Taranto cinque volte meno inquinata della Valle Padana? Pensavamo di leggere una dichiarazione dell'ufficio pubbliche relazioni dell'Ilva. E invece era una dichiarazione di Nichi Vendola. (1)
20 maggio 2013 - Alessandro Marescotti
Dai barbari costumi dei comunisti ai modi civili e legali dei democratici
I parlamentari M5S scendono dal transatlantico e raggiungono il sit in, smarcano i giornalisti ed invitano i tarantini a un dialogo sulla questione Ilva in una stanza di montecitorio
Il 3 aprile, presso la Facoltà di Giurisprudenza, si è affrontato il tema dei dubbi di costituzionalità della legge che pone nel nulla il sequestro degli impianti Ilva. La sentenza della Consulta chiarirà in che termini tali dubbi siano stati ritenuti infondati e in parte non esaminabili. Intanto il procedimento penale continua
10 aprile 2013 - Lidia Giannotti
Abrogazione del decreto- legge n. 207/2012, detto Salva ILVA ma applicabile ad altri casi
Il Governo Monti, con il D.L. n. 207, ha trasfuso in una legge l'AIA rilasciata all'Ilva di Taranto. Se questa legge non sarà abrogata, basterà un'AIA riesaminata dal Ministro dell'Ambiente per vietare ai giudici di tutta Italia di fare il necessario per salvaguardare la salute (il 9 aprile la Consulta si pronuncerà sulla violazione di ben 17 articoli della Costituzione, evidenziata dal GIP di Taranto).
L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato questa dichiarazione, che condanna un sistema di sfruttamento che si è protratto per quattro secoli e un regime mondiale che ha codificato gli esseri umani e i loro discendenti come proprietà ereditaria, alienabile e perpetua.
La risoluzione riconosce l'impatto della schiavitù transatlantica, durata oltre 400 anni, che ha coinvolto milioni di africani deportati, famiglie distrutte e discriminazione razziale persistente. Tre voti contrari (Argentina, Israele e Stati Uniti) e 52 astensioni, tra cui Regno Unito e membri UE.
Il Parlamento europeo ferma le scansioni di massa di Chat Control in una votazione al cardiopalma. L'assemblea ha oggi bocciato il controllo automatizzato di foto e messaggi privati. Il segreto delle comunicazioni digitali torna in vigore.
L'inchiesta pubblicata dal New York Times rivela i retroscena di una delle scommesse strategiche più azzardate della storia recente del Medio Oriente: l'ipotesi che una guerra avrebbe potuto trasformarsi nel detonatore di una rivoluzione popolare in Iran. Una scommessa persa.
Parla Marlon Ochoa, del Consiglio nazionale elettorale, che denuncia brogli diffusi, ingerenze straniere e una strategia per escluderlo dalle istituzioni. “Vogliono impedirmi di indagare e mettere a tacere chi si oppone”
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