Intelligenza artificiale e pace

La chat di PeaceLink AI è ora aperta a tutti

Un assistente basato sull'intelligenza artificiale e specializzato in pace, disarmo e ambiente
Francesco Iannuzzelli20 settembre 2026

PeaceLink AI PeaceLink apre al pubblico uno strumento nuovo, frutto di un lungo lavoro ingegneristico, di pensiero ed editoriale, che propone un esperimento pratico per affrontare in maniera diretta il tema attualissimo del rapporto con l'intelligenza artificiale.

Vogliamo infatti provare a piegare alle nostre volontà la generazione di contenuti dei grandi modelli linguistici (LLM), controbilanciando l'addestramento a cui sono stati sottoposti e il relativo bias con un corpus di contenuti e di servizi dati curati da noi e fortemente orientati a un punto di vista pacifista.

In altri termini, vogliamo provare a mettere le redini a questa paventata e problematica risorsa, indirizzandola su percorsi selezionati da noi, per sfruttarne le straordinarie capacità di analisi, ragionamento e sintesi, e al tempo stesso individuarne gli aspetti problematici.

Vogliamo anche sperimentare quanto tutto questo sia possibile con gli attuali fornitori di modelli linguistici, in attesa di poter essere completamente indipendenti.

E vogliamo infine coinvolgere chi ci segue proponendo una relazione con le nostre tematiche che sia più interattiva, dettagliata e, speriamo, stimolante, senza perdere in qualità e accuratezza.

Di cosa si tratta

Un assistente che appare a chi vi accede come una normalissima chat (un'interfaccia a cui siamo sempre più abituati), raggiungibile a questo indirizzo:

peacelink.it/chat

L'accesso è regolamentato, perché dobbiamo da un lato premunirci contro abusi, dall'altro contenerne i costi. Quindi occorre registrarsi, verificare il proprio indirizzo email, e accettare i termini di servizio, che non sono pagine di testo illeggibile, ma semplicemente 4 punti:

  • L'impegno a utilizzare questo strumento solo per scopi attinenti alle finalità dell'associazione, per esempio cultura, solidarietà, diritti umani, educazione alla pace, nonviolenza, disarmo, difesa dell'ambiente

  • L'attenzione a non inserire dati riservati o personali all'interno della chat

  • L'accettazione del fatto che l'attività svolta all'interno della chat può essere monitorata per verificare il rispetto di questi termini

  • Il consenso al trattamento dei dati personali secondo quanto previsto dalla nostra informativa sulla privacy

Breve storia

Sin dai suoi albori PeaceLink ha affrontato la sfida di usare le reti digitali per collegare e amplificare le voci del movimento pacifista e ambientalista, in un ecosistema informativo che invece tende a marginalizzarle. Cominciammo con le BBS, poi venne Internet e il web. Trentacinque anni dopo, con l'intelligenza artificiale generativa, ci siamo trovati davanti a una sfida simile, e abbiamo da subito cominciato a sperimentare con l'AI, intuendone le potenzialità e al tempo stesso identificandone le molteplici criticità.

Il nostro percorso è iniziato con una fase di formazione rivolta a volontari, operatori di pace, giornalisti e educatori. Gli strumenti utilizzati sono stati dapprima ChatGPT, e in seguito Google NotebookLM.

Mentre approfondivamo le tecniche di prompt engineering per ottenere testi coerenti con una prospettiva pacifista, o affinavamo i contenuti da dare in pasto ai modelli, abbiamo riscontrato numerosi limiti di trasparenza e accuratezza, ma soprattutto un notevole disagio nel mettere tutti i nostri dati e documenti in mano al BigTech. Avendo già avviato la migrazione di tutta la nostra infrastruttura dal cloud statunitense a quello europeo (progetto che abbiamo di recente completato), abbiamo provato anche una soluzione FOSS molto interessante e alternativa (Open Notebook), che si è rivelata utile ma anch'essa a modo suo limitata. Il problema era che avevamo cominciato a prenderci gusto e volevamo andare oltre, integrando non solo tutto il nostro archivio documentale, ma anche (mediante MCP) i nostri servizi dati (PeaceData) e altri servizi esterni come Wikipedia e Wikidata. Per far funzionare tutto questo, mantenendo al tempo stesso la supervisione umana, ci serviva un software dedicato. Abbiamo deciso di “sporcarci” le mani, costruendo un assistente agentico dedicato alla redazione che permettesse di controllare tutto il processo di ricerca e di interazione con l'intelligenza artificiale, dalla classificazione alla selezione delle risorse documentali e delle basi dati da utilizzare. Il software è stato rilasciato pubblicamente e ci ha accompagnato in varie inchieste sviluppate negli ultimi tempi, e in particolare nella pubblicazione del bollettino pacifista Albert.

