Il Quai d'Orsay mi ha organizzato una visita a mio figlio alla prigione di Borj El Amri con la raccomandazione di recarmi all'amministrazione penitenziaria per ottenere un lasciapassare per una visita a mio figlio.
E' da due anni che sei giovani e un professore, gli "internauti di Zarzis", sono stati arrestati dalle autorita' tunisine per "utilizzo di Internet a scopi terroristici".
Il governo tunisino continua a violare i propri impegni previsti nella Carta delle Nazioni Unite, nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nella Convenzione internazionale sui diritti civili e politici.
22 luglio 2005 - “International Freedom of Expression Exchange” (IFEX)
Il Presidente Ben Ali riafferma la propria volonta' di fare del SMSI (Summit Mondiale sulla Societa' dell'Informazione) il punto di partenza di una nuova tappa nelle relazioni internazionali
Muore in Tunisia un blogger che aveva passato 18 mesi d’inferno dietro le sbarre per aver osato criticare il regime. E Tunisi ospiterà il Summit ONU sulla Società dell'Informazione
Il paese che nel 2005 ospiterà il Summit internazionale sulla Società dell'Informazione si distingue ancora una volta: dentro per vent'anni studenti che avevano osato accedere ad Internet
Dopo 18 mesi di carcere e un lungo sciopero della fame, anche grazie alle pressioni internazionali, Zouhair Yahyaoui viene liberato. Ma altri rimangono dietro le sbarre
L'annuale iniziativa multimediale che racchiuderà i clip video via via inviati dagli attivisti. Un incontro finale via Zoom li diffonderà lungo il corso delle 24 ore seguendo il movimento del Sole intorno alla Terra.
Una controversia tra Polonia e Ucraina è nata attorno alla decisione del presidente Zelensky di attribuire il nome di “Eroi dell’UPA” a un reparto delle attuali Forze per Operazioni Speciali.
Nel saggio "Di guerra in guerra. Dal 1940 all'Ucraina invasa" offriva un'analisi articolata invitando a evitare in primo luogo l'escalation verso la terza guerra mondiale.
La versione del presidente rumeno Nicușor Dan (e confermata dalle fonti militari) ridimensiona la tesi dell’attacco intenzionale russo. Nel sorvolare la città ucraina di Reni, a pochi chilometri dal confine, il velivolo sarebbe stato colpito dalla contraerea ucraina precipitando a Galati in Romania.
Il capitano Quinn testimoniò: "Eravamo lì perché avevamo sentito delle cose terribili che i Talebani facevano alla popolazione, di come calpestavano i diritti umani. Ma stavamo mettendo al potere persone che facevano cose persino peggiori di quelle dei Talebani".
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