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No ai brevetti software!

MySQL, RedHat lanciano una nuova campagna contro i brevetti sul software

Per infondere più consapevolezza riguardo i brevetti del software in corso nell'UE - MySQL, ISP 1&1, RedHat e altri partner hanno avviato il nuovo portale http://www.nosoftwarepatents.com/
Il sito è disponibile in 10 lingue comunitarie differenti e spiega perché i brevetti software sono lesivi e come potrebbero interessarci.
Giacomo Alessandroni28 dicembre 2004 - Giacomo Alessandroni

Sotto la pressione del sistema dei brevetti e dei potenti lobbisti dell'industria, l'UE sta per commettere un grave errore: consentire il passaggio di una legge che renda legale i brevetti software.

Se questo dovesse accadere, il prezzo da pagare sarà altissimo. L'industria europea del software cadrà in mano a estorsori senza scrupoli. Un cartello di grosse compagnie distruggerà i competitori più piccoli. Di conseguenza, pagheremo tutti più soldi per software meno sicuro e di minor qualità. Voi personalmente, i vostri affari, la vostra azienda, il vostro governo, voi tutti.

Ce ne accorgeremo quando arriverà il conto. Quando qualcuno penetrerà nel nostro computer, quando le nostre e-mail verranno lette, e quando verranno rubati i dati di accesso al nostro conto in banca. Quando il nostro computer si bloccherà regolarmente. Quando lo spam non si fermerà. Quando i prezzi saliranno e le ditte chiuderanno. Quando dipendenti perderanno il proprio lavoro.

Tutto questo, purtroppo, non è puro allarmismo. Analizziamo quanto detto parola per parola.



No all'uso dei brevetti nel software "Ve ne accorgerete quando arriverà il conto". I brevetti software garantirebbero alle grosse compagnie un vantaggio strategico sulle piccole e medie imprese e potenzialmente un'arma distruttiva contro l'open source. Meno competizione sul mercato porta a prezzi più elevati, ed è per questo che arriverà il conto a causa dei brevetti software: dovremmo pagare di più per il software e per tutti quei prodotti che contengono del software, come per esempio i telefoni cellulari. Chiaramente questa frase era intesa anche in senso figurato, nel senso che ci sono tutta una serie di altri effetti negativi causati dai brevetti software e di cui dovremmo pagare le conseguenze.

"Quando qualcuno penetrerà nel nostro computer, quando le nostre e-mail verranno lette, e quando verranno rubati i dati di accesso al nostro conto in banca." I brevetti software permetterebbero ad alcune grosse compagnie di monopolizzare determinati segmenti del mercato del software. Queste non dovrebbero più competere con prodotti open source o con PMI in fatto di sicurezza, stabilità e prestazioni.

É un errore dare la priorità ai concetti astratti del software rispetto alla loro implementazione. Un buon software necessita un disegno di qualità superiore ed un'implementazione di elevata qualità. La migliore idea ha poco valore senza un'implementazione completa della stessa. Nessuno di noi vorrebbe vivere in una casa con un disegno architettonico rivoluzionario ma dove la porta d'ingresso non si chiudesse in modo sicuro, l'acqua penetrasse dal pavimento e l'energia elettrica saltasse in continuazione.

I brevetti software generalmente non coprono le grandi idee in ogni caso, ma assumiamo per un attimo che sia così. Anche in questo caso non sarebbe desiderabile la monopolizzazione di queste idee perché significherebbe che il primo a brevettare un'idea potrebbe annullare la competizione. Il proprietario di un brevetto potrebbe implementare l'idea in modo incompleto e assolutamente non ottimale e continuare ad essere l'unico ad offrire un'implementazione di quell'idea in assoluto. Quell'implementazione esclusiva potrebbe essere lenta, instabile e insicura ma continuerebbe a mancare un'alternativa per i 20 anni a seguire a meno che il possessore del brevetto non decidesse di permetterlo esplicitamente.

"La protezione combinata del software tramite la legge sul diritto d'autore e la legge sui brevetti, unita al metodo di sviluppo della maggior parte delle ditte e ad inefficaci normative relative alla perseguibilità delle stesse, favorisce lo sviluppo e la distribuzione massiva di software insicuro."
Robert A. Gehring, Università Tecnica di Berlino

La tesi secondo cui il software open-source sia implicitamente più sicuro e più stabile è un tema piuttosto controverso. Tuttavia è un dato di fatto che considerazioni relative sicurezza e stabilità sono i motivi che stanno alla base della scelta di impiegare software open-source in determinate applicazioni. Questo genera nei confronti di aziende come Microsoft e altri produttori di software una spinta competitiva molto forte. Se si desidera che gli annunci mensili dell'ultima vulnerabilità scoperta in Windows, Internet Explorer e Outlook abbiano termine bisogna che si garantisca un mercato ad elevata competitività.

