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Nessuna azione per la protezione dei civili a Sirte e nelle altre città assediate dalle truppe del Cnt

Libia: Ban Ki-moon come Ponzio Pilato di fronte all'assedio di Sirte

Il Segretario generale dell'Onu assiste all'annunciato bagno di sangue e se ne lava le mani
10 settembre 2011 - Alessandro Marescotti

L'Onu aveva approvato la risoluzione n.1973 per proteggere i civili e far cessare i combattimenti. Quella risoluzione doveva far cessare l'assedio di Gheddafi a Misurata.

Ora la situazione si è capovolta. Ad assediare Sirte e altre città libiche sono le truppe anti-Gheddafi (quelle del Cnt). Il tutto sta avvenendo con il sostegno di aerei ed elicotteri della Nato (in violazione della risoluzione Onu che non autorizza un'azione a sostegno delle truppe antigheddafi) e da esperti militari e mercenari occidentali sul campo (anch'essi in violazione della risoluzione Onu, non dichiarati, ma operativi).

E che succede adesso che si annuncia un nuovo bagno di sangue?

Il sentimento di umanità che aveva ispirato (giustamente) l'Onu a chiedere il cessate il fuoco quando Gheddafi attaccava, scompare adesso che le sorti della guerra si sono rovesciate.

Misurata era una città martire perché assediata. Anche Sirte è una città assediata, ma non è definita dai media città martire, bensì "ultimo bastione del potere di Gheddafi", "città del rais". Tanto basta per disinteressarcene e far cessare il senso dell'umanità.

E così non si chiede il cessate il fuoco ma si attende la battaglia finale.

Si legge sull'agenzia AGI (in data oggi): "Le truppe del Cnt hanno lanciato venerdì l'assalto agli ultimi bastioni ancora in mano a Muammar Gheddafi e adesso si combatte per il controllo di Bani Walid e vicino la citta' natale del rais, Sirte. Le battaglie sono iniziate a poche ore dalla scadenza del termine fissato dal governo ad interim libico perche' i bastioni lealisti si arrendessero, evitando un bagno di sangue". Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon

Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu, tace di fronte al bagno di sangue che le truppe del Cnt annunciano se le truppe lealiste non si arrendono. Provate a trovare su Google notizie su Ban Ki-moon, qualche sua reazione all'assedio di Sirte: non ve ne sono.

Una scena da Ponzio Pilato.

Questo segretario generale dell'Onu appare uno spettatore.

Non muove un dito per fermare i massacri, se sono approvati dalla Nato.

Non solo. Nella totale inerzia dell'Onu, l'unica cosa che questo segretario intraprende è quella di spianare la strada ai nuovi vincitori filoNato, quelli che garantiranno contratti petroliferi a prezzi vantaggiosi. Leggete qui: "Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di approvare una missione di appoggio in Libia della durata di tre mesi per sostenere il nuovo governo nella transizione". Questo riporta l'agenzia AGI di ieri.

Alcuni ritengono che occorra abbattere un dittatore come Gheddafi con ogni mezzo.

Il fine giustifica i mezzi?

Allora siamo di fronte al machiavellismo in versione Nato.

Anzi, in versione Onu.

All'Onu che oggi consente azioni fuorilegge dovremo opporre l'Onu della legalità internazionale e della tutela di quei civili. Quell'Onu nata dal sacrificio di tante persone dopo la seconda guerra mondiale per porre termine alla guerre. Quell'Onu che oggi è assente in Libia. Perché le nazioni che dovrebbero far rispettare la risoluzione Onu (che dovrebbe imporre oggi al Cnt di far cessare l'assedio) sono le stesse che sperano di ottenere dal Cnt libico la tutela dei propri interessi petroliferi.

Questa è la ragione inconfessabile per cui oggi l'Onu tradisce il proprio compito. Ma ancora più grave è il silenzio del segretario generale dell'Onu, quel Ban Ki-moon che avrebbe dovuto impegnarsi con tutte le sue forze a "salvare le future generazioni dal flagello della guerra", come recita la carta fondativa dell'Onu.

Spiace dirlo, ma Ban Ki-moon - che finge di non vedere gli orrori di questa guerra quando vincono le truppe filoNato - si colloca fra gli ignavi del nostro tempo. Dante disprezzava gli ignavi perché non prendevano posizione, non si schieravano né con il bene né con il male. Gli ignavi sono gli indifferenti di una storia che ignora i diritti dei vinti. Gli ignavi salgono sul carro del vincitore. Gli ignavi moderni guardano le bombe della Nato cadere ma non si indignano. Gli ignavi di tutti i tempi rivivono oggi in questo spettacolo di afasia della morale, di indifferenza rispetto all'assedio di Sirte. Gli ignavi oggi sono ai piedi dei nuovi vincitori.

Che spettacolo sconfortante vedere il senso morale agire a intermittenza.

Che pena assistere ad accuse di violazioni dei diritti umani contro Gheddafi quando fino a poco tempo fa il dittatore era utile agli Stati Uniti che gli consegnavano i sospetti terroristi da torturare.

Siamo di fronte alla TV come i romani di fronte al Colosseo con i gladiatori. Abbiamo scelto il nostro gladiatore prediletto e gli consentiamo di uccidere.

Quando vedremo i giovani lanciare le pietre dal cavalcavia, non lamentiamoci per l'assenza di regole morali. Noi stiamo facendo di peggio del cavalcavia. Noi li stiamo educando a fare il tifo per i vincitori, anestetizzandoli e immergendoli in un utile brodo di anomia morale.

Alla marcia Perugia Assisi dovremo portare un'altra idea dell'Onu, per evitare che il discredito di questi giorni non travolga per sempre l'idea di una istituzione internazionale che era nata per far cessare la guerra mentre oggi assiste inerme alla strage annunciata.

Che pena constatare la complicità e l'inerzia di un Segretario generale dell'Onu che non osa neppure pronunciare le parole per cui lo paghiamo: "Cessate il fuoco".

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