Agices -Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale- chiede l'immediato cessate il fuoco e aderisce alla campagna“La pace ha bisogno di te” di Tavola della Pace
Chiamiamo all'appello coloro che si identificano nei valori dell'internazionalismo, dell'antimperialismo e dell'antifascismo affinché aderiscano e partecipino ad una giornata di mobilitazione nazionale indetta per sabato 26 luglio 2014
22 luglio 2014 - Laura Tussi
PeaceLink intervista Egidia Beretta Arrigoni, madre dell’attivista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza nel 2011, da tempo simbolo dell’Attivismo Nonviolento e della Resistenza Civile contro la violazione dei diritti umani in Palestina e nel mondo
Nella Giornata Onu per i diritti del popolo palestinese di quest’anno, “Artist to resist”, tanti artisti, personaggi della cultura e dell’arte palestinese. Contro la guerra. Oltre il fuoco, emerge la bellezza dei talenti.
Un’originale iniziativa tutta al femminile. In bicicletta, donne di vari Paesi e culture, attraversano il Medio Oriente. Per conoscersi e chiedere Pace per la Palestina.
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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