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Il Corriere della Sera parla di 2 milioni e mezzo di euro di perdite al giorno

"L'Ilva ha i mesi contati"

Camusso e Landini parlano di ILVA a Taranto. La vacuità e l’incapacità delle risposte e dell’azione politica sulla questione ILVA sono al loro massimo. Mentre il Presidente della Commissione Attività Produttive del Senato, Mucchetti, ha detto che l'ILVA ha solo debiti.
2 aprile 2016 - Antonia Battaglia e Alessandro Marescotti

 

La confusione in merito alla questione ILVA regna sovrana.
Al Convegno CGIL/FIOM svoltosi a Taranto non é accaduto nulla.
Il segreratario generale della FIOM Landini ha detto che ci vogliono “compagini serie”. “Il tempo è scaduto e abbiamo bisogno di trasparenza sulle scelte da compiere e finora non c’è stato nessun tavolo di confronto”. La stessa frase, da anni. L’attesa eterna di soluzioni e scelte in arrivo da non si sa dove. Proposte, poche. ilva di taranto
Il segretario generale della CGIL Camusso ha detto che “a Taranto bisogna affrontare contemporaneamente più temi: quello del sistema sanitario, della ricerca, e del migliore utilizzo dei fondi europei e scegliere la migliore risposta possibile per l’ILVA, significa decidere del futuro del Mezzogiorno e di tutto il Paese.” Una considerazione talmente generica da creare grandi interrogativi in chi legge.
A tutta velocità da un nulla ad un altro nulla.
Il Presidente della Commissione Attività Produttive del Senato, Mucchetti, ha detto che “L'Ilva ha i mesi contati. Le risorse a disposizione sono, in realtà, debiti ed è stato un errore gettare alle ortiche il piano dell'ex commissario Enrico Bondi: riconvertire il ciclo integrale, producendo meno acciaio ma con tecnologie più pulite (preridotto, gas metano). Quel piano andrebbe rispolverato, è una possibile soluzione, approfittando della gestione pubblica”.  Una soluzione molto fantasiosa, che fino ad ora ha trovato poca credibilità scientifica.
A quando una discussione seria sulle possibili innovazioni tecnologiche pur esistenti per ridurre l'impatto ambientale?
Possibile che Landini o la Camusso non abbiano richiesto il dimezzamento delle emissioni di diossina con l'applicazione dei filtri a manica, cosa che era prevista dall'AIA per l'8 marzo 2016 e che ILVA ritiene di poter rinviare al 30 giugno 2016 con l'ultimo decreto salva-Ilva?
La classe lavoratrice guadagna consenso e si candida a guidare il cambiamento se liberando se stessa libera l'intera società. Ma così avviene l'esatto contrario.
E intanto, dove è il governo? Ha una visione per l’ILVA e per Taranto o si continuerà a brancolare in un buio medievale fatto di segreti, parole non dette, verità indicibili e soluzioni fumose?
La vacuità e l’incapacità delle risposte e dell’azione politica sulla questione ILVA sono al loro massimo. Come lo ha dimostrato il convegno.
Ma vi è qualcosa che desta preocupazione nella posizione della CGIL: l'invito al governo perché vengano usati i soldi dei risparmiatori per tamponare i debiti dell'ILVA.

 

"Il ruolo pubblico, e quindi quello di Cassa depositi e prestiti, è decisivo. Per questo riteniamo ci debba essere una piena assunzione di responsabilità da parte del Governo".
Questo è stato detto al convegno della CGIL a Taranto.

Ricordiamo alla CGIL che nella Cassa depositi e prestiti (CDP) ci sono i risparmi postali degli italiani. E che lo Statuto non consente di impiegare quel denato in attività che non producano utili ai risparmiatori.

"Per legge e per statuto, CDP può investire soltanto in società in condizione di stabile equilibrio economico, finanziario e patrimoniale, con adeguate prospettive di crescita e redditività. Il salvataggio di aziende in crisi, che fu all’origine della creazione dell’IRI e della GEPI, non rientra dunque nel perimetro delle attività di CDP". Questo è stato detto dall'ex presidente di CDP Bassanini.

Attualmente l'ILVA produce 2 milioni e mezzo di perdite al giorno, lo scrive il Corriere della Sera,  e ricorrere alla Cassa depositi e prestiti per tamponare le perdite è un'operazione eticamente, oltre che legalmente, inaccettabile.

Se l'ILVA perde 2 milioni e mezzo di euro al giorno, dividendo per 15 mila lavoratori il risultato è 166 euro per ogni operaio al giorno. In altri termini noi paghiamo (con aiuti di Stato) 166 euro a operaio ogni giorno per mantenerlo a produrre e a inquinare. Pura follia. Se proprio vogliamo spendere 2 milioni e mezzo di euro al giorno, potremmo dare ad ogni operaio 166 euro come paga giornaliera per lavori di utilità sociale? Forse con quella cifra potremmo dare lavoro ad un lavoratore dell'Ilva e a un disoccupato assieme.

Che ne pensa la CGIL?


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