Acqua pubblica, secondo atto.
La Carovana dell'Acqua nel Salento.
Renato Di Nicola e Corrado Oddi a Lecce le somme della campagna a sostegno della Proposta di Legge d'iniziativa popolare.
29 giugno 2007
Interviste ai referenti del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua Corrado Oddi e Renato Di Nicola.
Quattro Comuni aderiscono alla campagna.
Stanno per ritornare a Roma le quattro carovane dell’acqua partite il 24 giugno per l’ultima intensa settimana della campagna di adesione “Acqua pubblica, ci metto la firma!”, sostegno per la Proposta di legge d’iniziativa popolare concernente “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”. Il 25 giugno una carovana ha fatto tappa nel Salento, a Lecce, Merine e Salice, scortata dai due referenti nazionali Corrado Oddi e Renato Di Nicola. L’incontro e la festa sono stati ottimi pretesti per un consuntivo della mobilitazione a livello nazionale e locale. Nonostante la partenza in sordina, il primo mese è stato decisivo per la raccolta delle cinquantamila firme necessarie perché il Parlamento prenda in considerazione il testo proposto. Con l’attenzione di media, dossier di elevata fattura, mobilitazione trasversale di artisti e comici, non solo di quelli “contro”, la campagna è straripata arrivando a circa trecentomila firme. La Puglia, particolarmente sensibile alla problematica, ha vissuto le dimissioni del presidente dell’Aqp Riccardo Petrella giusto un mese prima dell’avvio della raccolta e ha risposto con la prima adesione nazionale di un Comune, quello di Locorotondo, seguito poi da altre sedici amministrazioni, quattro delle quali nel Salento: Specchia, Melpignano, Corigliano e Lizzanello. Complici forse le amministrative, pare non si sia potuto fare di più, e resta il dubbio se questa sia una macchia da imputare ai comitati territoriali o piuttosto allo spessore dei muri dei Municipi del Salento. Le firme raccolte sul territorio ammontano introno alle tremila. Entro il primo luglio la raccolta avrà termine e il 10 dello stesso mese il coordinamento nazionale presenterà la Proposta al presidente della Camera.
La sete dell'Occidente. Un po' di numeri per Puglia, Italia ed Europa.
Sulla Terra si stimano 1.400 milioni di miliardi di tonnellate d'acqua, delle quali solo 11.000.000 di Mld di acqua dolce, dunque direttamente potabili. Un po' di numeri (un miliardi di tonnellate annue): Precipitazioni Totali: 500.000 Precipitazioni sulle Terre Emerse: 100.000 Portata dei Fiumi: 40.000 L’eccessivo sfruttamento del suolo, la distruzione dei boschi, l’agricoltura intensiva, l'eccessiva edificazione creano alterazioni e squilibri nel ciclo dell'acqua: diminuiscono le precipitazioni e aumenta la richiesta di acqua per l’irrigazione e per le città. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS): il 16% della popolazione del Vecchio continente non ha acqua potabile, 140 milioni di europei non hanno accesso ad acqua pulita e servizi sanitari, 13.500 bambini europei perdono la vita ogni anno per malattie correlate a queste carenze. L'Organizzazione mondiale della Sanità fa sapere anche che solo nel 2006 sono stati registrati 170mila casi di malattie correlate alla carenza d'acqua, fra cui oltre 120mila casi di epatite virale A, 40mila casi di diarrea sanguinolenta, oltre 70mila infezioni entero-emorragiche e 6mila casi di febbre tifoide. La riserva d’acqua a disposizione di ogni paese dipende dalla quantità di pioggia che vi cade e dal rapporto dei flussi da e verso i paesi vicini: in Italia il deflusso medio annuo è di 250 - 500 mm. La potabilizzazione totale europea ammontava nel 2006 al 68 - 84% delle acque. L'Italia è però autosufficiente: i corsi di acqua dolce generata nel Paese stesso ammontano al 99% di tutta l'acqua consumata, mentre siamo a metà classifica in Europa con i 5000m3 procapite d’acqua all'anno. In Italia oltre il 19% dell'acqua disponibile è rinnovabile per il ciclo idrologico. Nell'ordine, Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata e Puglia sono le regioni più aride. Secondo il rapporto WWF del luglio 2006 sulla siccità nel mondo, in Puglia si contano oltre 5000 pozzi illegali non registrati: un record mondiale, menzionato nella versione originale inglese del dossier. Il 17 gennaio 2007 si è tenuto a Ginevra il primo incontro delle Parti in materia di gestione dell'acqua, ovvero di quei venti Paesi europei che hanno firmato il Protocollo sull'acqua e la salute, il primo trattato europeo per combattere le malattie legate all'acqua. Il Protocollo prevede che i Paesi che lo ratificano siano vincolati ad inserirlo nella propria legislazione. I singoli Paesi possono agire al loro interno ma, da un punto di vista internazionale, è molto importante che esista uno strumento che permetta un’ armonizzazione delle misure. In Europa, infatti, molti corsi d'acqua attraversano più di uno Stato: più Paesi, dunque, si trovano a condividerne la responsabilità, ed è per questo fondamentale che si ponga al più presto un quadro unitario di misure da adottare in ambito europeo.. L'Italia ha firmato il protocollo già nel 1999, ma non lo ha ancora ratificato.
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