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Conoscere per agire, solo così l'Italia potrà tornare a crescere. Una proposta per l'Italia

Lorenzin come Balduzzi? La Campania come Taranto?

A che serve avere università e centri di ricerca se poi i dati prodotti dai ricercatori non vengono utilizzati dai decisori?
30 giugno 2013 - Fulvia Gravame


le dichiarazioni di beatrice lorenzin

 Il 29 giugno il ministro Lorenzin era in Campania e ha incontrato i comitati anti-discariche che lamentavano le conseguenze sulla salute delle discariche abusive e inquinanti e dei tagli alla sanità pubblica che riducono la possibilità di curarsi pur in presenza di criticità significative. La pubblicazione dei dati del registro tumori ha confermato quanto già si temeva, cioè la presenza di picchi significativi di malattie oncologiche. I comitati anti-discariche hanno fatto rilevare che proprio intervenire sulle contaminazioni nocive presenti nel territorio potrebbe essere un modo per combattere la disoccupazione che viene dichiarato l’obiettivo principale del governo, senza che però si valuti questa particolare opportunità. I manifestanti hanno chiesto a gran voce la bonifica dei territori inquinati.     Il toponimo Campania, risalente al V secolo a.C., è di origine classica. L'ipotesi più accreditata è che esso derivi dal nome degli antichi abitatori di Capua. Da Capuani, infatti, si avrebbe Campani e, quindi, Campania[1]. Inoltre sia Livio, sia Polibio, dicono di un Ager Campanus con un chiaro riferimento a Capua e al territorio ad essa circostante[1]. In seguito alla divisione augustea delle province della penisola, il concetto di Campania si estese oltre i suoi originari confini andando a ri

Tra l'altro le discariche abusive sono presenti proprio in quella che veniva chiamata Campania felix dai romani e Terra del lavoro nel medioevo perché era la zona più fertile della regione, che comprente  l'attuale provincia di Caserta e parte di quelle di Napoli, Latina, Frosinone e Isernia.  Nel medioevo, il toponimo Terra Laboris, registrato per la prima volta nel 1092 (anche se ci sono dubbi sull'originalità del documento), venne a sostituire il nome Campania[2]. Il nuovo toponimo sostituirà ufficialmente l'antico nella suddivisione territoriale normanna. Dal VII secolo infatti, a causa del prevalere del Ducato di Napoli, venne meno nel linguaggio il collegamento tra il toponimo latino Campania e ciò che esso indicava originariamente: in maniera emblematica le carte geografiche, d

Il toponimo Campania, risalente al V secolo a.C., è di origine classica. L'ipotesi più accreditata è che esso derivi dal nome degli antichi abitatori di Capua. Da Capuani, infatti, si avrebbe Campani e, quindi, Campania[1]. Inoltre sia Livio, sia Polibio, dicono di un Ager Campanus con un chiaro riferimento a Capua e al territorio ad essa circostante[1]. In seguito alla divisione augustea delle province della penisola, il concetto di Campania si estese oltre i suoi originari confini andando a ri

Il toponimo Campania, risalente al V secolo a.C., è di origine classica. L'ipotesi più accreditata è che esso derivi dal nome degli antichi abitatori di Capua. Da Capuani, infatti, si avrebbe Campani e, quindi, Campania[1]. Inoltre sia Livio, sia Polibio, dicono di un Ager Campanus con un chiaro riferimento a Capua e al territorio ad essa circostante[1]. In seguito alla divisione augustea delle province della penisola, il concetto di Campania si estese oltre i suoi originari confini andando a ri Il toponimo Campania, risalente al V secolo a.C., è di origine classica. L'ipotesi più accreditata è che esso derivi dal nome degli antichi abitatori di Capua. Da Capuani, infatti, si avrebbe Campani e, quindi, Campania[1]. Inoltre sia Livio, sia Polibio, dicono di un Ager Campanus con un chiaro riferimento a Capua e al territorio ad essa circostante[1]. In seguito alla divisione augustea delle province della penisola, il concetto di Campania si estese oltre i suoi originari confini andando a ri

Il toponimo Campania, risalente al V secolo a.C., è di origine classica. L'ipotesi più accreditata è che esso derivi dal nome degli antichi abitatori di Capua. Da Capuani, infatti, si avrebbe Campani e, quindi, Campania[1]. Inoltre sia Livio, sia Polibio, dicono di un Ager Campanus con un chiaro riferimento a Capua e al territorio ad essa circostante[1]. In seguito alla divisione augustea delle province della penisola, il concetto di Campania si estese oltre i suoi originari confini andando a ri

