Proprio nell’anno in cui la leva obbligatoria viene abolita (pardon: sospesa!), si riaccende il dibattito sul servizio civile, dibattito che sembrava da anni addormentato. Facciamo il riassunto delle puntate precedenti.
Diego Cipriani
Un progetto di legge che "dimentica" la lotta nonviolenta
Le nostre preoccupazioni prendono motivo anche dal quadro più ampio di tutto il Terzo settore; già nel 2002 Giulio Marcon denunciava la esistenza di una lotta per l'egemonia, in vista di obiettivi ben differenti da quelli del movimento per la pace degli ultimi decenni. Occorre invece mantenere e potenziare il progetto di una Difesa Popolare Nonviolenta nel Servizio civile nazionale.
Con lo smantellamento del Servizio Civile, l'adesione ai nuovi principi costitutivi della Nato, l'introduzione del Nuovo Modello di Difesa e l'aumento della spesa militare, l'Italia si prepara alle guerre del terzo millennio.
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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