Gli errori fatti in un altro luogo e in un altro tempo sono diventati l’alibi per non rispettare la legge mentre all’estero e in alcune zone d’Italia come Genova, hanno bonificato. Non sarebbe meglio imparare da chi ci è riuscito?
Il TAR del Lazio accoglie le tesi di ARPA Puglia e respinge il ricorso di ILVA in A.S. e impone di intervenire sull'inquinamento della falda.
Occorre fare la caratterizzazione e le bonifiche delle aree interne degli impianti Ilva.
Spettacolo teatrale a cura della compagnia "Di aria di fuoco di terra di mare" sulla situazione presente e passata della città di Falconara e sulla battaglia dei comitati cittadini per la salute e l'ambiente
Nascono dal basso piattaforme aperte alla partecipazione per condividere informazioni sullo stato di inquinamento dei territori e della salute delle popolazioni.
L'11 febbraio a Roma, Forum dei Movimenti per l'acqua, Coordinamento Naz. Siti Contaminati e Rete dei Comuni SIN diranno la loro sul rispetto del principio "chi inquina paga".
9 febbraio 2014 - Lidia Giannotti
I dati pugliesi del Dossier di Legambiente "Le bonifiche in Italia: chimera o realtà?"
Il primo comunicato del Coordinamento Naz.le di cui fa parte PeaceLink respinge la possibilità di un condono per chi ha inquinato, proposta nel "Destinazione Italia"
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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