Si è conclusa la conferenza ONU sul Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)

In un clima di rinnovata Guerra Fredda fallisce la conferenza ONU sulle armi nucleari

L’assemblea ONU che avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova cruciale per il futuro del disarmo globale, non ha registrato un consenso politico sul documento conclusivo della conferenza di revisione quinquennale. Tutto questo riguarda la sopravvivenza dell'intera umanità.
24 maggio 2026
Redazione PeaceLink

La conferenza ONU 2026 sul TNP

New York – Si è chiusa con un nulla di fatto, nel silenzio imbarazzato delle diplomazie, l’11ª Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). L’assemblea di New York, che avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova cruciale per il futuro del disarmo globale, si è arenata sulle stesse secche degli ultimi anni: l’assenza di volontà politica reale da parte degli Stati che quel trattato lo hanno firmato. Intanto le grandi potenze nucleari continuano a investire miliardi nell’ammodernamento dei propri arsenali.

Il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) è l'accordo globale cardine che vincola i Paesi firmatari alla non proliferazione, all'uso pacifico del nucleare e al disarmo. Entrato in vigore nel 1970 e a durata illimitata, conta oltre 190 Stati aderenti.

Il trattato si fonda su su tre pilastri fondamentali.
  • Non proliferazione: Gli Stati non dotati di armi atomiche si impegnano a non svilupparle né acquisirle.
  • Disarmo: I 5 Stati legalmente riconosciuti come possessori (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) sono obbligati a negoziare per ridurre e smantellare i loro arsenali nucleari.
  • Uso pacifico: Tutti gli Stati hanno il diritto di sviluppare la ricerca e l'energia nucleare per scopi civili, sotto il controllo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA).

Ha scritto Guglielmo Gallone: "Il TNP resta comunque in vigore perché dal 1995 è stato prorogato a tempo indeterminato e non necessita di rinnovi periodici. Quello che non è stato raggiunto è il consenso politico sul documento conclusivo della conferenza di revisione quinquennale. Che, più di ogni altra cosa, riflette il caos geopolitico di un mondo senza punti di riferimento e incapace di capirsi".

I lavori della Conferenza si sono svolti in un clima da rinnovata Guerra Fredda. L’invasione russa dell’Ucraina e il braccio di ferro diplomatico con l’Iran hanno avvelenato il tavolo negoziale. 

La sola presenza dell'Iran al tavolo, con il programma nucleare al centro della contesa con gli USA, ha funto da parafulmine per evitare di discutere di tutti gli altri argomenti, a partire dal rinnovo dei trattati per il disarmo nucleare, come il New START e il trattato INF.

Gli Stati Uniti di Trump dicono no a tutto

Il dibattito sul disarmo nucleare attraversa oggi una fase di evidente stagnazione, nonostante il moltiplicarsi degli appelli da parte dell’ONU, della società civile e di numerosi Stati non nucleari. In questo quadro si inseriscono alcune scelte politiche degli Stati Uniti che, soprattutto adesso con il presidente Trump, delineano una strategia di costante opposizione a nuove iniziative vincolanti in materia di disarmo.

Uno degli indicatori recenti più evidenti riguarda la risoluzione dell’Assemblea Generale ONU dedicata a “Youth, disarmament and non-proliferation” (A/RES/80/55). Secondo i registri di voto pubblicati dalle Nazioni Unite, gli Stati Uniti avrebbero espresso voto contrario, l'unico (e si può controllare cliccando qui). È una scelta che, al di là del singolo atto procedurale, si inserisce in una linea più ampia: quella di dire sostanzialmente no a tutto.

Le risoluzioni dell'ONU vengono percepite come potenzialmente limitanti la libertà di azione strategica americana, soprattutto in ambito nucleare.

Queste posizioni non sono nuove. Questa strategia americana è al centro di molte critiche.

Il legame fra la risoluzione ONU del 2025 A/RES780755 e il fallimento della recente conferenza ONU sul Trattato di non proliferazione nucleare non è diretto ma è fortemente indicativo. La postura degli Stati Uniti, in particolar modo con Trump, è quella di dimostrare l'inutilità dell'ONU e quindi più falliscono le sue iniziative moltilaterali e più prende forma un nuovo scenario alternativo all'ONU: il Board of Peace. 

Pertanto Trump non solo non aveva alcun interesse alla buona riuscita della conferenza ONU conclusasi in questa settimana, ma ha perfino dato incarico alla sua diplomazia di esprimere l'unico voto contrario alla risoluzione ONU su "Giovani, disarmo e non proliferazione".  

Se il mondo ha bisogno di avanzare verso l’obiettivo del disarmo, Trump ha in questo modo mostrato di essere interessato solo a far cresceree il livello di paralisi politica dell'ONU.

Il risultato complessivo è un processo multilaterale esplicitamente in modo da non produrre risultati neppure a livello di banali risoluzioni non vincolanti.

La risoluzioni ONU dedicata ai giovani e al disarmo non aveva valore giuridicamente vincolante, ma svolgeva (e svolge) una funzione politica e culturale importante: quella di promuovere educazione alla pace e rafforzando la legittimità simbolica di un’agenda globale per la riduzione degli armamenti.

Il voto contrario degli Stati Uniti segnala una distanza totale dal resto del mondo, un'isolazionismo impressionante. Persino Israele non ha seguito gli USA, hanno solamente evitato di votare. In questo modo si punta su una totale delegittimazione dell'ONU a tutto vantaggio della legge del più forte e del potere devastante delle armi nucleari.

In un clima di rinnovata Guerra Fredda fallisce quindi la conferenza ONU sulle armi nucleari. Ma quello che appare ancora più grave è che tale argomento sembra confinato agli esperti di disarmo mentre invece riguarda il futuro e la sopravvivenza dell'intera umanità.

Cosa è rimasto di quella "coscienza atomica" che nel secolo scorso aveva mosso milioni di persone a mobilitarsi per il disarmo nucleare?

Note: Per un approfondimento si veda

Alessandro Pascolini
Il Trattato di non proliferazione verso il crepuscolo?
https://www.pressenza.com/it/2026/05/il-trattato-di-non-proliferazione-verso-il-crepuscolo/

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