repetto, pacifista sardo già processato (e assolto) per aver "vilipendio alle forze armate" per via di una "pernacchia" disegnata su un manifesto (1). Ora invita i soldati ad applicare l'articolo 25 del Regolamento militare che consente di non ubbidire ad ordini che costituiscano reato. E scrive anche al Presidente della Repubblica.
Un sergente dell'Esercito americano passera' alla storia come il primo refusnik in Iraq. Camilo Mejia, un ragazzone ventottenne di Miami Beach, ha deciso che la guerra in Iraq e' "una guerra per il petrolio".
La scritta "Merz leck eier", scritta sul cartello sequestrato dalla polizia durante una manifestazione pacifista, fa il giro delle scuole tedesche. Gli studenti si stanno organizzando per un grande sciopero delle scuole che si terrà il prossimo 8 maggio contro l'arruolamento militare.
Nonostante il divieto globale e gli appelli degli ambientalisti, Reykjavik si appresta a riaprire una stagione di uccisioni che sembrava ormai tramontata. Fino a 426 balene potrebbero essere uccise solo nel 2026, mentre la Norvegia ha già iniziato le battute.
La proposta di sospensione dell'accordo UE-Israele era partita da Spagna, Irlanda e Slovenia per i crimini di guerra contro la popolazione palestinese e in Libano. Ma Italia e Germania hanno posto il loro veto.
El mundo no puede permitirse un tercer fracaso consecutivo. Un Tratado de No Proliferación Nuclear (TNP) vacío de significado no solo allanaría el camino a una carrera armamentística descontrolada, sino que también socavaría la credibilidad misma del multilateralismo.
Le monde ne peut se permettre un troisième échec consécutif. Un TNP vidé de son sens ouvrirait non seulement la voie à une course aux armements incontrôlée, mais saperait également la crédibilité même du multilatéralisme et de la diplomatie en tant qu'outils de résolution des conflits.
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