I brevetti software, inoltre, rendono pericolosa la pubblicazione di codice sorgente. Indipendentemente dal fatto che il codice sia reso disponibile con una licenza di software libero come la GNU/GPL o una qualunque altra licenza, la possibilità di ispezionare il codice contribuisce sicuramente alla sicurezza dell'IT. In questo modo, chiunque sia dotato delle conoscenze necessarie e mostrasse interesse alla cosa potrebbe individuare problemi di sicurezza presenti all'interno di un programma. In questo modo, tuttavia, per color che traggono profitto dai brevetti e per dei concorrenti maliziosi sarebbe molto più facile identificare e provare delle violazioni di brevetto. Se il brevetto si riferisce a qualcosa di particolarmente visibile, come una barra di avanzamento o un carrello virtuale per commercio elettronico, le violazioni potrebbe essere facilmente individuata anche dall'esterno. Per quanto riguarda invece i brevetti relativi a meccanismi interni (come, ad esempio, la gestione della memoria), è molto più difficile, se non praticamente impossibile, individuare una violazione se non si ha accesso al codice sorgente.

"Quando il vostro computer si bloccherà regolarmente." La stabilità del software viene condizionata negativamente dai brevetti software per lo stesso motivo per cui questi favoriscono lo sviluppo di software insicuro.

"Quando lo spam non si fermerà." Ci sono già parecchi brevetti che riguardano tecniche anti-spam. Non c'è alcuna garanzia sul fatto che il software open source possa mai implementare una qualunque di queste idee brevettate. Poiché sul software open-source si basa un'importante fetta dell'infrastruttura di Internet, i brevetti sono un potenziale ostacolo all'impiego diffuso di certe tecniche anti-spam.

Se i concetti base e gli standard su cui l'internet si basa fossero stati a suo tempo brevettati, il suo successo non sarebbe andato affatto vicino a quello attuale. Su questo c'è ampio consenso, e ciò è stato recentemente enfatizzato da Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web. Per lungo tempo, è stata una regola che gli standard ufficiali di Internet non dovessero contenere tecnologie brevettate.

Al giorno d'oggi, alcune grandi società cercano di universalizzare concetti brevettati. In un certo senso, vogliono recuperare un'opportunità che hanno perso l'ultima volta. Per esempio, c'è un'accesa polemica circa brevetti in mano a Microsoft sulle tecniche anti-spam basate sull'identità del mittente e sui termini in cui Microsoft può dare licenza di tali brevetti. Una proposta iniziale di Microsoft era parsa a molti come diretta contro il software open-source. Ancora, Microsoft e SAP abbandonarono il CEFACT (Centro per la facilitazione degli scambi e il commercio elettronico) delle Nazioni Unite perché altri membri del consorzio si manifestarono contrari alla loro proposta di convertire in standard alcune tecnologie brevettate.

"Semplicemente, se la tecnologia fosse stata proprietaria, e sotto il mio pieno controllo, probabilmente non sarebbe mai decollata. La decisione che sanciva il Web un sistema aperto era indispensabile per renderlo universale. Non si può proporre che qualcosa diventi uno spazio universale e, allo stesso tempo, mantenerne il controllo."
Tim Berners-Lee, creatore del World Wide Web

Ad Aprile 2004, Microsoft e Time Warner acquisirono congiuntamente una società chiamata ContentGuard, e l'Unione Europea successivamente avviò un'inchiesta. La questione è che ContentGuard detiene brevetti molto significativi, che riguardano il Management di Diritti Digitali (DRM). DRM è il termine che indica tutte le forme con cui i produttori di contenuti (come musica o film) possono controllare la distribuzione di tali contenuti e assicurare che vengano pagati. Se le società di software e il conglomerato di media più grandi al mondo si appropriassero di brevetti chiave in questo campo, ciò avrebbe implicazioni terribili nell'intero settore dei media e della comunicazione.

I brevetti sul software produrrebbero effetti negativi sulla nostra libertà d'informazione e comunicazione. Pur non cambiando la legge sulla libertà d'espressione, gli effetti sarebbero altrettanto terribili. Il controllo esclusivo sugli standard di comunicazione futuri sarebbe in mano a poche società, che determinerebbero quali contenuti diffondere attraverso quelle nuove tecnologie. Molto probabilmente, il cartello controllante le tecnologie di comunicazione formerebbe alleanze con i grandi conglomerati dei media che forniscono la maggior parte dei contenuti. Infine, avremmo tutti meno possibilità di scelta e meno pluralismo.

Chiaramente, le tecnologie esistenti che sono libere da brevetto rimarrebbero libere, ma esse diventeranno obsolete. E' questione di anni, e la tecnologia dell'internet sarà ben più avanti di quanto lo sia ora. Ci sarebbe ancora libertà d'informazione e comunicazione sull'internet come lo conosciamo oggi, ma ci saranno tecnologie molto più esaltanti e saranno controllate da poche grandi società.

