“Spegnetela questa radio, voltatevi pure dall'altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. Voi avete dalla vostra la forza del buonsenso, quella che non aveva Peppino. Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci, lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo. Ma non perché ci fa paura, perché ci dà sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace. Noi siamo la mafia. E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un nuddu miscato cu niente”. (“I cento passi”)
Portare al centro della politica gli ultimi, gli emarginati, gli impoveriti, i lavoratori, chi lotta contro le ingiustizie, le mafie, la disumanità e la barbarie delle guerre. Una “Repubblica democratica” non può mai essere rappresentata da una parata militare
E' una storia in cui gli schiavi hanno conquistato e difeso la loro salvezza con le armi. Hanno creato una loro citta' e per mantenere la loro liberta' hanno siglato un trattato di pace con la Corona spagnola. Una vicenda esemplare.
L'Europa voleva un caccia proprio ma si è ritrovata a dover comprare quello americano. L'Eurofighter infatti non può lanciare le bombe atomiche e il futuro caccia di sesta generazione GCAP non avrà capacità nucleare. E così l'F-35 americano detterà le sue regole di superiorità per il futuro.
Il presidente lituano Nausėda punta il dito sulla Russia e dichiara: "La guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina si sta riversando sul fianco orientale della NATO e dell'UE". Poi l'Ucraina si scusa: "Ci rammarichiamo per l'incidente avvenuto questa mattina nello spazio aereo lituano".
I tarantini hanno parlato, non hanno delegato, e lo hanno fatto perché non vogliono più soffrire. Scoprire che c'erano gli operai, come speravamo, poi, è stato bellissimo. Noi tutti non ci fermeremo
Le politiche per la sicurezza di Nayib Bukele rappresentano un perfetto specchietto per le allodole allo scopo di erodere progressivamente i diritti civili e politici
L’imponente mobilitazione civile per la chiusura dell’area a caldo dell’ILVA dimostra che Taranto è pronta a costruire insieme ai lavoratori un'alternativa reale al modello industriale inquinante che ha sacrificato per troppo tempo il bene comune.
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