La censura sul romanzo "Come fu temprato l'acciaio"
Ostrovskij: una testimonianza antropologica prima che letteraria
Per comprendere l'opera, bisogna spogliarla dal velo del "realismo socialista" – la corrente letteraria di Stato che ne fece un testo sacro – e guardarla con gli occhi dell'antropologia.
Il protagonista del romanzo, Pavel Korčagin, non è semplicemente un personaggio inventato: è l’alter ego speculare del suo autore Nikolaj Ostrovskij.
Ostrovskij, nato in Ucraina nel 1904, visse sulla propria carne il dramma della guerra civile russa e della ricostruzione post-rivoluzionaria. Consumò la propria giovinezza nel gelo e nella fame per posare binari ferroviari strategici.
Nel 1920, combattendo come volontario nell'Armata Rossa durante la guerra civile, subì una grave ferita alla spina dorsale. Rimase paralizzato a causa della progressione di una grave malattia spinale aggravata dalla ferita riportata al fronte durante la guerra civile russa e dalle complicazioni del tifo contratto nel 1922.
La combinazione delle lesioni fisiche e della malattia portò a una progressiva degenerazione delle articolazioni vertebrali.
Il risultato fu un calvario biologico: a soli 22 anni era completamente paralizzato a letto; a 24 perse totalmente la vista. È qui che l’opera si fa documento antropologico. Cieco e immobile, Ostrovskij non si arrese. Inventò un sistema di stencil di cartone per scrivere al buio senza sovrapporre le righe e dettò i capitoli a chiunque andasse a visitarlo.
Prima ancora di essere un manifesto politico, il romanzo "Come fu temprato l'acciaio" è il diario esistenziale di una generazione che scelse deliberatamente di "consumare" il proprio corpo in nome di un'utopia. La "tempra" dell'acciaio non era una metafora astratta, ma il tentativo di far trionfare la forza della volontà sulle tragedie della vita.
La mannaia della censura sovietica
La forza della testimonianza antropologica di Ostrovskij mise in imbarazzo lo stesso regime sovietico che, pur glorificando il suo romanzo, non ne accettò alcuni passaggi che testimoniavano comprensibili paure e grandi tensioni, ossia la sua dimensione più umana. Il manoscritto originale, nato tra il 1932 e il 1934, conteneva dubbi profondi.
Nelle prime bozze, Pavel – scoprendosi cieco – cadeva in una depressione cupa e stringeva la pistola pensando al suicidio.
Vi erano descritti i feroci dibattiti politici interni al partito e le violenze crude della guerra civile.
La Glavlit, l'organo di censura staliniano, “piallò” i passaggi più realistici e drammatici.
L'Uomo Nuovo non poteva infatti esitare, non poteva piangere, non poteva dubitare del Partito.
Le forbici dei censori trasformarono un diario di sofferenza in un catechismo politico bidimensionale.
Il testo stampato nel 1936 divenne un'arma di propaganda di massa, distribuita ai soldati al fronte e studiata nelle scuole per decenni.
La parabola contemporanea: il ritorno in Russia e il bando in Ucraina
Oggi, a quasi un secolo di distanza, quel libro continua a essere un documento eccezionale ed perfettamente efficace nell’orientare la formazione scolastica.
In Russia, dopo essere stato accantonato negli anni Novanta, il romanzo è stato recentemente reintrodotto nei programmi scolastici ministeriali obbligatori. Lo Stato odierno ha recuperato l'opera per lo stesso motivo di Stalin: promuovere il patriottismo e lo spirito di sacrificio. Viene letta, significativamente, la versione censurata del 1936, poiché un eroe di quel tipo serve alla retorica bellica attuale molto più dell'uomo sofferente delle bozze originali.
Al contrario, in Ucraina – terra natale dell'autore – il libro è andato incontro a una totale cancellazione pubblica. Le leggi di de-comunizzazione e i recenti inasprimenti - per via degli eventi bellici - hanno portato alla rimozione dei monumenti di Ostrovskij e al ritiro del testo da biblioteche e librerie. Per Kiev, quel libro rappresenta la glorificazione dell'Armata Rossa contro i nazionalisti ucraini dell'epoca, configurandosi come un testo di "propaganda" russa.
La censura digitale in Ucraina
La censura analogica del Novecento ha trovato oggi il suo corrispettivo digitale in Ucraina. Il governo di Kiev ha infatti eretto una barriera informatica totale verso lo spazio digitale russo: i server ospitati nella Federazione russa, i siti governativi e i domini .ru (compresi i grandi archivi letterari online come Lib.ru, dove i filologi hanno ricostruito i frammenti tagliati da Stalin) sono bloccati a livello IP e DNS dai provider ucraini per ragioni di sicurezza e contrasto alla propaganda.
Chi oggi, in Ucraina, volesse risalire alla memoria antropologica di Ostrovskij o consultare quelle varianti d'archivio censurate negli anni dello stalinismo, non può farlo per via di una nuova censura: quella digitale del governo di Kiev, speculare a quella di Mosca. E così per combattere la propaganda russa si blocca la connessione Internet con le biblioteche digitali russe. Tutto questo accade dopo aver tolto dalle librerie e dalle biblioteche cartacee ucraine il romanzo di Ostrovskij.
Un libro che fa ancora discutere
Strumentalizzato dalla propaganda a Mosca, oscurato dai server e dalle biblioteche a Kiev, questo romanzo contiene la controversa storia di una generazione che - a costo di enormi sacrifici e terribili delusioni - ha tentato di cambiare la storia. È considerato un testo chiave del realismo socialista, usato per educare intere generazioni alla militanza e al sacrificio personale. Ora, con la guerra in Ucraina, con centinaia di migliaia di morti e mutilati, con l'immenso sacrificio di tanti soldati da motivare e mobilitare, il romanzo ritorna a essere di drammatica attualità.
L'APPROFONDIMENTO
VPN e Tor: la tecnologia contro le censure digitali
Oggi la censura usa i blocchi informatici. Quando gli Stati oscurano i siti web della controparte, l'obiettivo reale è impedire ai propri cittadini di sviluppare un pensiero critico e costringerli a seguire un'unica narrazione di guerra. Per abbattere questi muri invisibili e difendere il diritto all'informazione libera si possono usare due strumenti fondamentali.
• Le VPN (Virtual Private Network): software che creano un "tunnel" protetto verso un server straniero. Se un utente si trova in una zona di guerra, la VPN maschera la sua posizione reale, permettendogli di accedere ai siti bloccati nello Stato in cui vive.
• La rete Tor: un sistema che fa rimbalzare la connessione tra migliaia di computer anonimi nel mondo. È lo strumento più sicuro per far uscire notizie e testimonianze dalle zone di guerra senza essere rintracciati dai governi. Insegnare l'uso di queste tecnologie significa salvare la memoria storica e permettere ai dissidenti e ai pacifisti di far sentire la propria voce.
I domini ucraini (.ua) e la quasi totalità dei loro siti web e servizi di cloud storage sono completamente oscurati in Russia dal sistema di filtraggio di Roskomnadzor. Al contempo, le infrastrutture ucraine rifiutano le richieste provenienti da indirizzi IP russi per motivi di sicurezza informatica.
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