Petrolio, ecco i dati che interessano la Basilicata
“Sulla questione relativa alle estrazioni di petrolio è in corso, da tempo, un dibattito a più voci, che fa registrare prese di posizione, considerazioni e valutazioni differenti che rientrano nel legittimo e fisiologico dibattito pubblico.
Quando, invece, si esce dalla sfera delle considerazioni e si rappresentano i dati, questi – se la fonte è quella ufficiale – vanno assunti nella loro oggettività”. Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, in merito a notizie apparse sui quotidiani locali e relative alle istanze di permessi di ricerca di idrocarburi, ai permessi, e alle concessioni accordate.
La fonte di riferimento di questi dati considerata e citata dall’assessore nei confronti e nelle dichiarazioni dei giorni scorsi é quella del ministero dello Sviluppo economico – ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia
(http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/unmig.htm).
Ora toccherà bonificare i terreni intrisi dal greggio, operazione questa stimata della durata di 2 giorni.
Secondo il WWF "gli incidenti, numerosi nell'area, avvengono nel più assoluto silenzio delle istituzioni regionali, che invece di porre fine a questa assurda corsa all'oro nero continuano a concedere autorizzazioni e permessi di ricerche".
Solo un anno fa si verificò un incidente simile tra Villa d'Agri e Viggiano, con una autobotte che, in seguito ad una sbandata, finì in una scarpata riversando il suo contenuto di greggio nei terreni circostanti.
* 41 istanze di permessi di ricerca, di cui 23 in provincia di Potenza e 18 in provincia di Matera;
* 4 permessi di ricerca attualmente validi;
* altri 5 permessi sono stati dichiarati scaduti nelle seguenti date: Monte la Rossa il 28/01/2003, Fosso Valdienna e Tempa Moliano il 5/12/2002, Teana il 23/09/2004, Aliano il 6/11/2004); il permesso di Serra San Bernardo scade il 23 febbraio prossimo, quindi fra alcuni giorni.
* 17 concessioni di coltivazione valide (4 concessioni accordate negli anni passati sono scadute; 1 scade a maggio prossimo; 1 scade a giugno 2009; le altre nei prossimi anni. Soltanto nel caso del sito della Val d’Agri, la concessione risale agli anni 2000; tranne le due di Recoleta e Gorgoglione che risalgono al 1999 e quella di Monte Verde del 1992, le altre risalgono agli anni ’60, ’70 e ’80).
Occorre rilevare che l'attività estrattiva attualmente svolta in Basilicata interessa essenzialmente la concessione di Viggiano, dove si estraggono 8.934 barili di petrolio al giorno, mentre la concessione di Pisticci consente l'estrazione di 438 barili al giorno (dati del 15 febbraio 2008, fonte http://www.basilicatanet.it/petrolio/homepetrolio.asp).
Quindi, le attività estrattive, che l’assessore ha qualificato come “vere e proprie”, si limitano ad interessare due sole concessioni. Questi i dati, incontrovertibili, forniti dal ministero dello Sviluppo economico, riferiti dall'assessore Santochirico nel corso di una trasmissione televisiva, e riportati anche in un resoconto giornalistico. Per gli scettici, è possibile consultare il sito del ministero dello Sviluppo economico oppure chiedere la registrazione della trasmissione in cui l'assessore Santochirico ha citato i dati.
E’ utile ricordare, inoltre, che i permessi di ricerca vengono concessi dal Ministero, previa intesa con le Regioni, e che il preliminare esame di compatibilità ambientale, da condurre nel rigoroso rispetto delle leggi vigenti, non costituisce assolutamente autorizzazione a effettuare le esplorazioni, né tanto meno ad estrarre.
Qualsiasi altra interpretazione non può che essere frutto di inesattezze e strumentalismi: se le opinioni possono consentirli, i dati no. “Confermo, come ho già ribadito recentemente – conclude l’assessore Santochirico – che rimane aperto e impregiudicato il dibattito sui limiti e le modalità di nuove attività di ricerca e di estrazione in Basilicata; decisioni e orientamenti non potranno che essere assunti in un confronto aperto con la società e nelle sedi istituzionali”.
Articoli correlati
Un golpe colonialeVenezuela: il regno della forza che spazza via quello della legge
Il cambiamento di regime con la forza a Caracas si colloca certo nella lunga storia della violenza contro i paesi sfortunatamente collocati a sud del Rio Grande8 gennaio 2026 - Fabrizio Tonello
Le incognite sul petrolio venezuelano e la transizione ecologicaCol Venezuela, gli Stati Uniti stanno costruendo un impero fossile
Secondo Bloomberg, Trump sta costruendo il suo impero del petrolio, capace di controllare il 40% della produzione mondiale. Ci riuscirà?8 gennaio 2026 - Lorenzo Tecleme
Il petrolio e gli investimenti cinesi in America latina tra i veri motivi dell'aggressioneSul Venezuela il Plan Cóndor del XXI secolo
A rischio non è solo l’indipendenza del Venezuela, ma la stabilità dell’intera regione sudamericana e caraibica, divenuta funzionale a Trump a livello geopolitico, economico e territoriale5 gennaio 2026 - David Lifodi
Le provocazioni statunitensi cercano il casus belli per attaccare il VenezuelaTrump incendia i Caraibi
La guerra al narcotraffico rappresenta solo il pretesto per impadronirsi delle risorse dell’intera regione5 novembre 2025 - David Lifodi
Sociale.network