Presidio no F-35 alle 17 del primo agosto, davanti all'ingresso della fabbrica di morte, protetta all'interno dell'aeroporto militare di Cameri.
Il Movimento No F-35 del Novarese ha deciso di indire un presidio davanti all'ingresso dello stabilimento di Cameri dove si assemblano i caccia di nuova generazione targati Lockheed Martin. Tale presidio si svolgerà a partire dalle ore 17 di venerdì 1 agosto. Tale data è stata scelta poiché si dovrebbe verificare, in quello stesso giorno o in date vicine, la votazione di una mozione, presentata da Marcon ed altri, che chiede in sostanza l'uscita dell'Italia dal progetto di costruzione di tali cacciabombardieri.
Lo diciamo da diversi anni: i cacciabombardieri F-35 sono da rigettare, sia per quanto concerne la loro produzione in Italia, sia per quanto concerne l'acquisto da parte delle forze armate italiane.
Gli F-35 costituiscono un esempio notevole di spreco del denaro pubblico (mentre si tagliano le spese sociali ed assistenziali) e di aggressività nei confronti degli altri paesi. Lo stabilimento costruito a Cameri, dentro il recinto dell'aeroporto, a spese dei contribuenti italiani, e regalato ad Alenia Aermacchi e a Lockheed Martin, è una delle opere pubbliche più inutili e dannose degli ultimi decenni.
Noi viviamo in un territorio in cui sono presenti diverse fabbriche di armi, che vengono vendute in giro per il mondo e che sono impiegate in guerre criminali e distruttive. Da ultimo ricordiamo la vendita, sempre da parte di Alenia Aermacchi, di trenta M346 ad Israele: si tratta di addestratori per piloti da guerra, addestratori che possono all'occorrenza operare anche in battaglia (Israele ne acquista infatti anche la versione armata). Su Gaza piovono le bombe dagli F-16; in futuro magari anche dagli M346 e dagli F-35 che pure Israele ha deciso di acquistare dagli USA.
E le armi italiane girano per il mondo, alimentando guerre dappertutto.
Speriamo che tutti si siano accorti del preoccupante aggravarsi dei conflitti internazionali ed interni in vari luoghi del mondo: dalle guerre permanenti africane, al Medioriente siriano ed iracheno, fino all'Ucraina (in piena Europa).
E poi la militarizzazione della società e l'aumento del controllo dei conflitti, con mezzi tecnologici sempre più sofisticati e con la riduzione dei diritti di libertà conquistati in almeno due secoli di lotte popolari.
La nostra campagna territoriale, che si affianca da anni a quella nazionale, contro gli F-35 ha assunto questo velivolo maledetto come simbolo molto concreto delle guerre, dello sfruttamento dei popoli più deboli, dello spreco criminale di risorse.
Chiediamo ancora a tutti i parlamentari della nostra provincia di pronunciarsi con chiarezza contro il progetto F-35 e di votare a sostegno di tutte le mozioni e di tutti gli altri documenti che possono bloccarne la realizzazione. Alcuni parlamentari novaresi si sono già ben comportati in passato, altri invece continuano a sostenere il progetto o a tenere un atteggiamento ambiguo.
Noi, da parte nostra, saremo davanti al recinto dell'aeroporto che custodisce il prezioso stabilimento. Chiediamo quindi a tutti gli antimilitaristi e a tutti i pacifisti di raggiungerci, in modo da rendere evidente l'opposizione popolare contro le imprese di morte. Mentre ci troveremo in questo luogo maledetto, il nostro pensiero sarà rivolto agli amici siciliani che stanno preparando una grande manifestazione, che si terrà il 9 agosto, a Niscemi, contro il MUOS, il sistema di comunicazioni di guerra ivi installato dalla marina militare statunitense.
Sempre contro le fabbriche di armi, contro tutte le guerre, contro la militarizzazione della società: da Novara alla Valle di Susa, dal Trentino a Niscemi, dalla Vicenza del Dal Molin alla Sardegna intossicata dalle esercitazioni militari.
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