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Sgravi fiscali per le tecnologie rinnovabili - A Istanbul workshop con le nostre aziende

La Turchia investe nell'eolico

Il Governo turco ha deciso di puntare sulla produzione di energia nucleare e rinnovabile.
6 dicembre 2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Eolico La politica ha dato il segnale definitivo del nuovo corso in un intervento in Parlamento del ministro dell'Energia,Hilmi Guler,che dopo aver posto in evidenza il ruolo centrale del fabbisogno energetico nell'ambito della Finanziaria 2008, ha parlato delle energie rinnovabili, in particolare di quella eolica. «Quando iniziai il mio lavoro al ministero cinque anni fa, la capacità installata era di 17 megawatt, oggi è di 180 megawatt ed entro l'anno raggiungerà i 200. Senza contare che oltre 780 imprese, pochi giorni or sono, hanno fatto richiesta di effettuare investimenti nel settore solare, geotermico, biomasse ed eolico, con una previsione di stanziamenti di circa 20 miliardi di dollari».

«Un buon inizio, visto che la Turchia è alla ricerca di una diversificazione attraverso fonti alternative che vanno dall'energia nucleare (tre centrali previste nel programma di Governo) alle fonti energetiche alternative più verdi (eolico, geotermale, biomasse e solare) - dice Roberto Luongo, direttore dell'Ice di Istanbul-senza contare che gli investimenti pubblici previsti nei prossi anni saranno di almeno 2-3 miliardi di dollari.

Inoltre il Governo turco prevede sin da quest'anno di ridurre la dipendenza dall'estero, oggi al 60%, con forti contributi e sgravi fiscali per le imprese che investiranno nel campo delle energie rinnovabili».Un'occasione da non perdere e che a breve sarà ancora più chiara nei dettagli, visto che a giorni è prevista l'emanazione di una direttiva governativa in materia. «L'obiettivo dell'Italia in questa fase è di partire in tempo soprattutto attraverso un workshop sulle energie rinnovabili, che si terrà a Istanbul il 6-7 dicembre mostrando le capacità tecnologiche italiane (soprattutto nell'eolico, biomasse e geotermia)», sottolinea Luongo. A breve l'Ice invierà in Italia una delegazione turca per verificare in loco le capacità italiane nel campo delle rinnovabili, area dove le aziende tedesche sono molto concorrenziali soprattutto nel solare e biomasse. Intanto, però, il 6-7 dicembre a Istanbul una pattuglia di undici imprese italiane si incontreranno con circa 90 società locali.

Per ciò che concerne il geotermico ed il fotovoltaico la Turchia occupa l'ottavo posto nel mondo come quantità di energia geotermica utilizzabile, e sta attualmente disponendo solo del 2,7% di quella sfruttabile. Il Paese possiede inoltre un enorme potenziale solare (vedi la tabella in pagina): tra il 2001 ed il 2004 la vendita mondiale di pannelli solari è aumentata di una percentuale annua che si colloca tra il 10% ed il 15%, con la Turchia che ha assorbito il 5,5% della produzione mondiale.

In questo contesto le industrie italiane potrebbero inserirsi sul mercato turco diffondendo la tecnologia fotovoltaica integrata agli edifici e connessa alla rete elettrica nazionale al fine di cedere l'energia prodotta alla rete elettrica nazionale e ottenere in cambio una riduzione della bolletta elettrica. Offrendo soluzioni progettuali in cui il fotovoltaico è parte integrante dei progetti edilizi, e introducendo sistemi per l'erogazione di energia in luoghi isolati, si avrebbe una riduzione dei costi d'allacciamento alla rete elettrica.

La Turchia punta sull'eolico anche attraverso sussidi. La legge sulle Energie Rinnovabili, emanata nel maggio del 2005, ha introdotto una "feed-in-tariff" che riconosce un prezzo medio per l'energia all'ingrosso pari a quello dell'anno precedente e valido per i primi sette anni di vita dell'impianto.
Oggi sono in atto due progetti riguardanti la produzione di energia eolica nel Paese: quello di Sabenova nascerà nella regione di Antakya, una delle aree più ventose del Paese.

Il nuovo parco eolico sarà in grado di produrre 112 GWh all'anno, che corrispondono a una riduzione di emissione nell'aria pari a 61mila tonnellate di CO2. Il secondo parco eolico di Karakurt, invece, avrà una produttività media di 41 gigawatt/ora all'anno,e farà risparmiare l'emissione in ambiente di circa 20mila tonnellate di CO2 per anno.

Dal 1995, infine, è in attività a Istanbul un impianto per la creazione di elettricità dal gas prodotto dai rifiuti solidi. Da questo impianto si producono annualmente 8 milioni di kilowatt/ ora di energia elettrica che riforniscono in media 1.500 case. Una buona occasione di sviluppo per diffondere il knowhow italiano per la produzione di energia da bio-massa e biocarburanti liquidi.

PROGETTI PRIORITARI
In costruzione due grandi parchi a Karakurt e Sabenova Governo e imprenditori puntano anche su solare, geotermico e biomasse Domanda crescente. Secondo stime Ue, la Turchia è seconda in Europa dopo il Regno Unito nel potenziale di utilizzo dell'energia eolica

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