Il toponimo Campania, risalente al V secolo a.C., è di origine classica. L'ipotesi più accreditata è che esso derivi dal nome degli antichi abitatori di Capua. Da Capuani, infatti, si avrebbe Campani e, quindi, Campania[1]. Inoltre sia Livio, sia Polibio, dicono di un Ager Campanus con un chiaro riferimento a Capua e al territorio ad essa circostante[1]. In seguito alla divisione augustea delle province della penisola, il concetto di Campania si estese oltre i suoi originari confini andando a ri

Il ministro Lorenzin ha affermato che bisogna tener conto che ci sono questioni sanitarie che dipendono dallo stile di vita dei campani: "il ministero e l'Istituto superiore di Sanità continueranno a vigilare sulle situazioni di criticità, sempre tenendo conto che ci sono altre questioni di salute pubblica e prevenzione che in un territorio come questo riguardano anche gli stili di vita."

In sostanza l’attuale ministro persevera sulla stessa strada del suo predecessore, il ministro Balduzzi, che aveva dichiarato che “i tumori sono colpa dei cittadini campani, mangiano troppo e male e fumano anche”. 

Queste dichiarazioni ricordano le affermazioni che puntavano il dito sull’abitudine dei tarantini di fumare quasi che i risultati dello studio S.E.N.T.I.E.R.I. potessero essere mitigati in tal modo. Lo stile di vita è ben presente nello studio suddetto come si può leggere a pagina 13 nel paragrafo n. 3.3. Materiali e metodi. Dopo aver chiarito che l'universo di riferimento è quello regionale, i ricercatori spiegano il perché:

“Va inoltre sottolineato che l'utilizzo delle popolazioni regionali, invece delle popolazioni nazionali, consente di confrontare popolazioni più simili per quanto riguarda fattori di rischio oltre a quelli in indagine, come per esempio, quelli legati agli stili di vita, seppure passibili di un'ampia variabilità intraregionale.  Questa scelta permette inoltre di tener conto dell'eterogeneità regionale dei tassi di mortalità per diverse patologie.” 

Il consiglio da dare ai decisori politici è dunque di leggere i rapporti sulla salute degli italiani, di utilizzarli in tutta le loro potenzialità e di usare la ricerca per risolvere i problemi delle persone, come suggerisce il prof. Gennaro Valerio, dirigente del dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova. “Il benessere della popolazione è indice di progresso, noi non dobbiamo parlare di ricerca “strana” o generica. Possiamo applicare la ricerca non solo per acquisire finanziamenti, ma anche per risolvere i problemi delle persone. Subito.”

E ancora: “A parità di crisi economica ci sono Paesi che migliorano l’indicatore della salute, che è quello della qualità della vita, il gran finale degli indicatori. Vorrei che diventasse una priorità parlare di salute, che fosse chiaro che lo “spread” con i paesi europei non è solo economico ma può essere anche sanitario.”

L'illustre ricercatore chiude con un emblematico: “Abbiamo gli indicatori. Usiamoli.” per attuare “una rivoluzione copernicana. Sostituiamo lavori dannosi con altri che non solo non lo siano ma che abbiano anche un’utilità che vada oltre la produzione di reddito e profitto.”

Aggiunto che solo così la Campania portà tornare ad essere Terra di lavoro, magari qualificato e sicuro, e Campania felix.

Solo così l'Italia potrà tornare a crescere.

Note:

Il ministro Lorenzin in Campania
http://youmedia.fanpage.it/video/al/Uc4T2uSwGMkCwRQe

Il ministro Balduzzi a proposito dei tumori in Campania
http://pepemanifest.wordpress.com/2013/01/10/per-il-ministro-balduzzi-i-tumori-sono-colpa-dei-cittadini-campani-mangiano-troppo-e-male-e-fumano-anche/

Il ministro Clini sui tumori a Taranto
http://www.corriere.it/cronache/12_settembre_17/ilva-clini-polemica_e002936c-009d-11e2-821a-b818e71d5e27.shtml

L'intervista al prof. Gennaro Valerio
http://www.linkiesta.it/ilva-tumori-taranto#ixzz2XgwkVBUe

Campania Felix e Terra di lavoro in Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Campania_antica

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