Motivazione

Il movimento pacifista, a livello globale, fatica a costruire una narrazione unitaria di ciò che fa: produce un'enorme quantità di analisi, campagne, approfondimenti, ma frammentati, dispersi tra mille canali e centinaia di lingue. I grandi sistemi di intelligenza artificiale, nel frattempo, stanno diventando un'interfaccia sempre più centrale con cui le persone si informano. Ogni giorno centinaia di richieste automatiche arrivano al sito di PeaceLink da sistemi come ChatGPT, che leggono e citano i nostri contenuti per rispondere agli utenti, ma noi restiamo tagliati fuori da questa conversazione.

Costruire un nostro assistente, con fonti curate da noi e un punto di vista dichiarato, è un modo per presidiare questa nuova frontiera invece di subirla: la stessa scelta che facemmo negli anni Novanta con la telematica, e negli anni Duemila con il web. Aprirlo agli utenti del sito è il passo naturale successivo: uno strumento che aiuta chi si interessa di pace, disarmo e ambiente a orientarsi in un ecosistema informativo che, troppo spesso, rende questa prospettiva invisibile.

Apertura al pubblico

Oggi apriamo questo strumento al pubblico. In versione semplificata, nel senso che offriamo un'interfaccia di conversazione che non richiede competenze particolari rispetto ai dati e ai documenti che lo alimentano. Si scrive una domanda, si riceve una risposta in linguaggio naturale, con le fonti citate. Non ci sono pannelli di configurazione o profili di ricerca da impostare: questa complessità resta dietro le quinte, riservata a chi cura lo strumento.

Cosa si può fare:

  • Fare domande su pace, disarmo, nonviolenza, ambiente e i temi di cui PeaceLink si occupa da sempre, ricevendo risposte basate sull'archivio storico dell'associazione (decine di migliaia di articoli) e, quando pertinente, su notizie internazionali recenti

  • Vedere le fonti: le risposte indicano le fonti utilizzate

  • Chiedere mappe concettuali e grafi: per argomenti complessi, l'assistente può generare diagrammi che visualizzano le connessioni tra attori, eventi e dinamiche

  • Gestire le proprie conversazioni: ogni chat è una sessione automaticamente salvata, che si può riprendere in futuro

  • Interrogare le basi dati sottostanti, traendone riassunti e grafici

  • Condividere una conversazione con altri utenti registrati, in sola lettura, tramite un link

Come scrivevamo sopra, l'accesso richiede la registrazione al sito e l'accettazione dei termini d'uso: un passaggio che serve a garantire un uso consapevole dello strumento, non a creare una barriera.

Per cominciare, si può provare con delle domande di esempio, organizzate per argomento.

L'uso è gratuito entro un limite giornaliero di token (ovvero, , in modo approssimativo, di parole generate dalla conversazione); chi sostiene PeaceLink con una donazione ha a disposizione un limite più alto. Non abbiamo previsto piani a pagamento, né vogliamo costruire un prodotto commerciale. Vogliamo solo controllarne i costi, dato che ogni domanda ha un costo computazionale reale, e l'intelligenza artificiale va usata con parsimonia.

Caratteristiche

Abbiamo già accennato a come siamo arrivati a costruire questo strumento. Un percorso complesso, di cui intuiamo le opportunità e le criticità, e per il quale abbiamo sentito il bisogno di definire delle linee guida.

Cercando di evitare tecnicismi, cerchiamo di spiegare cosa distingue questo assistente da un prodotto commerciale generico.

Nei prodotti commerciali generici le risposte nascono dalla "memoria" del modello combinata con fonti incontrollabili, gestite da algoritmi chiusi, e da una specializzazione che resta in mano al fornitore.