"Quando i prezzi saliranno e le ditte chiuderanno." Le conseguenze dei brevetti sui prezzi del software sono state spiegate in dettaglio sopra. Il rischio che le ditte chiudano è dovuto al fatto che poche grosse compagnie costringeranno i concorrenti più piccoli fuori dal mercato con l'aiuto del sistema dei brevetti.

L'industria software europea è principalmente costituita da piccole e medie imprese (PMI). Tuttavia, è generalmente riconosciuto che il sistema dei brevetti risulta sempre più svantaggioso per le PMI, in tutti i settori. I problemi sono ancora peggiori nel caso dell'industria del software. L'Europa quindi si da la zappa sui piedi se indebolisce le PMI in favore dei giganti del software extraeuropei.

Alcune grosse compagnie vogliono essere in grado di limitare, se non distruggere, i concorrenti più piccoli a loro piacimento. Nel campo del software, anche la più piccola azienda può trasformare una grande idea in un prodotto di successo, visto che il capitale necessario è relativamente limitato. I brevetti software obbligherebbero le piccole compagnie ad ottenere costosi brevetti, facendo salire artificiosamente il capitali necessari allo sviluppo dei software. Il problema più grande è che le piccole compagnie non possono utilizzare efficacemente i brevetti contro le grandi aziende, anzi, dovranno sempre temere che un concorrente più grande possa causare seri danni con l'aiuto del sistema dei brevetti.

"Le PMI sono fornitrici cruciali delle maggiori innovazioni, ma saranno le più duramente colpite dalla brevettabilità. La maggioranza di esse è impaurita dai costi dei brevetti stessi, ma dovrà anche navigare attorno ai portafogli di brevetti delle grandi aziende"
Deutsche Bank Research

Le PMI non hanno la possibilità di stringere accordi cross licensinge. Solo le grosse società con migliaia o decine di migliaia di brevetti sono nella posizione di stringere accordi di questo genere con le loro controparti. Il grosso rischio è che i settori più ampi del mercato del software finiranno per essere in mano ad un cartello di superpotenze dei brevetti. E' interesse delle grosse aziende entrare in possesso di un grande arsenale di brevetti, una necessità per competere sul mercato in tutta sicurezza. Le PMI non avranno mai la possibilità di acquisire un portafogli di queste dimensioni. La massa critica di un portafoglio di brevetti è il migliaio. Se ne devono avere a sufficienza da poter scoraggiare chiunque voglia acquisirli.

Le PMI perdono molto del proprio valore a causa della mafia dei brevetti. Anche le grosse compagnie hanno i loro problemi con i cacciatori di brevetti, ma tipicamente sono in grado di risolverli con un pagamento. Le PMI devono invece spesso sottostare ad accordi di revenue-sharing, sotto i quali devono versare parte delle vendite e/o profitti al detentore del brevetto. Se un'azienda con il 20% di ricarico sulle vendite deve dare il 2% ad un estorsore cede ben un decimo dei suoi profitti!

"Reback raconta spesso l'aneddoto secondo il quale un gruppo di avvocati IBM si recarono alla Sun Microsystems Inc. negli anni '80, affermando che la società stava violando sette dei suoi brevetti. Dopo che gli ingegneri della Sun spiegarono perché non stesero commettendo tali violazioni, gli avvocati IBM risposero che con 10.000 brevetti, erano sicuri di trovare qualche violazione in qualche posto."
The Washington Post

Una nuova moda è quella che vede le grosse compagnie, come IBM e Microsoft, imporre tasse sui brevetti alle PMI. IBM si vanta di guadagnare circa un miliardo di dollari ogni anno dalle licenze concesse a terzi dal suo portafoglio brevetti. Ecco come funziona: IBM possiede circa 40.000 brevetti a in tutto il mondo. Nessuno, in particolare nessuna PMI, avrà mai la possibilità di esaminarle tutte per garantire che non esistano conflitti tra i propri prodotti ed i brevetti detenuti da IBM. Così, IBM contatta le imprese offrendo loro un costoso accordo sulle licenze che comprende l'intero parco brevetti IBM. Attraverso questi accordi IBM non solo scuce soldi alle aziende più piccole ma ha accesso ad una serie di informazioni riservate sul business delle altre compagnie. Nella primavera 2004, la stampa ha iniziato ad informarci che Microsoft sta ora seguendo la stessa strada. Già circa 100 aziende sono state avvicinate, alcune delle quali europee, e dicono che anche aziende open-source sono nel mirino.

"Quando dipendenti perderanno il proprio lavoro." Questa è una conseguenza inevitabile del fatto che le piccole e medie imprese verrebbero indebolite, dove non costrette persino a chiudere, se i brevetti software venissero approvati.

Note:

Questa è solo una rapida spiegazione dei motivi alla base delle affermazioni riportate nella pagina iniziale di questo sito. Vi raccomandiamo di dedicare del tempo alla lettura delle spiegazioni più dettagliate e più specifiche che troverete su http://www.nosoftwarepatents.com/
É importante che si sappia cosa significherebbero per l'Europa i brevetti software.

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