Per un approfondimento si legga il libro di Sergio Albesano, "Storia dell'obiezione di coscienza in Italia", ediz.Santi Quaranta, Treviso, 1993. E' inoltre utile consultare la storia movimento per la pace italiano nel secondo dopoguerra cliccando su http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_1635.html
Nuova azione nonviolenta di Antonello Repetto, pacifista sardo già processato (e assolto) per aver "vilipendio alle forze armate" per via di una "pernacchia" disegnata su un manifesto (1). Ora invita i soldati ad applicare l'articolo 25 del Regolamento militare che consente di non ubbidire ad ordini che costituiscano reato. E scrive anche al Presidente della Repubblica.
Un sergente dell'Esercito americano passera' alla storia come il primo refusnik in Iraq. Camilo Mejia, un ragazzone ventottenne di Miami Beach, ha deciso che la guerra in Iraq e' "una guerra per il petrolio".
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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