Il nostro assistente invece si appoggia esclusivamente a tre categorie di risorse:

  1. l'archivio documentale di PeaceLink, integrato con la tecnica nota come RAG (Retrieval-Augmented Generation) e arricchito dinamicamente man mano che pubblichiamo contenuti nuovi

  2. l'interrogazione in tempo reale di fonti esterne selezionate, per esempio del Guardian o di Wikipedia

  3. le basi di dati aperti curate dalla redazione (PeaceData)

Il nostro assistente è collaborativo, configurato e mantenuto dalla redazione, senza privilegiare spazi individuali. Il grafo agentico e i relativi prompt sono curati in modo da istruire strettamente il modello linguistico e permettergli di recuperare informazioni dalle risorse che riteniamo più adatte. Ci interfacciamo con l'LLM mediante le sue API e un nostro livello di astrazione interno, garantendoci una maggiore indipendenza. Questa integrazione non è infatti vincolata a un unico fornitore commerciale: l'architettura è pensata per poter cambiare agilmente tra i grandi fornitori o verso modelli open source e/o locali quando necessario.

Abbiamo sperimentato con numerosi modelli, e al momento abbiamo deciso di appoggiarci al francese Mistral, più che altro per distanziarci dai fornitori statunitensi. Sebbene Claude abbia dimostrato una qualità migliore nei nostri test, non vogliamo associare questa nostra iniziativa a un'azienda pesantemente coinvolta nel supporto all'industria bellica e alle operazioni militari.

Il punto di vista dell'assistente non è e non vuole essere neutrale. È dichiaratamente e apertamente pacifista, o almeno ci prova, privilegiando fonti e prospettive che i grandi modelli commerciali, addestrati su corpus dominati da narrazioni occidentali mainstream, tendono a ignorare.

Limiti e contromisure

Come ricordiamo in calce a ogni messaggio della chat:

"Strumento sperimentale — non fare affidamento acritico sull'output dell'AI."

Alcuni limiti in dettaglio:

  • Le allucinazioni sono un rischio reale, in particolare su temi di nicchia come i nostri, dove la disponibilità di fonti è limitata. Ogni informazione importante va verificata con le fonti citate, e se le fonti non vengono citate occorre insistere, chiedendole esplicitamente

  • Il modello ha una data di cutoff e può non conoscere gli eventi più recenti; per questo si appoggia a fonti esterne interrogate in tempo reale, ma questo non sempre funziona bene

  • I modelli non capiscono necessariamente i numeri e sono particolarmente maldestri quando devono svolgere analisi complesse; cerchiamo di delegare queste analisi numeriche a servizi dati integrati via MCP, ma restano zone di possibile inaccuratezza nelle risposte o nella loro rappresentazione

  • A causa dei limiti tecnici (ed economici) della nostra infrastruttura, dobbiamo limitare i documenti che vengono recuperati dalla ricerca semantica nel nostro archivio, e quindi non sempre emergono i documenti più attinenti

  • Sempre a causa delle nostre limitate risorse, le risposte potrebbero tardare ad arrivare

La contromisura più efficace a questi limiti è innanzitutto avere pazienza, e in secondo luogo essere consapevoli che la supervisione di qualsiasi contenuto prodotto dall'AI deve restare umana. Questo strumento vuole essere un esperimento che istruisce sulle sfide nell'uso dell'AI, senza voler sostituire nessuno.

Come darci una mano

Se condividete anche voi questa sfida, o la curiosità che ha animato il nostro progetto, potete aiutarci in tanti modi.

Il primo consiste nell'usare questo strumento con attenzione e farci sapere che ne pensate. Non mancheranno i difetti e i problemi, che ci impegniamo a risolvere prima possibile.

Se volete collaborare alla redazione di PeaceLink nella produzione di inchieste e contenuti, in parte basati sull'uso dell'intelligenza artificiale, scriveteci: potrete così vedere come funziona la “cabina di regia” di questo strumento, e scoprire anche le numerose risorse che fanno parte del nostro universo.

Così pure scriveteci se avete competenze nelle tecnologie che utilizziamo, dove abbiamo sempre bisogno di una mano.

L'infrastruttura che ospita questo strumento, il sito e tutte le altre nostre iniziative, ha un costo energetico e computazionale reale, che cerchiamo di tenere sotto controllo con un uso parsimonioso e con limiti giornalieri, ma che è coperto esclusivamente dalle libere donazioni dei sostenitori. Se apprezzate questa iniziativa, sostenetela anche finanziariamente.

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